Vai al contenuto

Storytelling per Ristoratori: Costruire una Narrazione che Conquista i Clienti

Storytelling per Ristoratori: Costruire una Narrazione che Conquista i Clienti

La comunicazione per i ristoranti affronta oggi una grande sfida: come emergere, preservando la propria identità, in un contesto social spesso dominato da uno storytelling estremo e sensazionalistico? È essenziale puntare sull’autenticità delle esperienze e sui valori unici di ogni proposta, narrandoli in modo efficace.

Come progettare una narrazione trasformativa e condivisa? Abbiamo posto questa domanda a → Gerardo Grasso, Senior Manager, Digital Field Marketing per Marriott International, autore del libro TravelTelling.

Indice dei Contenuti

Intervista a Gerardo Grasso

Con oltre 15 anni di esperienza nel digital marketing turistico, Gerardo Grasso è autore, docente, relatore e attualmente ricopre il ruolo di Senior Manager presso Marriott International. Ha recentemente pubblicato il libro TravelTelling, parte della collana Accadde Domani – FuTurismo.

Approfondisci l’argomento con il libro → TravelTelling. Contenuti e strategie per una narrazione trasformativa dell’esperienza turistica contemporanea

La narrazione turistica ha raggiunto un punto di svolta: non può più limitarsi a essere promozionale o estetica, ma deve abbracciare una dimensione più profonda, orientata alla connessione e alla responsabilità.

Lo storytelling fatto di scene nostalgiche, come sbuffi di farina e immagini di figure familiari in cucina, ha ormai lasciato il posto a una narrazione più autentica e identitaria, che risponda meglio alle nuove esigenze degli ospiti.

Buongiorno Gerardo. In occasione dell’uscita del tuo TravelTelling, vorrei approfondirne alcuni temi, così da farne comprendere l’importanza ai nostri lettori ristoratori. Perché la narrazione deve cambiare e soprattutto, come dovrebbe trasformarsi?

In un mondo dominato dai dati, il turismo deve adottare una narrazione che parli non solo al viaggiatore, ma anche alla sua umanità condivisa. Viaggiatori e comunità locali hanno infatti obiettivi comuni: tutti desideriamo un mondo più pulito, sicuro e vivibile. Inserire questi valori al centro delle storie che raccontiamo può creare legami autentici e offrire esperienze più consapevoli.

Oggi è essenziale una narrazione responsabile, che eviti stereotipi e rispetti le sfumature culturali e le realtà locali. Le parole e le immagini che scegliamo contano: rappresentano, e a volte ridefiniscono, l’identità di un luogo. È quindi fondamentale utilizzare termini e immagini che valorizzino le destinazioni, evitando visioni riduttive o coloniali.

Anche il linguaggio deve essere accessibile. Parlare di temi complessi come il cambiamento climatico può sembrare astratto, ma raccontare una storia vicina all’esperienza di chi viaggia – come la scomparsa di una specie o la trasformazione di un paesaggio – rende il messaggio reale e tangibile. Il turismo deve quindi tradurre temi globali in storie personali, che il viaggiatore possa sentire come proprie.

Infine, la narrazione turistica dovrebbe essere trasformativa: non basta informare, dobbiamo ispirare cambiamenti concreti. Raccontare storie di viaggiatori che scelgono percorsi sostenibili o immersioni culturali rispettose invita a riflettere e a seguire esempi positivi. È questo l’obiettivo di una narrazione consapevole e rigenerativa: creare un turismo che non solo racconta il mondo, ma lo rispetta e lo preserva.

Nel tuo libro parli di Narrazione Condivisa. Io la definisco spesso comunicazione partecipativa. Che cosa intendi trasmettere al lettore in questa parte del tuo lavoro editoriale?

C’è qualcosa di poetico nella natura della narrazione condivisa. Immagino una serie di fili logici, frame e sequenze narrative che si sviluppano nello spazio vasto di Internet, trovando nuove voci, linguaggi e tecniche in modalità spesso inedite. Pensiamo alle conversazioni online che si intrecciano con le raccomandazioni, ai banner pubblicitari che si mescolano ai Reels su Instagram, o alla realtà aumentata e ai visori 3D che aprono nuove modalità di esplorazione e ispirazione. In questa baraonda di contenuti, è facile sentirsi disorientati, sia per i consumatori sia per gli imprenditori.

