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Comunicazione Food e Brand Storytelling tra Ingredienti e Social Media

Comunicazione Food e Brand Storytelling tra Ingredienti e Social Media

Indaghiamo spesso la relazione tra offerta, identità del locale e narrazione utilizzata nella comunicazione food. Raccomandiamo coerenza e armonia, ma non sempre l’esito è quello consigliato.

Come comunicare, oltre al ripetitivo storytelling, sui social media, per rendere il tuo ristorante attrattivo e interessante? Chiediamolo a → Paola Di Giambattista, Food & Hospitality Specialist.

Intervista a Paola Di Giambattista

Esploratrice di sapori. Unisce il cibo alla comunicazione. Crea emozioni dalla Terra alla Tavola, le racconta e le fa vivere.

Oggi affrontiamo con Paola il tema dello storytelling del locale, partendo dalla base: scelta, selezione e racconto ruotano intorno agli ingredienti.

Buongiorno Paola e ben tornata su CnR. Qual é lo stato dell’arte della ristorazione italiana in questo difficile periodo? Quali le prospettive e opportunità intravedi?

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Le sfide economiche e di incertezza sono indubbiamente significative, con perdite finanziarie pesanti nel settore dovute alle chiusure in periodo pandemico ma anche a seguito dell’innalzamento dei prezzi delle materie prime e dei servizi, dovute alle crisi guerre e criticità.

Secondo l’Associazione Italiana delle Imprese Alberghiere (Federalberghi), il settore alberghiero italiano ha subito una diminuzione del fatturato di oltre il 60% nel 2020.

Il 2021 è stato un anno di assestamento e nel 2022 le cose sono migliorate, lasciando emergere un discreto entusiasmo, per poi affrontare la stagione 2023 completamente destabilizzata da maltempo, alluvioni e frane.

Tuttavia, la resilienza e la passione degli operatori del settore hanno contribuito a una ripresa graduale, ancora in corso: chi aveva un conto economico ben saldo ce l’ha fatta e ora sta iniziando a guardare avanti e reinvestire.

La differenza più grande?… La crescita nella domanda di esperienze gastronomiche autentiche. Less is more, purché sia di qualità.

Gli elementi su cui ci dovremmo soffermare da oggi al prossimo futuro sono: turismo enogastronomico, sostenibilità, innovazione culinaria (basata sulla tecnologia che migliora la palatabilità, l’ottimizzazione organizzativa e l’efficienza) e la digitalizzazione (con profilazione nella raccolta dei dati e dei risultati).

Quanto pensi sia importante un lavoro sulla propria identità per valorizzarne tratti distintivi e favorire un buon posizionamento della marca ristorante?

Nel mondo altamente competitivo della ristorazione, l’importanza di definire e sviluppare un’identità di marca distintiva non può essere sottovalutata.

Lavorare sull’identità di un ristorante è un passo cruciale per emergere dalla folla e conquistare un pubblico fedele e clienti repeaters. L’identità di un ristorante non è solo cosa mangio o cosa bevo, è il riflesso dell’anima e della personalità del locale, a volta dei titolari.

Valorizzare i tratti distintivi di un ristorante è una pratica che richiede attenzione ai dettagli, sensibilità alle storie, creatività e una profonda comprensione del proprio pubblico.

Un’identità di marca ben definita può portare a numerosi vantaggi:

  • Differenziazione: distinguersi è fondamentale.
  • Fidelizzazione: creare un legame emotivo con i clienti, essenziale.
  • Coerenza: la brand identity guida tutte le interazioni con i clienti, la coerenza è essenziale perché rafforza la percezione della marca.
  • Posizionamento: un’identità chiara aiuta a posizionarsi sul mercato.
  • Storytelling: ogni ristorante ha una storia da raccontare e un’identità forte, ben delineata, permette di condividerla coinvolgendo i clienti in un viaggio culinario ed emotivo.

