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Come Comunicare il Vino in Ristorante e Promuovere il tuo Locale

Come Comunicare il Vino in Ristorante e Promuovere il tuo Locale

Presentazione, vendita e comunicazione del vino in ristorante sono di fondamentale importanza. In Italia, con la sua tradizione di produzione vitivinicola e di eccellenze enogastronomiche, è imperativo.

Wine Storytelling: come raccontare il vino nelle strutture di somministrazione, valorizzando la sua attrattività? Chiediamolo a → Susana Alonso, wine marketer, formatrice e sommelier.

Intervista a Susana Alonso

Susana Alonso è nata a Buenos Aires, Argentina. Laureata in Economia, nel 2001, si trasferisce in Italia per seguire un master in Relazioni Internazionali.

Per alcuni anni lavora nell’ufficio export & marketing di diverse aziende in vari settori. Nel 2011 consegue un master in Marketing e Comunicazione. Sviluppa un interesse speciale per la comunicazione online del Food & Wine, inizia a lavorare alla promozione e comunicazione estera per alcune cantine italiane. Nel frattempo, completa un master in Marketing Digitale.

Nel 2015 fonda la web agency Sorsi di Web, che si occupa di strategie di comunicazione digitale per le cantine e di internazionalizzazione. Nel 2016 ottiene il Diploma di Maestro Enogastronomo Sommelier presso AIES, e nel 2018 il WSET Level 2 Award in Wines and Spirits in lingua inglese.

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Nel 2021 esce il suo primo libro, Digital Wine MarketingGuida alla promozione online del vino e dell’enoturismo, edito da Hoepli, parte della collana Digital Marketing Turismo.

A settembre 2021 fonda la Digital Wine Marketing Academy e a novembre 2023 lancia “VITE, Vino Italiano en Español”, sui principali canali social.

Oggi, con il suo aiuto, affrontiamo il delicato e gustoso tema della comunicazione del vino all’interno delle imprese di ristorazione. E come questa narrazione possa impattare positivamente sulla crescita del ristorante.

Quale ritieni essere lo stato dell’arte della ristorazione italiana in questo periodo così travagliato? Intravedi prospettive e opportunità?

Dopo la pandemia, il settore della ristorazione italiana si è fortunatamente ripreso piuttosto bene.

Dall’ultimo rapporto di Deloitte, emerge un quadro positivo. Nel 2022 la ristorazione italiana ha rappresentato il 19% del settore globale, con una crescita dell’11% che l’ha portata a un valore di 228 miliardi di euro, poco al di sotto dei livelli pre-pandemia del 2019 (236 miliardi).

La nostra cucina riscuote un ottimo successo anche all’estero, in primis USA, Germania e Brasile. L’offerta dei ristoranti di cucina italiana (in Italia e all’estero) si distingue per il rapporto qualità/prezzo, ma hanno molto successo anche i ristoranti top, specialmente in Estremo Oriente. Le previsioni di crescita per il 2024-2027 sono decisamente positive.

Sarà, però, importante seguire con attenzione l’evoluzione delle tendenze del pubblico. In particolare, sempre più persone preferiscono una offerta salutare (genuina, leggera, vegetariana, vegana).

La sostenibilità, la digitalizzazione dell’offerta e della produzione (menù, catena di valore interna, forniture, inventario, processi in-store) sono altri aspetti cruciali di concorrenza e crescita.

Rivolgiamoci ora a cantine, tour operator dell’enoturismo, enoteche. Qual è la situazione del business targato 2024?

Assistiamo a un nuovo boom del turismo vinicolo ed enogastronomico, con cibo e bevande che costituiscono la principale voce di spesa delle famiglie in viaggio in Italia. Infatti, oltre 1 italiano su 2 in vacanza nel 2023 ha visitato cantine, fattorie, agriturismi, frantoi, malghe o mercati enogastronomici a Km zero.

Queste scelte stanno dando un grande contributo alla conservazione e alla crescita della nostra tradizione enogastronomica e alla ottimizzazione del rapporto qualità/prezzo attraverso tutto il comparto.

Il vino in Italia è un prodotto trainante per il turismo, una chiave di attrazione per trasmettere l’identità dei territori e per accompagnare le manifestazioni culturali e tradizionali (sagre, concerti, mostre, visite guidate a siti storici, ecc.).

Le cantine sono hot-spot che punteggiano i territori e che possono e dovrebbero allargare l’offerta in modi diversi. Per esempio, oltre a degustazioni e passeggiate in vigna, si possono prevedere ristorazione, accoglienza, esperienze sportive e di benessere, ecc.

