
Per la rubrica odierna di RistoHotel, ci apriamo al confronto. Come nostra abitudine, lanciamo uno sguardo oltre oceano, alla scoperta di novità e tendenze nella ristorazione alberghiera.
In quale direzione stanno andando i ristoratori in USA?
Indice dei Contenuti
Sussulto d’Orgoglio dei Ristoranti Alberghieri negli USA
In un articolo apparso recentemente sul New York Times, si sottolinea l’inversione di tendenza nella gestione alberghiera in USA e Canada, in relazione al servizio principe dell’Hotel: il Ristorante.
Per anni, la maggior parte dei ristoranti alberghieri poteva essere semplicemente definito insignificante e senza sorprese, con i suoi menù apparentemente invariati di anno in anno. Ultimamente, imitando i ristoranti più eleganti e di tendenza, curano sempre più la selezione dei prodotti, la lavorazione creativa e la varietà della proposta culinaria.
Charles D. Dorn, amministratore delegato del Gruppo Dorn, una società di consulenza del settore Hospitality, con base a New York, ci racconta:
“La maggior parte dei hotel per anni ha cercato di soddisfare un mercato di massa. Ora, in effetti, la mediocrità non funziona più.
La tendenza è recuperare le radici del territorio, con prodotti della terra, a kilometro zero e spesso a coltivazione naturale.È un segno di rispetto per le esigenze del proprio cliente e di amore per l’ambiente e l’eco-sostenibilità.”
La cura nella ricerca della materia prima aiuta anche a differenziarsi in un mercato affollato, dove la ristorazione per i viaggiatori Business è divenuta una priorità. Secondo la Global Business Travel Association, la spesa per viaggi d’affari salirà di oltre il 5% nel 2013.
L’ospite Business spesso è troppo impegnato per avventurarsi oltre la hall dell’hotel per il pranzo o la cena.
Le catene alberghiere solitamente offrono un livello di ristorazione accettabile, ma di solito un po’ standard, penalizzando gli attraenti sapori locale.
Espandendo la selezione di brunch e dinner con piatti tipici locali, l’ospite ha un’immediata sensazione di immersione culturale pur non potendosi concedere tempo per il relax e la scoperta, essendo in viaggio di affari.
Esperimenti sui Menù Americani
I responsabili e i direttori dei ristoranti in hotel sono alla ricerca di queste emozioni per i propri ospiti.
Mike DeFrino, vice presidente esecutivo Kimpton Hotels and Restaurants
Circa il 70% degli ospiti del Kimpton sono i viaggiatori d’affari e desideriamo che vivano il ristorante del nostro hotel come un’esperienza locale, sentendo il legame con la città e il territorio. Il cliente deve percepire di mangiare in un vero Ristorante, senza stereotipi o menù standard.
Susan Santiago, vice presidente per F&B al Hyatt Hotels Corporation
Abbiamo chiesto a circa 120 chef degli hotel full-service negli Stati Uniti, Canada e Caraibi di includere nei loro menù almeno cinque ingredienti locali.
Luigi Martorano, executive chef presso l’Hotel Hilton Orlando
Da quando l’Hilton Orlando ha aperto nel 2009, uno dei suoi 4 ristoranti si incentra sul concetto “dal produttore al consumatore”. Lavoro costantemente con i fornitori locali. Pianifico con loro e per ogni variazione o idea esclamo senza indugio: “Devo parlare con i miei agricoltori!”
Ricordiamoci che in America le reti di distribuzione hanno grandi dimensioni e sono organizzate in modo da poter proporre costi decisamente vantaggiosi. L’approvigionamento locale ha quindi un grande fascino, ma è anche una grande sfida in termini di investimento economico. Con attenzione nella selezione e nella ricerca delle fonti di fornitura, può rivelare sorprese anche in termini di costi, non solo di qualità, eliminando spese di spedizione per centinaia e migliaia di kilometri.
Può rivelarsi comunque più complessa, per le grandi catene, che grazie ai principi dell’economia di scala, possono perdere privilegi acquisiti.
Alla Conquista del Prodotto Locale a Km Zero
Molti Hotel Fairmont negli Stati Uniti e in Canada hanno creato partnership con birrifici artigianali locali per preparare birre dedicate per ogni albergo.
Hyatt convince anche gli agricoltori a venire in città. Da 3 anni l’Andaz Wall Street propone ogni sabato un vero e proprio mercato contadino.
Conclusioni
Pur con le debite differenze, legate ai sistemi di distribuzione alimentare, alla diffusione capillare delle catene alberghiere negli USA, alla tradizione culinaria e alle abitudini alimentari così distanti dalla nostra Europa, queste esperienze ci inducono a pensare.
Non abbiamo forse molte argomentazioni in più rispetto ai colleghi dell’altro continente, da convincerci a puntare sulla qualità e la creatività delle proposte dei nostri menù alberghieri?
Cosa pensi delle tendenze della ristorazione statunitense? Qual è la tua esperienza o l’orientamento che riscontri nel tuo territorio? Commenta il post o richiedi argomenti e nuovi temi di discussione scrivendo alla redazione.
© cover image gentilmente concessa da: Grand Hotel Don Juan di Giulianova.
L’articolo è liberamente tratto da Farm to Hotel Dining by Martha C. White – sul The New York Times
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Nicoletta hanno perfettamente ragione e vale anche per il turismo leissure oltre che business. Il duro è comunicarlo per far cambiare mentalità al cliente medio. ;-)
Ciao Gil, sono d’accordo con te sulla bontà di tali strategie per il cliente Leisure e quello Business.
E sono anche concorde sulla difficoltà di far passare certi progetti.
La qualità al posto della quantità o di un pricing super abbattuto!
Ma tu a chi ti riferisci quando parli del cliente medio?
Sei un ristoratore e parli del cliente che viene a pranzare/cenare da te?
Grazie per un tuo feedback.
Buon lavoro.