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Future Farm: Carne Vegetale, Moda o Via d’Uscita per il Pianeta?

Future Farm: Carne Vegetale, Moda o Via d'Uscita per il Pianeta?

Carne non-carne, carne vegetale, cibo plant-based. Sempre più brand cavalcano le nuove tendenze alimentari del mangiar sano e del veganesimo, riscuotendo successi finanziari e di vendite.

Il consumo di food indifferente alle sorti del pianeta necessita di un’inversione di tendenza. Ne parliamo con chi propone un nuovo modo di consumare proteine vegetali → Felippe Fontanelli, Sales Director Southern & Eastern Europe per Future Farm.

Bio di Felippe Fontanelli

Felippe Fontanelli, è un dirigente con oltre 10 anni di esperienza in grandi aziende internazionali come Hersheys, McCain, PepsiCo & Yum Brands. Ha ricoperto principalmente ruoli di sviluppo del business nei mercati del Sud America, nell’Europa del Sud e in Asia.

Per Future Farm cura e favorisce l’ingresso nei nuovi mercati europei stringendo accordi a tutti i livelli della distribuzione.

Intervista

Amiamo i brand coraggiosi che si mettono in gioco, sperimentando nuove ricette e nuove consistenza, soprattutto coniugando rispetto per il pianeta, innovazione e le mille sfumature della sostenibilità.

Anche in passato abbiamo intervistato aziende che posseggono queste caratteristiche. Dopo aver letto l’intervista di oggi, ti consigliamo di leggere le interviste a Natruly oppure ai piemontesi Fiorentini.

Tocchiamo un tema che ci è carissimo: quello della carne vegetale, alimento che ricerca e testa soluzioni organolettiche molto simili alla carne, partendo da proteine vegetali e ingredienti non derivati dagli animali. Ne parlammo tra i primi nel 2019 (leggi l’articolo di approfondimento).

Oggi incontriamo un brand innovativo appena sbarcato in Italia. Future Farm – fondata a Rio de Janeiro nel 2019 dagli imprenditori Marcos Leta e Alfredo Streshinsky – è la prima azienda foodtech indipendente brasiliana specializzata nella produzione di alimenti plant-based al 100% naturali, vegetali e senza OGM, con il sapore e la consistenza della carne animale.

La mission su cui si fonda l’azienda è cambiare il modo di mangiare la carne nel mondo, per assicurare un futuro migliore a persone, animali e a tutto l’ecosistema del pianeta terra.

Buongiorno Felippe e benvenuto su CnR. Quale ritiene essere lo stato dell’arte della ristorazione italiana in questo periodo post-pandemico, con strascichi economici incerti? Quali prospettive e opportunità?

Guardando all’ultimo rapporto di FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e Confcommercio presentato poche settimane fa, pare che il ritorno al fatturato pre-Covid per 6 imprese su 10 non arriverà prima del 2023.

Siamo di fronte a uno scenario che da un lato desta qualche preoccupazione ma dall’altro può offrire nuovi sbocchi. L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia contribuisce a creare uno stato di incertezza tra gli imprenditori. I costi di gestione incidono dunque sulle previsioni di crescita, ma non solo.

Assistiamo anche alla minore propensione degli italiani a consumare nei bar o ristoranti, legata sia alla paura del contagio, sia, più realisticamente, al cambiamento di stile di vita di molte persone… Si consuma meno fuori casa a causa della riduzione del potere di acquisto.

A seguito dell’emergenza sanitaria, quindi, la ristorazione sta affrontando sia cambiamenti congiunturali, che tenderanno però ad affievolirsi con il miglioramento della situazione, come per esempio la ripresa del turismo globale, sia quelli strutturali che derivano dall’affermarsi di nuovi abitudini e modelli di consumo che erano già in atto, come l’attenzione alla sostenibilità e a un’alimentazione sana, o che sono l’effetto diretto della pandemia.

Tra questi, prendiamo a esempio il lavoro da remoto che ha senz’altro penalizzato tavole calde e ristoranti che hanno visto diminuire il numero dei clienti nella pausa pranzo da ufficio. Tuttavia le ultime vacanze Pasquali (Aprile 2022) hanno lanciato alcuni segnali positivi di ripresa: abbiamo visto le città d’arte e le località di mare e monti piene di turisti anche stranieri.