Le cantine che perseguono approcci sostenibili ed ecologici hanno il vantaggio di poter usare tale filosofia anche come “calamita” turistica.

Quanto pensi sia importante un lavoro sulla propria identità per valorizzarne tratti distintivi e favorire un buon posizionamento della marca del somministratore?

La cura dell’identità di marca è fondamentale per ogni settore, dato l’aumento generale della competizione in termini di quantità di operatori, varietà di offerte e pricing.

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La competizione sul prezzo (commodification) può essere più o meno adeguata, ma credo che la brand identity dell’enogastronomia non dovrebbe inseguire questa corsa.

Dovrebbe, al contrario, saper comunicare l’unicità, la ricchezza dei prodotti e dell’esperienza, puntare a raggiungere l’ospite giusto.

Un buon lavoro di branding non deve trasmettere solo qualità e valori aziendali, deve anche definire chiaramente il pubblico ideale e farlo a prescindere dai prezzi dei prodotti e dei servizi.

È, dunque, necessario tracciare e seguire linee guide che attirino e incanalino gli ospiti giusti verso un’offerta studiata appositamente per loro.

Quanto impatta la scelta enogastronomica sul turista oggi? Come e perché il ristoratore deve costruire stretti legami con il proprio territorio?

Oggi l’offerta enogastronomica delle destinazioni influisce in maniera determinante sulla scelta delle mete turistiche. Dovrebbe essere sempre associata alla destinazione specifica. Questo connubio si stabilisce attraverso genuinità, integrazione e sostenibilità (tipicità, qualità, abbinamento, Km zero, attenzione all’ambiente, efficienza energetica).

Sia i prodotti più conosciuti sia quelli meno noti vanno proposti attraverso narrazioni efficaci che stimolino l’interesse, la scoperta e il ritorno. Il nostro paese si caratterizza per l’ampia varietà naturale e culturale, l’enogastronomia è un elemento centrale dell’identità dei territori italiani.

L’identità territoriale è fatta di tante componenti, perciò è opportuno costruire una rete di collaborazione stabile ed efficiente fra operatori locali, che generalmente giova sia all’offerta sia alla domanda.

Come comunicare il Vino, un bene se vogliamo aggiuntivo e non di prima necessità, in momenti così complessi sotto il profilo economico, sociale, geopolitico?

Sebbene i consumi di vino si siano ridotti, per questioni prettamente economiche e per un cambio di preferenze dei consumatori, l’interesse è comunque considerevole ed è sostenuto in maniera importante dall’uso dei canali digitali.

Da indagini condotte in diversi paesi durante il 2023, è emerso che gran parte degli intervistati dichiara di consumare meno vino per risparmiare e molti consumatori hanno ammesso di bere meno ma meglio. Vale a dire, meno quantità più qualità e prodotti premium. Una buona percentuale ha risposto che preferisce consumare meno vino per motivi di salute.

È importante differenziare le abitudini dei wine lover da quelle dei consumatori occasionali. Da una ricerca Nielsen presentata alla Milano Wine Week, emerge un chiaro profilo del wine lover: ha più di 55 anni ed è sempre disposto a spendere quando mangia e beve fuori casa.

Più in generale, fra i principali fattori di attrazione considererei la cura dell’abbinamento fra vini e piatti, attraverso menù precisi, dettagliati e personale preparato, disponibile ed entusiasta.

Un problema del settore, a parer mio, è la mancanza di interesse da parte dei giovani adulti, spesso sono più attratti da super alcolici e birra.

Per riuscire a modificare questa forte tendenza, in evidenza ormai da qualche anno, sarà importante continuare a presidiare i canali social più frequentati da questo pubblico, prestando attenzione a usare i giusti codici di comunicazione. Piattaforme come Instagram e TikTok, dove l’informazione, la formazione e la promozione si fondono spesso in uno stesso contenuto.

Come comunicare il Vino, in relazione ai devastanti fenomeni legati ai cambiamenti climatici?

I produttori di vino sono professionisti ben consapevoli dell’impatto climatico sull’economia e sempre più spesso si ingegnano per adattare le loro produzioni alle condizioni climatiche avverse.

Purtroppo, spesso, le attività di cura, prevenzione e preservazione non sono comunicate bene al pubblico. Sono ancora poche le cantine che includono nel loro storytelling una comunicazione adeguata dell’impegno verso la sostenibilità, l’efficientamento energetico-produttivo, il rispetto per l’ambiente e il territorio.