Un tema centrale in TravelTelling è l’importanza di sviluppare una mentalità editoriale (publisher mindset) per tutti gli operatori del turismo e della ristorazione.
Nel marketing digitale, come suggerisce anche Rebecca Lieb nel suo libro: «Content Marketing: Think Like a Publisher – How to Use Content to Market Online and in Social Media», adottare un approccio da editore è essenziale per restare competitivi.

Questo significa pianificare e produrre regolarmente contenuti strategici – dai post sui social media ai video, articoli di blog e newsletter – che mantengano il ristorante visibile e rilevante. Approccio che permette di raccontare storie coinvolgenti, ad esempio sulle origini dei piatti o sugli eventi speciali, personalizzando i messaggi per diversi segmenti di pubblico. Così, i contenuti possono attrarre famiglie nel weekend e professionisti nei giorni feriali, aumentando l’engagement.

Un altro aspetto cruciale del “pensare come un editore” è la capacità di misurare e ottimizzare l’efficacia dei contenuti. Grazie agli strumenti analitici, i ristoratori possono monitorare l’impatto dei vari tipi di contenuto sulle prenotazioni e sull’interazione del pubblico, perfezionando così le strategie di comunicazione in base ai dati raccolti.

Costruire e mantenere una comunità attorno al proprio brand è poi fondamentale. Questo non solo fidelizza i clienti, ma li trasforma in ambasciatori del brand, estendendo la visibilità del ristorante attraverso il passaparola.

Infine, esplorare nuovi canali e formati arricchisce ulteriormente la narrazione. Piattaforme diverse dai social media tradizionali, come i podcast o le app mobili, possono offrire modi innovativi e coinvolgenti per raccontare la storia del ristorante.

Approfondisci l’argomento con il libro → Brand storiverso. Universi narrativi per marchi che sono persone e persone che diventano brand

Continuiamo a contestualizzare il tuo lavoro nella ristorazione. Cosa deve comunicare oggi il ristoratore e quale tono deve adottare per coinvolgere i clienti lungo tutto il percorso di interazione con il brand?

Oggi il ristoratore non si limita a raccontare i piatti, ma è chiamato a trasmettere valori, cultura e impegno etico – aspetti sempre più rilevanti per un pubblico consapevole e attento – costruendo un’esperienza. La storia di un ristorante va oltre il cibo: parla di filiere sostenibili, di rispetto per le materie prime e di legami significativi con i produttori locali e l’ambiente. Il cliente moderno non vuole solo assaporare un piatto, ma desidera far parte di una narrazione autentica che valorizzi il territorio e rispecchi una visione responsabile. Questa trasparenza rafforza il legame e genera fiducia.

La voce del ristoratore deve quindi essere accogliente e genuina, ma anche consapevole e appassionata. È fondamentale instaurare un dialogo che racconti il percorso di ogni piatto, l’ispirazione alla base di ogni tecnica e il significato delle scelte culinarie, trasformando il ristorante in uno spazio di condivisione e scoperta.

Costruire una strategia narrativa che abbracci ogni punto di contatto con il cliente richiede cura di ogni dettaglio, dalla prenotazione fino al post-visita. L’esperienza comincia già online: sito web e social media devono riflettere l’identità del ristorante, condividendo storie dei fornitori, provenienza delle materie prime e radici culturali della cucina per offrire un’immagine autentica e distintiva.

All’interno del ristorante, ogni momento può contribuire alla narrazione. Il menù stesso diventa uno strumento narrativo, spiegando la filosofia dietro ogni piatto e il percorso di ricerca che lo ha portato in tavola. Anche il personale ha un ruolo chiave: formare il team affinché sappia raccontare con semplicità e passione il concept del locale rende l’esperienza più personale e coinvolgente.

La narrazione continua anche dopo il pasto. Messaggi di ringraziamento personalizzati, aggiornamenti sulle novità stagionali e inviti a eventi speciali mantengono viva la connessione con il cliente, rafforzando il legame e trasformando l’esperienza culinaria in un ricordo memorabile. In questo modo, ogni cliente percorre un viaggio che riflette pienamente l’identità e i valori del ristorante.

Il ristoratore moderno deve quindi costruire un ecosistema narrativo capace di accogliere, stimolare e rafforzare quel senso di appartenenza che trasforma ogni visita in una storia da raccontare. In un settore dove l’esperienza vale quanto il gusto, narrare significa custodire e valorizzare l’essenza stessa del ristorante, offrendo ai clienti non solo un motivo per tornare, ma anche una storia da condividere.

