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Langhe Monferrato Roero, dove il Cibo Diventa Destinazione Turistica

Langhe Monferrato Roero, dove il Cibo Diventa Destinazione Turistica

La ristorazione italiana è centrale nella nostra offerta enogastronomica, insieme alle experience, alle botteghe di qualità, a cantine, frantoi, aziende agricole, agli eventi del food e ai musei del gusto.

Percorsi divenuti i principali attrattori per le destinazioni turistiche del nostro paese. Ne parliamo con un valido interlocutore → Mauro Carbone, ex-direttore ATL Langhe Monferrato Roero.

Bio di Mauro Carbone

Nasce nel 1970 in un angolo delle Langhe, a sud, dove l’aria piemontese si mischia ai venti che risalgono dal mare. Cresce tra pasta fresca fatta in casa e racconti di tradizioni rurali.

Cerca di quadrarsi le idee studiando economia e marketing, per capire se tra patrimonio culturale e turismo possa innestarsi un modello di business sostenibile.

Dopo l’Università, prova a farne un lavoro, all’Ente Turismo di Alba Bra Langhe e Roero, di cui diventa Direttore. Concorre anche ad allargarne i confini con la creazione dell’ATL Langhe Monferrato Roero.

Si occupa di sviluppo territoriale, di promozione delle tipicità enogastronomiche, di modelli narrativi a misura di ospiti internazionali, di sostenibilità turistica in aree Unesco.

Intervista

Abbiamo incontrato Mauro Carbone in molti eventi nazionali, dedicati al turismo e, sempre di più, all’accoglienza enogastronomica, discorrendo costruttivamente sulle strategie dei territori, affinché si tramutassero in destinazioni.

Oggi converseremo con lui di esperienze e modelli applicati nella sua terra, approfondendo anche temi a noi cari legati ai musei del cibo. Sul territorio che racconteremo troverete due realtà museali interessanti.

Il Museo del Vino nasce nel 2010 nel Castello Falletti a Barolo, dove la marchesa Juliette Colbert intuì che quel Nebiolo così difficile da gestire avrebbe potuto avere un grande futuro.

A inizio millennio, Comune di Barolo e Regione Piemonte chiamarono Francois Confinot ad allestire gli spazi del castello con una mission chiara: offrire al visitatore uno spaccato dell’universo che sta intorno al vino. Il visitatore può ora comprendere la storia, le infinite influenze nel mondo dell’arte, la suggestione dell’alimento più evocativo tra tutti.

Il Museo del Tartufo nascerà nel 2023 tra Alba e Montà. Svelerà segreti e fornirà informazioni sul più prezioso dei funghi ipogei, sfatando miti e suggerendo chiavi di lettura. Molti viaggiatori raggiungono le colline del Piemonte per il tartufo senza sapere quasi nulla del prodotto, o più spesso, con un bagaglio di false credenze.

Il museo farà comprendere al visitatore cosa sono i tartufi, perché sono così preziosi, come costituiscono un patrimonio così importante ma anche così fragile. Oltre a introdurlo nel magico mondo dei cercatori che fanno del mistero la propria nota identificativa.

Buongiorno Mauro e benvenuto su CnR. Partiamo con la domanda rivolta a tutti i nostri ospiti… Quale ritenete essere lo stato dell’arte della ristorazione italiana in questo travagliato periodo, tra strascichi economici post-pandemici e di incertezza geopolitica? Quali prospettive e opportunità?

Il mondo della ristorazione gode di un forte rimbalzo dopo la crisi pandemica. La dimensione aziendale, spesso caratterizzata da piccole imprese, dove coincidono la figura dello chef e del titolare e manager dell’impresa, ha evidenziato una buona capacità di resilienza, consentendo alle aziende di sopravvivere a due anni con molte limitazioni.

Allo stesso modo, le piccole aziende dimostrano ora una certa difficoltà nel programmare il rilancio dell’attività produttiva. Paradossalmente molti protagonisti della ristorazione incontrano più criticità sul lato della strutturazione dell’offerta rispetto all’attivazione della domanda.

La mancanza di personale, sia di sala sia di cucina, è il fattore chiave di una fase molto complessa che frena gli investimenti e limita la ripartenza, pur in presenza di una forte domanda di cucina.

I nostri lettori sono prevalentemente Ristoratori e Somministratori. Cosa consiglieresti per valorizzare il territorio di appartenenza e cogliere le opportunità che un lavoro strutturato sulla destinazione può offrire loro?

Tutti gli analisti convergono sulla centralità dell’esperienza per rendere più competitiva l’offerta. In questo senso, il feeling tra cucina e territorio è una carta assolutamente vincente.

Il modello dell’unicità (vedi i temi legati al metodo Creative Restaurant Branding®, ndr) deve essere una stella polare per indirizzare il lavoro dei cuochi. Grandi opportunità arrivano proprio dalla valorizzazione del contesto territoriale.

Attraverso la territorialità della cucina passa molto dell’irripetibilità dell’esperienza – fattore chiave per il successo di ogni cucina – a partire dai prodotti stagionali del territorio, le ricette tradizionali (eseguite con una sapiente dose di innovazione), echi dello stile di cucina di una regione che ispirano i Menù di un ristorante.

Quanto impatta la scelta enogastronomica sul turista oggi? Portiamo l’esempio delle Langhe e dei territori limitrofi.

Da ogni angolo del mondo i turisti arrivano nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero, innanzitutto per vivere l’italianità.

