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Pagamenti Digitali, Obbligo POS per Micro-Transazioni e Tetto al Contante

Ultimo Aggiornamento23 Dic 2022

Pagamenti Digitali, Obbligo Pos per Micro Transazioni e Tetto al Contante

Ancora cambiamenti in ambito di pagamenti digitali e tetto al contante. Quali sono le novità e le eventuali possibilità?

Torniamo sulle tematiche legate ai pagamenti digitali confrontandoci con le recenti disposizioni governative, grazie all’aiuto di → Alessandro Klun, esperto di diritto per la ristorazione.

22 Dicembre 2022 [UPDATE]
L’altalena delle esenzioni sulle sanzioni POS – Si conclude, dopo un’infinita altalena, la questione sull’applicabilità delle sanzioni per gli esercenti (anche somministratori e ristoratori) che rifiutano i pagamenti elettronici.

Dai 30 euro iniziali a 60, passo indietro a 40 e ritorno a 30 euro. Infine, in seguito alla bocciatura della misura da parte della Commissione europea la norma è stata definitivamente stralciata dalla manovra economica per il 2023.

Nei confronti di coloro che rifiutano il pagamento elettronico persiste quindi la sanzione, introdotta dallo scorso 30 giugno, di euro 30 aumentati del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Un emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera ha introdotto in manovra, come ristoro per l’eliminazione della norma sul Pos, un contributo straordinario per le commissioni nella misura del 50% sugli utili delle attività, dedotti gli oneri fiscali derivanti dalle commissioni e altri proventi, per le transazioni inferiori a 30 euro. 

Le altre disposizioni risultano per ora confermate. Questo a decorrere da gennaio 2023.

Intervista

Alessandro Klun, autore di manuali di diritto della ristorazione e ideatore dell’imperdibile profilo instagram aCenaConDiritto, si attesta come nostro punto di riferimento sulle tematiche legali e legislative, riferite alla ristorazione e somministrazione.

Leggi i suoi consigli sui seguenti temi già affrontati:

È stata emanata la prima legge di bilancio per il 2023 e la tendenza è quella di favorire i pagamenti in cash, facendo anche attenzione ai costi e oneri degli esercenti nel caso di pagamenti digitali. Scopriamo insieme novità e trend.

Buongiorno Alessandro, grazie per essere di nuovo con noi a trattare i temi dei pagamenti in contanti e digitali. Cosa cambia con le recenti disposizioni governative?

La prima legge di bilancio per l’anno 2023, nella versione licenziata dal nuovo Esecutivo e approvata lo scorso 21 novembre.

Si muove nella direzione di rendere più agevole l’uso del denaro contante prevedendo, da un lato l’innalzamento a euro 5.000,00 della soglia entro la quale è possibile effettuare pagamenti cash, e dall’altro → esenzione dall’obbligo del Pos per transazioni fino ad euro 60,00.

Questo provvedimento si colloca sulla scia di quanto era stato previsto dall’Agenzia delle Dogane, determinazione n. 484555 del 24 ottobre 2022, in favore dei tabaccai per la rivendita di Beni di monopolio, valori postali e valori bollati.

Il rovescio della medaglia è anche l’innalzamento del tetto al contante per i pagamenti in store o per servizi. Come vedi questo aspetto?

L’intervento sul contante è il decimo in dieci anni, a testimonianza della particolare attenzione che al tema è stata dedicata.

Il 26 dicembre 2002 la soglia passa a 12.500 euro, il 30 aprile 2008 scende di nuovo a 5mila per poi tornare il 25 giugno dello stesso anno a 12.500 euro. Torna a 5mila euro dal 31 maggio 2010, per poi calare di nuovo a 2.500 euro il 13 agosto 2011, il 6 dicembre dello stesso anno scende ancora a mille euro, per poi risalire a 3mila nel gennaio 2016.

Primo luglio 2020: viene fissato a 2mila, poi passa a mille da gennaio 2022 e di nuovo a 2mila per tutto quest’anno (doveva tornare a mille dal primo gennaio 2023).

Appena insediato, il nuovo Esecutivo ha proposto e poi approvato, nel primo testo della legge di bilancio 2023, che dal 1° gennaio prossimo il tetto per pagamento contante salirà a 5mila euro.

L’incremento era stato originariamente inserito nel decreto aiuti quater, (Decreto legge 18 novembre 2022 n. 176, già pubblicato in G.U.) poi escluso per difetto dei caratteri necessità e urgenza che costituiscono i presupposti costituzionali della decretazione d’urgenza.

Torniamo al tema molto interessante per le piccole attività commerciali dell’esenzione per micro-transazioni. Cosa è accaduto?

La FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, sta lottando da mesi, avanzando la richiesta di abbattere o azzerare i costi di commissione per i pagamenti digitali di piccola entità. Pare che la sua voce sia stata ascoltata.

Quanto sopra si colloca in una linea di sostanziale discontinuità con quanto previsto soltanto qualche mese prima dal Decreto PNRR, approvato il 13 aprile 2022, che aveva anticipato l’obbligo del POS per gli esercizi commerciali, inclusi bar e ristoranti, al 30 giugno 2022 (rispetto al 1° gennaio 2023).

In particolare, il Decreto-legge 179/2012, articolo 15, comma 4, c.d. Decreto Crescita 2.0. convertito dalla L. n. 221/2012 e successive modifiche, aveva introdotto anche per bar e ristoranti l’obbligo di utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, tramite Pos, carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito, una carta di credito e alle carte prepagate, a prescindere dall’importo oggetto della transazione.

Il successivo art. 15, comma 4 bis del D.L. 179/2012, stabiliva che a partire dal 30 giugno 2022 il rifiuto di accettare pagamenti con tali modalità comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 30 euro, aumentata nella misura percentuale del 4% sul valore della transazione negata, con la precisazione che detta sanzione trova applicazione tanto nell’ipotesi di rifiuto da parte dell’attività a ricevere un pagamento elettronico quanto nell’ipotesi in cui, a seguito di accertamento all’interno del locale, le autorità preposte ai controlli verifichino l’assenza del Pos.

Peraltro, veniva esclusa la possibilità di pagamento della sanzione in misura ridotta in quanto il richiamo da parte dell’art. 15, comma 4 bis del D.L. n. 179/2012 convertito con L. n. 157/2019, alla legge 24 novembre 1981, n. 689 esclude l’articolo 16 di tale ultimo provvedimento.

All’interno della manovra varata dal Consiglio dei ministri (che entro la fine dell’anno dovrà essere approvata dal Parlamento) è previsto che per somme inferiori a 60 euro, cosiddette micro-transazioni, gli esercizi commerciali, inclusi bar e ristoranti, non saranno più tenuti ad accettare i pagamenti con carte di credito e Bancomat, con sospensione delle sanzioni per coloro che rifiutano di ricevere pagamenti digitali, in attesa della definizione dei criteri di esclusione.

Sarà compito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy decidere entro 180 giorni, dunque entro giugno 2023, «i criteri di esclusione, al fine di garantire la proporzionalità della sanzione e di assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse».

Restano peraltro molteplici perplessità anche in sede europea in ordine alla concreta attuazione di tale misura sotto il profilo della sua compatibilità con gli obiettivi fissati dal PNRR in tema di contrasto all’evasione fiscale, posto che nell’ambito delle Raccomandazioni 2019 della Commissione Europea, il rispetto delle quali costituisce presupposto per accedere alle risorse legate a tale Piano, è prevista la riduzione della soglia per le transazioni cash.

Se la sente di fare qualche considerazione a caldo su questo tema così rilevante?

In attesa che la questione trovi soluzione anche in ambito europeo, se il testo della legge di bilancio verrà approvato in sede parlamentare nell’ultima versione, si assisterà a un vero e proprio revirement in materia di obbligo del Pos e relative sanzioni conseguenti al suo mancato utilizzo, per cui pare si torni al punto di partenza, senza considerare l’entità – euro 60,00 – non proprio micro delle transazioni per le quali è escluso.

Quale sarà a suo avviso l’impatto concreto per le attività di settore?

Occorre interrogarsi sulle reazioni che i clienti di attività di somministrazione alimentare avranno dinanzi a eventuale rifiuto di bancomat o carta di credito per somme inferiori a 60 euro.

Siamo certi che il cliente cui viene negata la possibilità di ricorrere al pagamento elettronico per una consumazione inferiore a quella somma, torni in quel locale?… Tutto lascia pensare a un NO.

In attesa degli eventi l’unica certezza, oggi, è l’obbligo del Pos per transazioni oltre tale soglia.

Spero di aver offerto qualche piccolo spunto agli operatori e operatrici italiani e… ad maiora!

Conclusione

Ringraziamo Alessandro Klun per gli aggiornamenti sulle tematiche dei pagamenti digitali e in cash. Ora veniamo a noi: raccontaci la tua esperienza. Parla direttamente con l’esperto e segnalaci temi che gradiresti affrontare e approfondire.

Viviamo una stagione della nostra storia assai complessa, con panorami socio-politici nazionali e internazionali ricchi di tensioni e problematiche. Le emergenze climatiche e sanitarie non risultano affatto superate.

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