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Spirits, Cocktail e Caffè Storici: Lo SpiriTurismo Rinnova l’Accoglienza Italiana

Spirits, Cocktail e Caffè Storici: Lo SpiriTurismo Rinnova l'Accoglienza Italiana

Siamo convinti da sempre che il patrimonio di cultura, competenze e creatività legato al food & beverage italiano sia inestimabile. L’Italia può davvero diventare una destinazione di riferimento anche per lo SpiriTurismo? Un turismo esperienziale che ruota attorno a caffè storici, distillerie, musei del gusto e cocktail iconici celebrati in tutto il mondo.

Per rispondere a questa domanda, intraprendiamo un viaggio tra storia, tendenze e competitor internazionali insieme a → Federico Silvio Bellanca, giornalista tra i massimi esperti italiani e internazionali di spirits, autore del volume Spirits dei Luoghi.

Indice dei Contenuti

Intervista a Federico Silvio Bellanca

Federico Silvio Bellanca, esperto di trade marketing nel settore Ho.Re.Ca., ha scritto per testate di settore e lifestyle come Forbes, Gambero Rosso, Rolling Stone e Tgcom24. È autore di quattro libri dedicati a distillati e mixology, ha condotto due programmi televisivi su Sky Italia.

Approfondisci l’argomento con il libro → Spirits dei Luoghi. Distillerie, caffè storici e cocktail, il primo compendio dello SpiriTurismo italiano

Con il suo libro – primo compendio sullo SpiriTurismo italiano, edito da Dario Flaccovio Editore nella collana Accadde Domani FuTurismo diretta da Nicoletta Polliotto – ci accompagna in un viaggio affascinante alla scoperta di come l’Italia possa diventare una meta privilegiata per questo nuovo modo di viaggiare, tra storicità, autenticità e cultura del bere consapevole.

Federico, grazie per aver accettato di raccontare in anteprima i punti salienti del tuo libro Spirits dei Luoghi. Perché oggi è importante scrivere un volume dedicato a distillerie e liquoristica? E come colleghi questo universo produttivo alle nuove tendenze del turismo enogastronomico? Forse è tempo di superare anche l’etichetta “enoturismo”?

Buongiorno a te e a tutti i lettori. Questo testo non vuole essere semplicemente un manuale sulla liquoristica o sulle tecniche di distillazione, ambiti per cui esiste già un’ampia e approfondita letteratura. Il nostro punto di partenza è stato il desiderio di valorizzare l’incredibile patrimonio italiano legato agli spirits – dai bar alle distillerie, dai caffè storici ai luoghi di produzione – all’interno di un’offerta turistica concreta e attuabile sul territorio.

Così come in Scozia esistono percorsi consolidati per gli appassionati di whisky, perché non immaginare itinerari tutti italiani, ad esempio sulle tracce della produzione di grappa? Pensiamo poi alla gastronomia e alle interminabili code per una schiacciata fiorentina o un caffè corretto: perché non trasformare in destinazioni turistiche il bar dove è nato il Negroni, il bancone dove sono stati inventati il Cardinale o il Bellini?

Il turismo enogastronomico è ormai parte integrante del pacchetto culturale italiano. Perché, allora, non affiancargli lo SpiriTurismo, con identità e dignità proprie?

Quanto può essere utile oggi un libro come il tuo per la formazione di ristoratori e operatori del settore?

Credo che questo libro rappresenti un unicum e ci auguriamo possa diventare un punto di partenza, uno stimolo per approfondire percorsi tematici specifici. Come accennavo, esiste già una vasta bibliografia dedicata alla distillazione o alla miscelazione, ma mancava un’opera che provasse a organizzare itinerari turistici intorno a questo patrimonio immateriale – come lo definiremo anche nella parte conclusiva.

Mi piace pensare che porre l’attenzione su questo aspetto possa generare un effetto “palla di neve”, capace di coinvolgere guide turistiche, operatori del settore, ristoratori e magari anche una nuova generazione di curiosi e spirit lovers. L’obiettivo è evitare che alcune delle pagine più affascinanti della nostra tradizione vengano dimenticate o trascurate.