L’enogastronomia è un fattore decisivo del Made in Italy da vivere, da mangiare, da bere, da respirare. Le aree rurali che fanno capo ad Alba, ad Asti e a Bra, trovano nel gusto un fattore chiave di scelta come destinazione di una vacanza. Non solo per l’altissima qualità dei prodotti, ma anche, se non soprattutto, per il valore aggiunto culturale del cibo e del vino.

Le materie prime, come molti prodotti finiti, si possono esportare… L’atmosfera delle nostre cucine e delle nostre cantine, assolutamente no!

Enoturismo e Turismo Gastronomico. Food&Wine attirano i turisti sul territorio autonomamente oppure l’accoglienza va progettata, strutturando esperienze che costituiscano veri e propri prodotti turistici?

L’accoglienza è come un grande Menù. Funziona quando gli ingredienti sono di altissima qualità, ma non basta.

Serve un cuoco sapiente che ricerchi equilibrio e varietà, sapori e emozioni. Solo così l’esperienza diventa unica e indimenticabile.

Per questo è fondamentale il ruolo del Destination Manager, la cui attività richiede di dosare gli elementi offerti del territorio per tirar fuori una carta di esperienza che “soddisfi ogni palato” e offra il meglio a ogni tipologia di viaggiatore.

Il Museo del Barolo e quello nascente del Tartufo. Quale impatto hanno i Poli Museali e le Experience progettate sapientemente sulla qualità dell’offerta? Quale sull’eventuale incremento dei flussi?

La questione della narrazione è sempre più centrale nella progettazione delle esperienze. E i musei sono proprio una delle espressioni più studiate della narrazione divulgativa.

Credo che il tema della musealizzazione dei prodotti agroalimentari abbia ancora ampi margini di sviluppo e di approfondimento. Le possibilità di crescita sono evidenti, soprattutto quando si chiede ai musei di orientare la comunicazione verso il valore culturale dei prodotti agroalimentari, inteso come fattore determinante nella relazione tra la civiltà del territorio e il prodotto stesso.

Spesso l’attesa del visitatore non è concentrata solo sulle tecniche produttive e sui caratteri organolettici, quanto piuttosto sul perché un dato prodotto è cresciuto e si è consolidato in un certo luogo, per quale motivo ha assunto quelle tipiche caratteristiche.

In questo senso i musei hanno un ruolo insostituibile.

Gli Eventi, dalla sagra tradizionale agli eventi storici come Calici di Stelle e La Fiera del Tartufo, quanto sono importanti per l’economia turistica di una destinazione? Possono ristoratori e somministratori trarre giovamento da eventi apparentemente in competizione con la somministrazione classica?

I ristoratori possono beneficiare moltissimo dei grandi eventi. Molto dipende dall’approccio adottato dagli organizzatori.

È importante lavorare non solo alla riuscita dell’evento in sé ma alla legacy generata dall’evento stesso.

Il posizionamento del territorio sul mercato internazionale, l’attesa generata nel visitatore, la qualità percepita dai viaggiatori sono molto legate a eventi come la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, festival che restituisce moltissimo agli operatori del territorio.

Come e dove possiamo seguirvi o tenerci in contatto?

La risposta è semplice: sulla nostra ufficiale Home of BuonVivere.

Perché un turista dovrebbe visitare Langhe, Roero e Monferrato? Da che parte cominciare?

Su queste colline si viene per tre ragioni (l’ordine è casuale, ognuno mette in fila gli elementi a seconda dei propri gusti): l’abbinata classica cibo e vino, il paesaggio, la qualità della vita delle piccola città e dei borghi.

Si comincia dal buttare via il gps per vagare alla ricerca continua di panorami sempre diversi, di soste per la ristorazione che dovrebbero spaziare dall’osteria più tradizionale allo stellato di tendenza, di spazi da vivere lentamente anche a piedi e in bici… What else!?

Qualche consiglio finale per i nostri lettori?

Non fermatevi ai luoghi che avete già sentito, non ripartite senza avere prima ascoltato il suono delle Palle da Balon e da Tambass (che sono anche un bel modo per sapere se siete in Langhe e Roero o in Monferrato), non dimenticate di assaggiare i ravioli (la sfida quadrati verso gobbi vale da sola il viaggio).

Ricordatevi che non ci sono tartufi senza tartufai (sono creature straordinarie che dovete assolutamente conoscere). Scoprite un po’ per volta che queste colline hanno portato a casa il riconoscimento UNESCO, non solo perché sono belle, ma innanzitutto perché sono la prova provata che dietro ogni filare c’è un modello culturale spontaneo irripetibile. Vi aspettiamo a braccia aperte.

Grazie dell’ospitalità e… buone vacanze di scoperta a tutte e tutti!

Conclusione

Ringraziamo Mauro per averci trasmesso ricordi, memorie, profumi e sapori immaginati e desiderati di 3 territori da scoprire, con un’offerta gastronomica e delle proposte ristorative decisamente intriganti.

Commenta e interroga i nostri intervistati, proponendo se vuoi la tua esperienza. Parla direttamente con l’esperto.

Ci avviamo verso una ripresa del mercato legata alla fase post pandemica della crisi sanitaria. Anche se i panorami socio-politici internazionali mostrano segnali di tensioni e problematiche preoccupanti.

Un’attività senza soste per garantirti un approfondimento settimanale, un report o un’intervista, al fine di accompagnarti in quella che si preannuncia la rinascita, se pur lenta, della ristorazione italiana. Se lo preferisci, iscriviti e segui la nostra newsletter.

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a cura di

Per la rubrica Ricetta del Successo

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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