Tornando al discorso dell’attenzione alla sostenibilità e a un’alimentazione più sana, si segnala la crescita dei consumi di alimenti plant-based che rappresentano anche una nuova opportunità per la ristorazione in termini di offerta per i consumatori sempre più attenti ed esigenti.

Secondo una ricerca italiana condotta da Bva-Doxa per il Gruppo Prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food, più di 1 italiano su 2 (54%) li acquista, il 21% abitualmente, il 33% occasionalmente. Inoltre la ricerca mette in luce che i consumatori li comprano per motivi nutrizionali (40%) o per il gusto (30%).

È in questo contesto di crescita del plant-based che lo scorso ottobre Future Farm è entrata nel mercato italiano, incontrando da subito il gusto e il favore dei consumatori del Bel Paese.

L’azienda ha fatto il suo debutto nella ristorazione partendo da Bologna, la città del ragù e del tortellino. Oggi i nostri prodotti sono presenti in alcuni ristoranti dell’Emilia Romagna, della Lombardia, della Toscana e della Puglia. La nostra sfida è riuscire a integrarli nelle ricette della cucina tradizionale.

Viviamo un’epoca di enormi cambiamenti (ne è esempio mio padre ultra 80enne che ha scoperto, apprezzandoli e integrandoli nella propria alimentazione, alcuni prodotti di carne vegetale). Quanto è importante la testimonianza di produttori e trasformatori che propongono Healthy Food e Alimentazione Equilibrata? Come spiegate la crescita di questo fenomeno?

É fondamentale l’impegno delle imprese che producono questo tipo di alimenti nella trasparenza verso il consumatore, sulla provenienza delle materie prime utilizzate e sui processi di produzione che contribuiscono alla reale salubrità di un prodotto.

Inoltre cresce la centralità del tema della sostenibilità. Sappiamo bene che gli allevamenti intensivi di bestiame hanno degli effetti devastanti in termini di inquinamento e depauperamento delle risorse naturali della terra.

Questo fenomeno comincia ad influire nelle scelte alimentari delle persone che tendono sia a ridurre il consumo di carne animale, i cosiddetti reducetariani, o addirittura eliminarlo in favore della carne vegetale, vegetariani e vegani. Una tendenza che sembra essere molto presente nella Generazione Z, più attenta e consapevole su scelte di consumo che aiutino a preservare l’ambiente favorendone la biodiversità.

Future Farm si è lanciata nel mercato della carne di origine vegetale per diffondere un’idea di consumo di cibo più sostenibile e sana. In occasione dell’Earth Day 2022, abbiamo annunciato l’adesione a UN Global Compact, la più grande iniziativa di sostenibilità aziendale del mondo per l’adozione di politiche attente al pianeta e socialmente responsabili in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.

Il team ESG (Environmental, Social and Governance, 3 fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento, ndr) dell’azienda ha collaborato con Climate Partner che ha valutato e verificato i calcoli delle emissioni di carbonio per abbinare un progetto di compensazione in Brasile al fine di proteggere l’Amazzonia dalla deforestazione.

In particolare, per ogni Future Burger venduto in tutti i paesi in cui il prodotto è disponibile, il 100% delle emissioni per la sua produzione verrà compensato con azioni di prevenzione contro lo sfruttamento della foresta amazzonica.

Attraverso i vostri slogan: «La carne incontra il futuro» o «Future Farm è ispirata da una nuova generazione: la generazione pro-terra», spiegate con immediatezza la missione e l’audience a cui vi rivolgete. Come controllate la filiera dalla produzione alla trasformazione? In quale modo potete garantire la qualità e la salubrità dei vostri prodotti?

Future Farm sfrutta al meglio l’abbondante disponibilità di verdure di alta qualità del Paese sudamericano, dove è nata l’azienda.