Nel libro emergono tre anime dello SpiriTurismo: quella produttiva, quella somministrativa e quella creativa. In che modo si intrecciano e come le sviluppi nel percorso esperienziale che proponi ai lettori?

Questi tre aspetti sono strettamente interconnessi, e il percorso – sia nel libro che nella realtà – può essere affrontato in verticale o in orizzontale. Si può partire dalla produzione, appassionandosi alla storia di liquori e distillati, costruire itinerari che coinvolgono più siti produttivi, magari su base regionale, come nel caso della grappa di cui parlavamo poco fa.

Allo stesso modo, proponiamo veri e propri tour legati ai caffè storici, ai bar d’hotel o ai luoghi simbolo della miscelazione. È anche possibile ragionare per temi, dando vita a percorsi trasversali uniti da un filo conduttore.

Per un appassionato di Negroni, ad esempio, cosa c’è di più stimolante che visitare il Museo Campari a Milano, il Museo del Vermouth a Torino e i caffè storici di Firenze, dove il celebre cocktail fu inventato all’inizio del Novecento? Non tutto in un giorno, ovviamente, ma l’idea è costruire esperienze memorabili che uniscano cultura, gusto e narrazione.

In che modo itinerari del gusto, buone pratiche e linee guida come quelle che proponi possono innovare l’offerta turistica del Food & Beverage in Italia? Quali vantaggi concreti per ristoratori e operatori del settore?

Innanzitutto, è importante ricordare che itinerari di questo tipo esistono già in molte parti del mondo e attraggono milioni di visitatori. Non parliamo, quindi, di inventare un nuovo modello turistico, ma di valorizzare un patrimonio straordinario che già possediamo e che, in parte, attira turisti ogni giorno – seppure in modo ancora frammentario e poco strutturato.

Basti pensare ai turisti americani che si affacciano al bancone dell’Harry’s Bar di Venezia, dove Hemingway sorseggiava il suo Montgomery Martini, o al Westin Excelsior di Roma, dove è nato il Cardinale, ancora oggi servito al carrello. Sono luoghi mitici, già meta di pellegrinaggi informali, ma che potrebbero entrare a pieno titolo in veri e propri percorsi di SpiriTurismo.

Il libro si propone proprio questo: offrire spunti concreti e ispirazioni da integrare nelle proposte turistiche esistenti, o da cui far nascere nuove idee e progettualità. Un’opportunità reale per ristoratori, albergatori e operatori del settore, che possono così arricchire l’esperienza offerta ai propri clienti, connettendola a una narrazione più ampia e coinvolgente.

A chi è destinato Spirits dei Luoghi? Avevi in mente un solo profilo di lettore o il libro parla a pubblici diversi?

All’inizio avevo immaginato come lettore ideale l’operatore turistico già attivo nel mondo dell’enogastronomia. Durante il lavoro di ricerca, però, mi sono confrontato con molteplici figure professionali – e tutte, a modo loro, rappresentano un pubblico naturale per questo libro.

Penso ai produttori di liquori e distillati, ai ristoratori, ai bartender, ai gestori di hotel di lusso o dei caffè storici che popolano queste pagine. E poi, naturalmente, a tutti gli appassionati di miscelazione, di distillati o semplicemente delle storie avvincenti che questi luoghi e questi “spiriti” raccontano.

È a loro – a tutte queste persone curiose e appassionate – che oggi è dedicato questo viaggio.

Quanto incidono distillati e liquori sul turismo gastronomico all’estero? E qual è lo stato dell’arte in Italia?

All’estero lo SpiriTurismo è una realtà consolidata: basti pensare alla Scozia, dove i tour dedicati al whisky attirano ogni anno migliaia di appassionati, spesso disposti ad affrontare lunghe attese pur di visitare luoghi simbolo della produzione.

In Italia, invece, abbiamo un patrimonio altrettanto prezioso ma ancora poco valorizzato. Oggi uno dei drink più venduti al mondo è il Negroni, eppure pochi conoscono a fondo i luoghi legati alla sua storia. Campari ha creato un museo straordinario nel suo vecchio stabilimento, così come il Museo del Vermouth a Torino o quello di Branca.