Approfondisci l’argomento con il libro → Teorie della narrazione. Dai racconti tradizionali all’odierno «storytelling»

Puoi farci qualche esempio e Case History di comunicazione virtuosa contemporanea, nel mondo della ristorazione?

Sono sempre affascinato dall’evoluzione delle trattorie romane, simbolo di tradizione e convivialità, che stanno riscoprendo la narrazione autentica per rafforzare il loro posizionamento. In un mercato in cui l’esperienza e il valore culturale sono cruciali, queste realtà possono distinguersi raccontando l’essenza dei sapori, delle storie e delle persone che le animano. Tra i casi più interessanti, cito il ZIA Restaurant a Trastevere, nel cuore di Roma.

Il design degli spazi, curato dal newyorkese Anton Cristell, combina eleganza e ricercatezza, rispecchiando la filosofia culinaria dello chef Antonio Ziantoni, che unisce raffinatezza e piacere del gusto. Gli interni, distribuiti su due livelli, comunicano un’estetica raffinata, avvolgente e intima, che esalta la fusione tra tradizione e innovazione. Il tone of voice del ristorante trasmette passione e artigianalità, creando un’esperienza coerente e memorabile, particolarmente apprezzata da un pubblico attento alla qualità e all’identità.

La narrazione del ZIA Restaurant a Roma si fonda su un’identità elegante e contemporanea, che coniuga la tradizione culinaria italiana con un approccio innovativo e raffinato. Sul sito, il ristorante si presenta come un luogo dove la qualità degli ingredienti e la cura estetica nei piatti sono centrali, proponendo un’esperienza sensoriale unica e moderna.

Anche sui social media, la comunicazione è curata e autentica: le immagini ritraggono chef e staff impegnati nella preparazione dei piatti, con un focus sulla manualità e sui dettagli, e una palette cromatica sobria che rafforza l’atmosfera intima degli interni. Questa narrazione visiva e testuale enfatizza la qualità del lavoro e trasforma ogni piatto in un’opera d’arte, attirando una clientela che apprezza l’alta cucina e l’eleganza minimale.

Il tone of voice di ZIA Restaurant è caratterizzato da un’eleganza discreta e autentica, senza eccessi. Ogni elemento, dai colori all’estetica pulita, comunica esclusività, attenzione ai dettagli e rispetto dell’artigianalità, evocando un’atmosfera esclusiva per un pubblico raffinato e attento al design. Mostrare momenti dietro le quinte trasmette trasparenza, mentre l’estetica coerente esprime l’essenza del ristorante, allineando ambiente ed esperienza gastronomica in un racconto armonico e sofisticato.

Nel tuo libro dedichi un intero capitolo al content marketing e alle strategie di distribuzione dei contenuti. Ma qual è il rapporto tra narrazione e contenuto? Puoi farci un esempio pratico?

Il rapporto tra narrazione e content marketing è fondamentale per trasformare un contenuto in un’esperienza che risuoni nel pubblico, generando connessioni autentiche e durature.

La narrazione rappresenta il cuore del messaggio, la struttura che dà significato alla comunicazione e, nel turismo, diventa l’elemento che definisce l’identità di una destinazione, esprime i suoi valori e costruisce un legame emotivo. In questo contesto, i contenuti – immagini, testi, video, racconti – sono i veicoli di questa narrazione, rendendo tangibile il brand e facendo sentire al visitatore l’essenza del luogo.

Un esempio pratico può chiarire: immaginiamo una campagna per una destinazione di montagna che vuole trasmettere pace e immersione nella natura. La narrazione si concentra sul ritorno alla semplicità e al contatto autentico con l’ambiente, evocando esperienze di silenzio e avventura. I contenuti – fotografie di sentieri incontaminati, racconti di viaggiatori, video della fauna locale – concretizzano questa promessa, permettendo al pubblico di pregustare l’esperienza e creando il desiderio di vivere ciò che è stato raccontato.

In un contesto moderno e partecipativo, la narrazione turistica si arricchisce con la co-creazione: i viaggiatori, tramite social media e piattaforme digitali, non sono più spettatori passivi ma diventano parte del racconto, condividendo esperienze personali che arricchiscono la narrazione con autenticità. Questa condivisione amplifica il messaggio e crea un ecosistema narrativo in continua evoluzione, dove la destinazione prende vita attraverso prospettive autentiche e diversificate, rafforzando il legame emotivo con il pubblico.