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La qualità e salubrità dei nostri prodotti è garantita dal fatto che selezioniamo attentamente i fornitori. Garantiamo che tutti gli ingredienti dei prodotti siano naturali al 100% e che siano realizzati utilizzando, per esempio, la soia più fresca e sostenibile sul mercato: tutti i fornitori devono essere membri della Responsible Soy Association, che certifica a livello globale la responsabilità delle produzioni di soia senza azioni di disboscamento delle risorse naturali.

Inoltre, i prodotti contengono solo grasso di cocco e olio di colza prodotti responsabilmente, ingredienti vegani e non OGM certificati. Siamo anche certificati FDA (Food & Drug Administration) e Kosher per i seguenti prodotti: Future Burger, Future Burger Smoked, Future Meat Balls, Future Meat Balls Italians Style e Future Mince.

Infine, siamo risultati vincitori del Premio Fast Company 2020 World Changing in Brasile, conferito alle organizzazioni che guidano il cambiamento nel mondo, del Best New Vegan Product di VegNews alla fiera Natural Products Expo West 2022 e di Innoval Award di Alimentaria in Spagna per il tonno.

Come avete elaborato le ricette dei prodotti del vostro shop? Come distribuite i vostri prodotti, in quali nazioni e con che modalità?

I nostri prodotti hanno pochi e semplici ingredienti, sono ricette clean label. Per quanto riguarda la distribuzione siamo presenti in 28 paesi in tutto il mondo tra cui Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Cile, Messico, Uruguay e Stati Uniti.

In Italia, come negli altri paesi, approcciamo il mercato su vari fronti: dalla grande distribuzione organizzata alla ristorazione, dalle partnership con le più innovative startup di delivery ai più selezionati store di prodotti naturali.

Carne Vegetale vs Carne Sintetica o in provetta. Credo che solo a Singapore quest’ultima sia già commercializzata e somministrata. Analogie, differenze e, soprattutto, in quale direzione va la vostra ricerca?

Probabilmente in futuro potremmo acquistare tre tipi di carne: quella di origine animale, quella proveniente da cellule di animali e quella vegetale. Pensiamo che la carne plant-based sia la scelta più sana perché per essere prodotta non ha bisogno di animali né di loro parti come quella prodotta in laboratorio. Con la tecnologia possiamo creare un’opzione più salutare che proviene dalla terra ed è questa la direzione verso cui va Future Farm.

Il mercato della carne vegetale è ancora nella sua prima fase di sviluppo. Sappiamo che la produzione della carne animale non è sostenibile per il futuro del pianeta, perché richiede molto terreno, molta acqua e causa un aumento delle emissioni di CO2. Per questo motivo dobbiamo necessariamente trovare delle alternative alla carne animale.

Perché un ristoratore deve interessarsi ai vostri prodotti e alle vostre proposte?

Sono 4 i motivi che rendono interessanti i nostri prodotti:

  • Alternativa valida alla carne e possono soddisfare il gusto di tutti i consumatori (flexitariani, vegetariani e vegani), siamo un brand inclusivo
  • I nostri prodotti sono salutari, 100% naturali, vegetali e senza OGM. Possono essere utilizzati con facilità e integrati anche nelle ricette della cucina tradizionale
  • Prezzo competitivo
  • Siamo un Pure Player

Un’azienda che è nata per produrre esclusivamente prodotti plant-based di ottima qualità, grazie alla tecnologia che facilita i processi produttivi. What else!?

Comunicazione Digitale. Quanto sono importanti digitale e social media nelle vostre strategie di promozione e di vendita?

Il digitale ha un ruolo fondamentale nella promozione dei prodotti nella categoria plant-based. Genera molte conversazioni e interazioni sui social media che riguardano nuove ricette, i temi della sostenibilità, deforestazione e del benessere degli animali.

Proprio perché siamo consapevoli che il nostro è un prodotto che alimenta questi scambi sui social media, investiamo più del 70% del nostro media budget per creare relazioni con i nostri consumatori su queste piattaforme.

Come Fazenda Futuro, nome brasiliano dell’azienda, su Instagram, oggi siamo la seconda community più grande al mondo della categoria plant-based. Credo che ormai tutti i mass media, tradizionali e non, trattino il tema delle alternative vegetali della carne: è un argomento molto dibattuto.