Esistono anche piccoli opifici e realtà artigianali sparse nei nostri borghi: veri e propri tesori nascosti, pronti a diventare tappe di culto per gli spirit lovers di tutto il mondo.

Approfondisci l’argomento con il libro → La magia del whisky. Viaggio alla scoperta delle distillerie scozzesi

Caffè storici e cocktail iconici: possono davvero diventare mete turistiche? Hai qualche esempio concreto?

Lo sono già, in tutto il mondo. Nessuno rinuncerebbe a un Mojito alla Bodeguita del Medio, amato da Hemingway, o a un Singapore Sling al Raffles Hotel di Singapore.

Anche l’Italia ha i suoi simboli: il Negroni, lo Spritz, il Bellini veneziano. Drink leggendari nati in luoghi altrettanto iconici, che meritano di essere promossi come veri e propri siti di culto. Perché non includerli nei nostri itinerari turistici? Nulla vieta di abbinarli ai tour più tradizionali, offrendo un’esperienza completa e memorabile. Chi non vorrebbe concludere una visita culturale con un aperitivo che racconta una storia?

Approfondisci l’argomento con il libro → Gingegneria Applicata. Il giro d’Italia in 100 gin, raccontati dal Gingegnere

Nel libro proponi mappe reali e immaginarie per gli spirits lovers: puoi raccontarci qualche esempio?

Nella parte finale del libro ho voluto raccogliere gli spunti emersi nel viaggio e trasformarli in veri e propri tour tematici: i caffè storici di Torino, il Grappa Trail in Trentino, i bar iconici di Firenze… Ho immaginato mappe urbane e regionali che guidino il lettore attraverso storie, luoghi e sapori, con la speranza che possano essere seguite alla lettera – molti itinerari li ho personalmente testati! – oppure servire da ispirazione per percorsi originali, capaci di intrecciare SpiriTurismo e turismo culturale.

Il mio sogno? Aggiungere tante nuove “stelline” alle mappe dei lettori. E magari, trovandosi a Bassano del Grappa, sentirsi irresistibilmente attratti da una visita alla distilleria Poli e da un Meso al Ponte Vecchio da Nardini.

Dove possiamo seguirti per restare aggiornati su eventi e progetti?

Al bancone di molti bar… e sui social media, soprattutto Instagram.

Il libro sarà presentato in anteprima il 9 maggio 2025 a Firenze, in uno dei caffè storici più suggestivi della città: il Caffè Concerto Paszkowski.

A seguire, sono previste tappe in molte città italiane – da Roma a Milano, da Venezia a Torino, fino a Perugia, solo per citarne alcune.

Quindi, keep in touch!

3 Buone ragioni per leggere Spirits dei luoghi?

  • Scoprire storie affascinanti da raccontare davanti a un aperitivo.
  • Scoprire drink e distillati che potrebbero riempire… una vita intera!
  • Scoprire nuove strade per amare e valorizzare il nostro meraviglioso paese.

Mi auguro che i lettori di Comunicazione nella Ristorazione si lascino incuriosire e diventino anche esploratori – e lettori – di Spirits dei luoghi. Buona lettura e… buon viaggio!

Conclusione

Ringraziamo di cuore Federico Silvio Bellanca per averci accompagnati in questo viaggio affascinante tra spiriti, miscelazione e percorsi turistici alternativi, capaci di valorizzare l’accoglienza italiana sotto una luce nuova, autentica e inebriante. E tu? Hai già pensato a come raccontare il tuo territorio attraverso cocktail, distillati e prodotti spirits locali? Se ti va, condividi con noi la tua esperienza oppure approfitta dell’occasione per porre qualche domanda al nostro esperto.

Comunicazione nella Ristorazione continua la sua missione di approfondimento e aggiornamento con rubriche ricche di contenuti pratici, stimoli e ispirazioni per ristoratori e operatori del settore.

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