Nel concetto di TravelTelling questa dinamica si fonda su tre elementi essenziali: branding della destinazione, contenuti e co-creazione. Il branding stabilisce le fondamenta dell’identità, delineando un’immagine chiara e aspirazionale che distingue il luogo; i contenuti, nei vari formati, sono il mezzo per raccontare questa identità in modo tangibile e emozionale; la co-creazione dà voce ai visitatori, trasformandoli in ambasciatori spontanei che arricchiscono e amplificano il messaggio.

Insieme, queste tre componenti danno vita a una narrazione coesa e coinvolgente, capace di trasformare una destinazione in un’esperienza viva e condivisa, stimolando il desiderio di scoperta e consolidando il legame tra luogo e viaggiatore in un contesto di autenticità e partecipazione.

Approfondisci l’argomento con il libro → Creative Restaurant Branding. Il metodo per far emergere l’identità straordinaria del tuo locale

C’è qualcos’altro che vorresti dire ai Lettori di CnR e ai lettori di TravelTelling?

Mi affascina l’idea di un libro dinamico, che vada oltre il formato cartaceo o l’e-book. In un contesto in cui la narrazione trasformativa è in continua evoluzione, è fondamentale poter apportare aggiornamenti, revisioni e ampliamenti ai contenuti. La possibilità di mantenere una connessione costante e far vivere il libro anche al di fuori delle sue pagine è per me una prospettiva entusiasmante.

Per questo, il libro ha anche una dimensione multimediale su travel-telling.com, dove è possibile iscriversi alla newsletter dedicata. Il contatto con i lettori va ben oltre il libro stesso e si rinnova ogni settimana con l’appuntamento con la newsletter. Concepite in stagioni, proprio come le serie televisive, ogni edizione include analisi approfondite, esempi pratici e riflessioni sul marketing turistico, esplorando i cambiamenti nei paradigmi del turismo contemporaneo e le potenzialità della narrazione digitale in tutte le sue sfaccettature.

Il mio obiettivo è creare una community di professionisti, appassionati e cultori del settore, dove possa svilupparsi un dibattito stimolante e produttivo che aiuti a sbloccare nuovi livelli interpretativi dell’esperienza turistica.

Grazie ancora per le domande stimolanti. Sono sempre disponibile per approfondire altri temi di interesse per i lettori: alla prossima!

Conclusione

Ringraziamo Gerardo per averci guidato alla scoperta di nuove vie di narrazione e comunicazione con utenti e clienti del ristorante. Raccontaci come comunichi e quali idee metti in gioco nella narrazione del tuo locale: utilizza i commenti per condividere la tua esperienza. Scrivici anche per segnalarci i temi che vorresti vedere trattati in futuro.

Se sei interessato a partecipare a un’intervista o desideri contribuire con i tuoi articoli, non esitare a contattarci. Siamo qui per offrire consigli e strategie preziose.

Non perdere i nostri prossimi appuntamenti e approfondimenti sul mondo del food e dell’accoglienza ristorativa in questa nuova stagione, che arricchiremo insieme con idee innovative.

Riusciremo ad accompagnare il lettore verso una vera e propria Re-Start della ristorazione italiana? Scoprilo con noi. Se lo preferisci, iscriviti e segui la nostra newsletter.

Segui la pagina Digital Food Marketing Lab. Scopri percorsi di formazione verticali e immersivi, in presenza e online.

Udemy ospita il Corso di Digital Food Marketing.
18 Lezioni on-demand per la tua auto-formazione.

Eventi Librari e Seminari in Italia

Incontraci per discutere vis-à-vis di temi contenuti nel libro. Consulta gli eventi sulla pagina Facebook oppure contattaci per una presenza anche nella tua città. Seguici in presenza e online!

EVENTI ONLINE – Pensieri Balenghi

[VideoLezioni]
Le video lezioni in pillole ora anche su YouTube.

[Podcast]
✦ TELEGRAM: https://t.me/PensieriBalenghi
✦ SPREAKER: https://www.spreaker.com/show/pensieri-balenghi
✦ APPLE PODCASTS: https://podcasts.apple.com/us/podcast/pensieri-balenghi/id1521869769

Iscriviti
Notificami
guest

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

0 Commenti