A proposito di comunicazione, dove possiamo incontrarvi o seguirvi?

Potete trovare i nostri prodotti nella grande distribuzione in alcune catene come Italmark, nel nord Italia, e PAM Retail Pro in alcune regioni del centro sud, nelle METRO in Lombardia e a Milano presso lo store di alimentari bio vegan Coccole di Gusto.

Nell’ambito delivery, Future Farm ha siglato accordi di distribuzione con le più innovative startup di consegna istantanea di generi alimentari come GORILLAS e MACAI, oltre che attraverso DELIVERISTO, la piattaforma online di food delivery B2B per il mondo della ristorazione. Potete trovare i nostri prodotti nei Menù di alcuni ristoranti in Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Puglia.

FUTURE FARM a Milano

Puoi degustare piatti totalmente vegetali a marchio Future Farm da 3B · Burger Beer Bitter, la 1^ hamburgeria con portate solo plant-based… la carne tradizionale è l’alternativa.

Si rovescia il paradigma: la solita alternativa vegetale e vegana diventa protagonista. Da 3B è anche possibile acquistare i prodotti Future Farm direttamente oppure ordinarli da casa grazie ad un accordo con Glovo.

Potete seguirci sui nostri canali social: Instagram, LinkedIn, Facebook, Twitter e sul sito web ufficiale.

Ci sono novità imminenti nel mercato italiano o internazionale?

La novità più recente per il mercato italiano è il tonno vegetale, mentre a livello internazionale l’azienda continua la sua espansione commerciale nel mondo. Segnalo anche che lo scorso ottobre Future Farm ha avuto un terzo round di finanziamento raggiungendo un investimento totale di 89 milioni di dollari: i primi due round hanno accelerato lo sviluppo e l’innovazione di nuovi prodotti, oltre a espandere il profilo del brand e le esportazioni all’estero.

Il marchio impiegherà l’ultimo finanziamento ottenuto per 3 principali scopi: sviluppare ulteriormente la sua rivoluzionaria soluzione True Texture Technology™ che rende i suoi prodotti sempre più simili nell’aspetto, nella consistenza e nel sapore a quelli di origine animale. Utilizzare un imballaggio 100% sostenibile e a base vegetale, composto da canna da zucchero che rilascerà meno CO2 nel pianeta. Espandere il segmento dei suoi prodotti con la produzione di bevande a base vegetale.

Grazie per questa entusiasmante intervista, tra le più intense della mia carriera. Qualche consiglio finale ai nostri lettori?

La regola principale da seguire nella dieta è ascoltare il corpo e dargli solo ciò che lo fa stare bene.

Vorrei incoraggiare tutti a sperimentare e provare cambiamenti nella propria alimentazione, magari con i nostri prodotti Future Farm che vi stupiranno per gusto e consistenza. Potrete anche scoprire come sia facile utilizzarli nei vostri Menù, sia nelle ricette tradizionali sia per piatti di ogni tipo.

Grazie dell’ospitalità e… buona ripresa “vegetale” a tutti!

Conclusione

Ringraziamo Felippe Fontanelli, per averci proposto il suo progetto di connubio di buono e sano. Sei curioso di comprendere di più motivazioni e stile nel cambiamento rivoluzionario dei prodotti di carne vegetale? Commenta e interroga il nostro intervistato. Approfondisci direttamente con l’esperto.

Ci avviamo verso una ripresa del mercato legata alla fase post pandemica della crisi sanitaria. Anche se i panorami socio-politici internazionali mostrano segnali di tensioni e problematiche preoccupanti.

Ci attende quindi un’attività senza soste per garantirti un approfondimento settimanale, un report o un’intervista, al fine di accompagnarti in quella che si preannuncia la rinascita, se pur lenta, della ristorazione italiana. Se lo preferisci, iscriviti e segui la nostra newsletter.

Consulta gli eventi del Digital Food Marketing Lab, percorsi di formazione verticali e immersivi, che tornano in presenza a Torino ma anche a richiesta online.

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a cura di

Per la rubrica Ricetta del Successo

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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