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Pizza Mania: Non solo Moda ma Indice di Professionalità

Pizza Mania: Non solo Moda ma Indice di Professionalità

Mode e tendenze nel mondo della ristorazione. Le prime contemplano azioni, approcci imitati e contagiosi (magari in modo effimero), le seconde rappresentano abitudini, bisogni e nuovi modi di vivere il food. Se intercettate tempestivamente possono rivelarsi efficaci nel migliorare le nostre strategie.

Il mondo della pizza e della panificazione occupa un posto speciale tra le attenzioni di pubblico e media. Parliamone con → David Mandolin, responsabile editoria ed eventi del magazine Pizza & Pasta Italiana.

Bio di David Mandolin

David Mandolin, classe 1977, laurea in Scienze Politiche, prosegue gli studi con un master in PR e Media Relations e uno in Business Administration. Entra gioiosamente nel mondo del food quasi subito – lavorando per mantenersi agli studi – per non uscirne più.

Pizza e Pasta Italiana rappresenta la sintesi perfetta di alcune delle mie passioni, come quella per le eccellenze italiane dell’enogastronomia e per il giornalismo.

Intervista

Pizza e Pasta Italiana è da 32 anni la rivista di riferimento dedicata ai professionisti della pizza. Una storia longeva e con un futuro tutto da scrivere: 11 numeri annui in cui si racconta con passione e serietà il mondo della pizza e della ristorazione cercando di essere utili ai lettori, professionisti del settore.

Rubriche, approfondimenti, inchieste, ricette e storie di professionisti in formato cartaceo e digitale, per i lettori italiani ed esteri. La rivista è partner delle più importanti fiere italiane, internazionali e organizza da 29 anni l’evento principale del settore: il Campionato Mondiale della Pizza.

Buongiorno David, grazie per aver accettato il nostro invito. Come evolve la ristorazione italiana in questo lungo periodo di crisi? Quali le prospettive e le opportunità per questi comparti, soprattutto quelli a voi più vicini della pizza e della panificazione?

È probabilmente prematuro fare delle previsioni, che per loro natura si possono rivelare solo dei meri esercizi di stile.

Quello che mi sento di dire è che le prospettive nel comparto pizzeria saranno buone per chi si è attrezzato (o lo farà a breve) per l’immediato futuro, aggiornando la propria formazione e quella dei dipendenti, adeguando il servizio e cercando di far vivere al cliente un minimo di esperienza unica all’interno del proprio locale.

Utilizzare materie prime sane, salubri, tracciabili e costruire una comunità di frequentatori del proprio locale, anziché semplici clienti, è di fondamentale importanza.

Un ruolo lo avrà, inevitabilmente, anche una corretta e sana gestione della comunicazione social, troppo spesso limitata al posting di qualche foto su Facebook… Qui apriremmo un discorso molto lungo.

In cosa consiste la vostra proposta editoriale: da quale Idea e Valori parte e quale il vostro Business? Quale ritenete essere stata la vostra personale risposta alla crisi?

Noi da sempre siamo votati a uno spirito di servizio nei confronti dei nostri lettori: cerchiamo con umiltà, costanza e trasparenza, da più di 30 anni, di informarli su tutto ciò che riguarda la loro attività.

Ci impegniamo nel rappresentare al meglio un punto di riferimento completo: trattiamo svariati temi, dai criteri di scelta delle materie prime alle tecniche di lavorazione, dalle opportunità offerte dalla tecnologia alla costruzione di un’attitudine vera al servizio.

Siamo stati tra i primi, tantissimi anni fa, a coinvolgere il ristoratore affinché costruisse una cultura gastronomica seria e votata alla valorizzazione dei nostri territori, mantenendo al contempo uno stile sobrio e non urlato.

Stesso approccio adottato dalla nostra rivista dedicata alle nazioni estere, con focus più mirato alle “basi” del mestiere, sempre nello spirito di valorizzare le nostre eccellenze, gastronomiche e tecnologiche.

Per concludere, la nostra risposta al periodo è stata fare ciò che ci riesce meglio: informare i lettori e rimanere al loro fianco.

Informazione e aggiornamento per l’operatore. Quanto è importante in questi scenari economici e comportamentali così fluidi e mutevoli?

Riteniamo che informazione e conoscenza debbano essere la base dell’attività di un professionista della ristorazione. Senza conoscenza, aggiornamento e soprattutto curiosità professionale, l’attività ha spesso una prospettiva di breve periodo.

Gli ultimi 10 anni sono stati di veloce cambiamento, se allarghiamo lo sguardo depurandolo dalle influenze che ha avuto quest’ultimo anno, i 15 mesi appena trascorsi hanno impresso un’accelerazione poderosa a un cambiamento che era già in fieri.