Lavorare sull’identità di un ristorante è un investimento strategico che può portare a un aumento della clientela, della fedeltà dei clienti e del successo commerciale complessivo.

Quanto impatta la scelta enogastronomica sul turista oggi? Nelle tue strategie come è valorizzato il legame con il territorio?

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L’importanza della scelta enogastronomica per i turisti è in crescita, non solo quantitativa ma qualitativa, poiché cercano esperienze culinarie autentiche e locali durante i loro viaggi.

Questa tendenza ha un impatto significativo sul settore turistico, sulla filiera completa (aziende agricole, servizi locali, artigianato, piccoli produttori) e offre opportunità uniche ai ristoratori.

È necessario costruire solidi legami con il proprio territorio, promuovendo l’identità locale, abbracciando la sostenibilità e creando esperienze gastronomiche memorabili. Affinché tutto questo funzioni va costruita e sviluppata una rete di partnership anche trasversali, ma qui si apre un argomento complesso.

Ricordiamo che questi legami territoriali, non solo arricchiscono l’esperienza del turista, ma contribuiscono anche al successo a lungo termine del ristorante, distinguendolo dalla concorrenza e generando recensioni positive.

Quanto è importante la selezione e scelta della materia prima per un ristorante? A che cosa può essere utile?

La materia prima di alta qualità è la base per la preparazione di piatti deliziosi e e semplici che lasciano il gusto di un’esperienza. Gli ingredienti freschi e di prima scelta si traducono in sapori migliori.

La selezione di fornitori sostenibili e locali consente di garantire coerenza nella qualità dei piatti. I clienti tornano in ristorante quando sono consapevoli di poter sempre gustare piatti eccezionali.

Soprattutto i locali specializzati in una tipologia di cucina curata e dal solido concept devono garantire l’autenticità degli ingredienti. Ciò contribuisce a creare un’esperienza culinaria genuina. La scelta di ingredienti sostenibili, come prodotti biologici o locali, risponde a diverse motivazioni e promuove una reputazione positiva per il ristorante.

La tipicità è un elemento che attrae, crea automaticamente una nicchia e dei lovers. Una selezione oculata degli ingredienti contribuisce a ridurre gli sprechi alimentari, migliorando l’efficienza operativa e la gestione dei costi.

Inoltre, selezione e approvvigionamento dei prodotti per la cucina possono risultare un eccellente spunto di narrazione, soprattutto sui social media. Quali criteri adottare nella scelta degli ingredienti?

Nella scelta degli ingredienti per un ristorante, bisogna considerare tre criteri fondamentali:

La gestione dei costi è fondamentale per la redditività, ma mai mettendo a rischio la qualità.

La sostenibilità è sempre più importante per i clienti, per l’ambiente e per noi, come persone e professionisti del mondo gastronomico.

La risposta alle esigenze dei clienti è essenziale per garantire la soddisfazione degli ospiti e ampliare il nostro pubblico, salvaguardando restrizioni alimentari, preferenze dietetiche, scelte etico-religiose e contribuendo a offrire un’esperienza culinaria inclusiva.

In sintesi, la scelta degli ingredienti deve bilanciare questi tre criteri, per garantire una cucina di alta qualità, sostenibile e inclusiva, il che è fondamentale per il successo di un ristorante.

Qual è la tua definizione di scelta sostenibile durante la fase dell’approvvigionamento del ristoratore?

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La scelta sostenibile, durante la fase dell’approvvigionamento, deve puntare alla selezionare di ingredienti e fornitori che tengano conto dell’equilibrio tra impatto ambientale, responsabilità sociale ed economicità.

Così operando si contribuisce a preservare le risorse e a promuovere pratiche etiche nell’industria alimentare.

La sostenibilità è interna ed esterna e riguarda risorse naturali e non.

Come comunicare partendo dall’ingrediente e non dalla ricetta?