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Quando ciò avviene, lo si fa quasi solo con pagine statiche del sito web che presentano in maniera asettica e tecnicistica certificazioni e strategie.

È opportuno, invece, produrre una narrazione divulgativa regolare e aggiornata dell’impegno quotidiano che effettivamente caratterizza il lavoro di tante cantine.

Oggi tanti produttori si sentono “custodi” del territorio in cui operano e dovrebbero raccontare questa missione usando diversi formati, semplificando i concetti più difficili e approfondendone altri a seconda del pubblico a cui ci si rivolge:

  • Bilancio di Sostenibilità
  • Comunicati stampa
  • Infografiche
  • Pubbliredazionali
  • Promozione di eventi dedicati online

Quale impatto aspettarci, nei prossimi 10 anni, su produzione e commercializzazione del vino, considerando i fenomeni climatici estremi che affliggono l’hotspot del Mediterraneo?

I dati e i modelli indicano che le temperature medie continueranno ad aumentare e le stagioni saranno caratterizzate da più fenomeni meteorologici estremi, come piogge abbondanti, temporali, grandine, forti venti e siccità.

Nel 2023 la produzione vinicola di quasi tutto il mondo, compresa l’Italia, ha sofferto queste avversità. Il cambiamento climatico può avere effetti diversi, il più grave dei quali è la riduzione della produzione delle viti.

È già in corso una migrazione verso i poli dei limiti di coltivazione della vite, in conseguenza del quale le regioni più prossime all’equatore diventeranno troppo calde e secche per la vitivinicoltura,e quelle più lontane beneficeranno di temperature medie più alte.

Ciò porterebbe a una ridefinizione progressiva della mappa delle regioni vitivinicole, fino a cambiamenti anche radicali rispetto al panorama odierno. Il microclima però dipende anche da altri fattori, come l’altitudine e la distanza dal mare.

Presumibilmente è necessario considerare una moltitudine di fattori che rende difficile fare previsioni su quali regioni potrebbero soffrire per il cambiamento climatico e quali addirittura beneficiarne, almeno in termini vitivinicoli.

Possiamo comunque immaginare che i profili organolettici e le tipologie dei vini cambieranno anche a causa delle mutate condizioni climatiche. Già ora i mercati si interessano a vini di corpo più leggero e con minore gradazione alcolica.

L’interesse di ampie fasce di consumatori è poi sempre più rivolto all’autenticità e alla territorialità di un vino e meno alla sua complessità intrinseca.

Tra le soluzioni al cambiamento climatico, ci sono innovazioni nelle tecniche di coltivazione, la diversificazione varietale, l’impianto di vitigni resistenti in luoghi idonei e di portainnesti, l’impiego di intelligenza artificiale in vigna. Così si cerca di ottimizzare la raccolta e ridurre l’impronta carbonica dei processi produttivi.

Per quanto riguarda gli aspetti più legati al commerciale, uno degli elementi fondamentali del marketing mix è il Packaging, un fattore importante per la riduzione dell’impronta. I consumatori interessati alla sostenibilità desiderano acquistare prodotti con imballaggi sostenibili ed ecologici. Aumentano le cantine che includono nella loro offerta bottiglie di vetro più leggere.

Dove possiamo incontrarvi o seguirvi?

Sorsi di Web è presente su diversi canali web e social. Segnalo il nostro ultimo progetto VITE – Vino Italiano en Español, pensato per condividere le peculiarità dei vini e dell’enogastronomia italiani con gli oltre 500 milioni di medrelingua spagnola nel mondo, attraverso un approccio accessibile e informale, utilizzando TikTok, Instagram, Youtube e Facebook.

Grazie per avermi ospitata ancora una volta su Comunicazione nella Ristorazione, a cui porgo gli auguri più sentiti per uno splendido 2024!

Conclusione

Ringraziamo Susana per averci portato una ventata di novità e innovazione dal mondo internazionale del marketing del vino. Parla direttamente con lo specialista per ulteriori approfondimenti, segnala temi che gradiresti affrontare e approfondire oppure raccontaci la tua esperienza. Come valorizzi il vino nella promozione del tuo ristorante?

Non perdere i nostri appuntamenti editoriali e gli approfondimenti dal mondo del food e dell’accoglienza ristorativa, in questo nuovo anno, che arricchiremo insieme di buoni propositi. Riusciremo ad accompagnare il lettore verso una vera e propria Re-Start della ristorazione italiana?

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a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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