Preparare un Buon Caffè al Ristorante. Missione Possibile
Mi chiamo Chiara Marchi e ho lavorato nel settore caffè per 13 anni. Voglio svelare agli amici di CnR quella che potrebbe essere, attraverso la mia esperienza, una soluzione all’annoso problema della preparazione di un buon caffè al ristorante.
Oggi sono blogger su Miss Claire e guest sul blog CnR. Mi accompagna, però, un grande bagaglio di conoscenze, prima nel trade di caffè verde (caffè crudo) B2B e poi di caffè tostato, avendo collaborato con due aziende della mia città, Trieste, come responsabile commerciale Italia.
La Regola delle 5 M (aka Buon Caffè)
È noto anche ai meno esperti che per fare un’ottima tazzulella ‘e cafè ci vogliono tante componenti e molti di voi avranno sentito la storia trita e ritrita delle famose 5 M del caffè per fare un ottimo espresso: miscela, macinatura, macchina, mano e manutenzione.
A queste cinque “M” io aggiungerei anche la “P” di Passione, la “V” di Volumi. Ebbene sì, quest’ultima è la più importante per te ristoratore, perché è noto che il locale non lavora quanto un bar, in termini di consumi di caffè, e che proprio per questo motivo, il tuo espresso non risulterà mai buono quanto quello bevuto in alcuni bar, anche se applichi alla lettera la 5 M.
Dunque, per non vincolarti con le aziende di caffè e macchinari in comodato d’uso gratuito, contratti annuali con impegni di consumi, voluminose attrezzature, che a molti ristoranti creano problemi, ecco la “nuova” soluzione: la cialda e poi la capsula.
Bellissimi e funzionali contenitorini di plastica (ora biodegradabile), in cui la dose di macinato è visibilmente inferiore ai 7 gr (peso minimo necessario per un espresso ottimale) venduti a peso d’oro (fino a 0,45 centesimi), con macchinette in comodato fatte ad hoc per ospitare la capsula compatibile con quel determinato marchio di caffè, volumi minimi annuali per rispettare i contratti, macchinette rotte e tecnici che non si presentano, smaltimento improbabile delle plastiche.
Insomma, anche questa opzione a molti non piace! (Tra l’altro, ironicamente raccontata da Maurizio Crozza nella puntata del 16 ottobre di “Crozza nel Paese delle Meraviglie”, ndr)
Allora che fare? Non offrire un buon caffè a fine pasto ai nostri cari ospiti? Come poter risolvere il caso?
Innovare con i Rimedi della Nonna
La cara e vecchia moka rispolverata dall’armadio del dimenticatoio. Ebbene sì, io userei proprio lei: creerei una bella brigata di caffettiere, da quella da 2 a quella da 12, presentandola al tavolo come se fosse una cena tra amici. Così il sapore di casa, il profumo di caffè si sprigiona a 360°. La giovialità e la condivisione di un oggetto così familiare riscalda il cuore dei tuoi commensali e crea un impatto scenico per tutti gli stranieri che abitualmente non la utilizzano nei loro paesi.
Tradizione e innovazione: ti chiederai perché innovazione. Perché essendo liberi da ogni formula contrattuale, potreste essere tra i pochi che presentano a fine pasto una Carta dei Caffè. Non sarebbe delizioso lasciare che il cliente possa decidere di degustare non solo miscele differenti o monorigini, ma anche marchi diversi tra loro?

Scegli più miscele di qualità, proponi diversi gusti con la moka.
Così saresti libero di decidere in ogni momento di cambiare, variare e giocare con il prodotto, potendo contare anche sul risparmio a livello economico e saresti pioniere nella proposta.
“Io giudico un ristorante dal suo pane e dal suo caffè!”
—Burt Lancaster
Nota della Redazione
Il post di Chiara fa riflettere, sia per lo stimolo che induce a voler mettere in centro l’ospite, con la sua Dinner Experience – un po’ come abbiamo cercato di fare noi con il libro Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione, edito da Dario Flaccovio Editore – sia per gli esempi concreti e le idee condivise, alla ricerca di soluzioni fantasiose, creative e ricche di competenza per risolvere il problema del caffè poco gustoso e non armonioso, che a fine pasto potrebbe rovinare il perfetto percorso del gusto che hai costruito insieme al commensale.
Ci siamo innamorati delle iniziative educative di Slow Food, come il Master of Food Caffè a Busto Arsizio del 16 ottobre. Persi tra i tanti modi di preparare il caffè: filtrato, infuso, bollito, caratteristici delle mille diverse culture.

Il caffè a fine pasto è l'evento che suggella l'esperienza del tuo ospite.
Le idee di Chiara si pongono nella direzione di far vivere un’esperienza ai tuoi ospiti, confrontandosi con le antiche tradizioni familiari italiane. Grazie per i ricordi e le emozioni.
Conclusioni
Cosa ne pensi dei commenti e dei suggerimenti di Miss Claire? Notato anche tu che la qualità del tuo fine pasto non soddisfa appieno il tuo cliente? Cosa dicono gli ospiti del tuo caffè? Se vuoi condividere esperienze e idee, siamo pronti a confrontarci con te nei commenti.
Webgrafia
- News di Slow Food: A Scuola di Caffè con il Master of Food
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