Comunicare a partire dall’ingrediente, anziché dalla ricetta, è estremamente utile per un ristorante. Questo approccio permette di fare storytelling, mettendo in risalto la qualità, le proprietà nutrizionali e nutraceutiche del prodotto proposto.

Se mostro e racconto attenzione nella selezione degli ingredienti, sono autentico, dimostro trasparenza, coinvolgo sulla storia e l’origine, parlo indirettamente della mia sostenibilità e mi differenzio, perché la farina del… “Mulino di Pino” è unica.

In sintesi, comunicare a partire dall’ingrediente è un’efficace strategia di marketing che può aiutare il ristorante a creare una connessione più profonda con i clienti, evidenziare la qualità e l’autenticità dei piatti e posizionarsi come un luogo di riferimento per esperienze culinarie uniche e sostenibili.

Facciamo un esempio: la polenta taragna bergamasca, in quel territorio, è proposta dalla quasi totalità dei locali. Come può fare la differenza la selezione della materia prima?

Se il tema è polenta, allora posso lavorare sulla storia del mais, la storia della persona che la macina per noi, l’azienda agricola che lo produce. Poi potremmo lavorare sulla storia del condimento, sull’associazione intima con un “ricordo di famiglia”, di gesti semplici ripetuti nel tempo.

Potremmo anche lavorare in “rottura” e proporre una verticale di polenta dove selezionare, oltre al grande classico, una scelta più pop e l’altra più fit-green.

Siamo ai saluti finali… Tre idee che hai in testa e vorresti sviluppare per il 2024? E dove possiamo seguirti?

Una delle tre idee ha già preso forma, si chiama #brigataeditoriale ed è un gruppo di 12 professionisti trasversali e collegati al mondo del turismo che coordino e guido in un progetto editoriale volto a cambiare il punto di vista sull’ospitalità, spostando l’attenzione su chi ospita ed è ospitato, valorizzando dettagli, elementi e cause troppo spesso messe all’angolo: dall’inclusione alimentare all’impatto sociale.

L’intento è di fare una divulgazione sana degli scenari del mondo accoglienza e ristorazione, indossando un filtro speciale, quello dell’inclusione, della sostenibilità e della diversità. La formazione trasversale è per noi un punto di forza che esalta i talenti del singolo e mette al centro le persone, siano essi collaboratori o ospiti.

La seconda idea è lo sviluppo del palinsesto, con video e dirette live, che partirà appunto nel 2024 sui miei canali.

La terza idea è quella di realizzare un evento in cui poter parlare agli addetti al lavori promuovendo il nostro approccio e una carta servizi realmente “chiavi in mano”, dall’ufficio stampa al food cost, dal menù agli incentivi per la ristrutturazione passando per il relooking, la comunicazione e la costruzione di esperienze inedite per tutta la filiera turistica.

Maggiori dettagli potete trovarli sul mio sito web ufficiale e su tutti i social cercando il mio profilo @paoladigiambattista.

Grazie per la vostra ospitalità, auguro un grande successo anche per il 2024 a Comunicazione nella Ristorazione e ai suoi lettori.

Conclusione

Ringraziamo Paola per aver affrontato il tema della centralità degli ingredienti nel racconto e nella comunicazione dei ristoranti. Parla direttamente con lo specialista per richiedere ulteriori approfondimenti, segnalaci temi che gradiresti affrontare e approfondire oppure, se vuoi, raccontaci la tua esperienza.

Vuoi proporre la tua candidatura per un’intervista o per proporci i tuoi articoli? Scrivici per consigli e strategie utilissime.

Non perdere i nostri appuntamenti editoriali e gli approfondimenti dal mondo del food e dell’accoglienza ristorativa, in questo nuovo anno, che arricchiremo insieme di buoni propositi. Riusciremo ad accompagnare il lettore verso una vera e propria Re-Start della ristorazione italiana? Scoprilo con noi. Se lo preferisci, iscriviti e segui la nostra newsletter.

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a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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