Mi riferisco al prodotto che il cliente va cercando, la sensibilità al tema di filiera corta e di salvaguardia dell’ecosistema, la salubrità dei cibi, il modo di interagire col cliente, la necessaria comunicazione multicanale, il turismo di massa che ha reso necessario un servizio di buon livello.

Comprendere che non è più sufficiente “fare una buona pizza” per restare sul pezzo.

Quali le vostre proposte, oltre all’editoria classica attraverso la rivista che arriva in moltissime attività in tutta Italia?… Eventi? Formazione?

Da sempre crediamo nell’importanza di rimanere in contatto fisico e tangibile con i lettori. Da moltissimi anni organizziamo eventi tematici verticali nelle fiere più importanti al mondo del nostro settore, grazie alle quali recepiamo stimoli, carpiamo le nuove tendenze, ascoltiamo le esigenze dei professionisti e cerchiamo di soddisfarle con il nostro lavoro di giornalisti.

Siamo stati ovunque nel mondo e contiamo di tornarci presto. Da ultimo – ma primo per ordine di importanza – organizziamo da 29 anni consecutivi il Campionato Mondiale della Pizza: una celebrazione del mestiere di pizzaiolo e della pizza in sé, una competizione di 3 giorni con 755 concorrenti da 41 nazioni (ultimi dati dell’edizione 2019).

Il Campionato, più che individuare un vincitore, è un momento di confronto, scambio e condivisione tra professionisti, la sua anima profonda è lo specchio del modo in cui lavoriamo tutti i giorni attraverso la rivista.

Quanto è digitale Pizza&Pasta? Quanto ritenete siano rilevanti, per il settore della somministrazione, l’ecosistema digitale, la tecnologia e i social media?

Pizza e Pasta Italiana è digitale a modo proprio: non lavoriamo in funzione di “acchiappare like” ma in profondità, con calma e pazienza, coltivando un pubblico con cui interagire e a cui fornire contenuti unici e interessanti.

Ci rivolgiamo principalmente ai professionisti del settore e a loro offriamo un ecosistema che abbraccia il sito web, l’applicazione digitale proprietaria, la pagina Facebook e Instagram.

La tecnologia è già parte del lavoro del ristoratore, è irrinunciabile e le opportunità sono molteplici. Mi preme sottolineare che ne va fatto un uso ragionato, consapevole, basato su un minimo di strategia: meglio poche cose e ben fatte che grandi progetti difficili da seguire costantemente.

La costanza è una delle chiavi di riuscita, oltre alla necessità di affidarsi a professionisti: fa sorridere doverlo ricordare ma seguire i social e gestire la tecnologia richiede figure specifiche e professionali.

Come può trarre vantaggio un pizzaiolo da un progetto quale il vostro?

Penso che la risposta stia già in quelle precedenti: il ristoratore che ci legge sa che non lo inganniamo, non suggeriamo facili scorciatoie.

Per eccellere bisogna studiare ed essere sempre aggiornati, non proponiamo contenuti commerciali vestiti da articoli. Tutto è sempre ben distinto e chiaro e speriamo che il lettore possa ricavare alcuni spunti utili per la propria attività dalla lettura della nostra rivista.

Dove possiamo trovarvi prossimamente e come restare in contatto con voi?

Sicuramente su Pizzaepastaitaliana.it, scaricando la nostra applicazione oppure seguendo i canali Facebook e Instagram.

Alla riapertura delle fiere ci troverete presenti, le prime calendarizzate sono 3 grandi appuntamenti internazionali: Cibus a Parma, Anuga a Colonia e Host a Milano.

Ci lasciamo con qualche consiglio e augurio per i nostri lettori?

Preferisco non dare consigli a una categoria che è stata davvero martoriata quest’anno, anche se di fronte alla tragedia vissuta era d’obbligo fare un responsabile passo indietro, così com’è avvenuto da parte di tutti.

Sento, invece, di fare un sentito e caloroso in bocca al lupo: i ristoratori italiani sono gli ambasciatori diffusi e capaci del Made in Italy nel territorio e all’estero, meritano di veder ripagati i tanti sacrifici fatti.

Grazie per attenzione e disponibilità… Buona ripresa a tutti!

Conclusione

Ringraziamo David che ci ha aiutato a riflettere sull’importanza di un’informazione corretta, autentica e professionale. Resterà qui con noi a tua disposizione per domande e curiosità sui temi più attuali dal mondo della pizza e della panificazione. Ragioniamo insieme sul futuro della ristorazione italiana e del segmento F&B.

La nostra rassegna di incontri e interviste, per confrontarci con le diverse esperienze e strategie da adottare nel post Covid-19, è un appuntamento fisso del giovedì. Se gradisci, iscriviti e segui la nostra newsletter.

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a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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