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Recruiting nella Ristorazione: Come Attrarre e Valorizzare Giovani Talenti

Recruiting nella Ristorazione: Come Attrarre e Valorizzare Giovani Talenti

Il mondo dell’HR e del Recruitment per il comparto dell’accoglienza ristorativa e alberghiera è in subbuglio da qualche anno. La pandemia ha fatto da spartiacque e nulla è stato più come prima.

Come individuare, valorizzare e far crescere il personale nei ristoranti? Parliamo di employer branding con → Luca Lotterio (CEO) e Gianmarco Mosini (Head of Marketing B2C) di Restworld.

Intervista

Luca Lotterio, è founder e CEO di Restworld, startup nata nel 2020 con l’obiettivo di offrire un servizio di recruiting facilmente accessibile, dedicato al settore dell’ospitalità e ristorazione.

La nostra missione è connettere persone e aziende, per iniziare un percorso di crescita comune, colmando un mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

—Luca Lotterio

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La continua ricerca di nuove idee ha portato Gianmarco Mosini a lavorare in diverse start-up digitali italiane, tra cui Satispay e Winelivery. Ora è Head of Marketing B2C di Restworld.

Responsabile dello sviluppo di strategie di acquisizione di talenti attraverso vari canali, inclusi job board, raccomandazioni e partnership. Definisce e monitora i KPI per valutare la performance del marketing, l’esperienza del cliente e l’analisi dei dati.

Credo che le competenze chiave siano: la risoluzione dei problemi, la resilienza e la capacità di lavorare in team.

—Gianmarco Mosini

Ascoltiamo Luca e Gianmarco sul tema delle professioni del mondo dell’accoglienza e sui metodi per attivare l’attrazione e la valorizzazione dei talenti nel nostro settore.

Quale ritenete essere lo stato dell’arte della ristorazione italiana in questo periodo così travagliato? Intravedete prospettive e opportunità?

Luca Lotterio: Possiamo ancora definirlo travagliato? Dopo il Covid-19, la fuga dal settore, il cambio radicale del significato del lavoro per la cultura occidentale, l’inflazione, le guerre e le loro conseguenze politico-economiche. Siamo davvero in un periodo travagliato o il “travaglio” è la nuova normalità cui bisogna abituarsi e nel quale imparare a nuotare?

Le crisi, i cambiamenti, sono la normalità e non durano un istante, come il periodo che stiamo vivendo da ormai 4 anni. Adattarsi alla flessibilità, al cambiamento repentino, a un nuovo modo di concepire il lavoro, allo studio del mercato oltre le 4 mura del proprio locale, questo è ciò che fa la differenza, che amplia le prospettive e aumenta le opportunità di riuscita, in un mondo in evoluzione.

Gianmarco Mosini: Attualmente, il settore della ristorazione italiana si trova in un periodo di significativa trasformazione e sfida, ma con esso emergono anche numerose opportunità.

Possiamo dedurre dal contesto attuale che l’industria si stia riprendendo dagli impatti della pandemia, con una previsione di crescita tra il 5% e il 10% per il 2023, secondo analisti di FIPE-Confcommercio. Questo suggerisce un ritorno graduale alla normalità e la possibilità di innovazione e adattamento.

Le aziende del settore stanno esplorando nuove strategie per attrarre clienti, tra cui l’adozione di pratiche sostenibili, la digitalizzazione dei servizi e l’espansione della propria presenza online. L’enfasi sulla qualità e l’autenticità dell’esperienza culinaria italiana rimane un punto di forza fondamentale.

Le prospettive per il futuro includono l’adattamento a nuovi modelli di consumo, come l’aumento della domanda di opzioni di consegna a domicilio e di cibo da asporto, la necessità di investire in tecnologie che migliorino l’efficienza operativa e l’esperienza del cliente. Inoltre, c’è un crescente interesse per la sostenibilità, con ristoranti che cercano di ridurre il proprio impatto ambientale attraverso pratiche come il ridimensionamento degli sprechi alimentari, l’utilizzo di ingredienti locali e stagionali.

Nonostante le sfide, il settore della ristorazione italiana ha davanti a sé molteplici opportunità di crescita e innovazione, puntando su qualità, sostenibilità e adattamento alle nuove esigenze dei consumatori.

Il mondo della ristorazione e dell’accoglienza turistica risulta ora poco attrattivo per giovani e meno giovani alla ricerca di un’occupazione professionale. Quali le cause di questo improvviso (così pare) disinnamoramento?

LL: Improvviso no, continuo sì. Più persone mancano, più si manifesta l’urgenza diffusa di trovarne, più la situazione diventa notiziabile… Più ci sembra un fatto acquisito e dalle dimensioni consistenti. E se le notizie escono tutte insieme (rigorosamente tra febbraio e maggio in vista della “stagione estiva”), allora sì che lo percepiamo come improvviso disinnamoramento.

La realtà è più profonda, porta con sé quasi 15 anni di gestione del lavoro e dei contratti obsoleta e aspettative di carriera (basti guardare Masterchef e i principali programmi dei canali mainstream) disallineate rispetto a realistici percorsi di avanzamento, in cui occorrono anni, non mesi, per diventare una “celebrità”.

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GM: Il settore della ristorazione e dell’accoglienza turistica sta affrontando sfide significative nell’attrarre giovani e meno giovani alla ricerca di un’occupazione professionale, dovute a una combinazione di fattori strutturali e circostanziali.

Condizioni di lavoro e retribuzioni: Spesso, il lavoro nel settore è percepito come caratterizzato da lunghe ore, bassi salari e scarsa stabilità lavorativa. Questi aspetti possono scoraggiare coloro che cercano una carriera con maggiore sicurezza economica e orari di lavoro regolari.

Impatto della pandemia: La crisi COVID-19 ha colpito duramente il settore, con lunghi periodi di chiusura, restrizioni operative e una generale incertezza sul futuro. Questo ha reso il settore meno attraente per chi cerca lavoro, data la percezione di un’alta rischiosità legata alla pandemia e alle sue conseguenze economiche.

Mancanza di percorsi di carriera chiari: La percezione di una limitata progressione professionale all’interno del settore può scoraggiare gli individui che cercano opportunità di crescita e sviluppo personale.

Cambiamento nelle aspirazioni lavorative: Gli standard e le aspettative dei giovani riguardo al lavoro stanno cambiando, con un maggiore interesse verso carriere che offrono flessibilità, equilibrio tra vita lavorativa e personale e un senso di scopo. Il settore della ristorazione e dell’accoglienza può non sembrare in linea con questi valori per alcuni.

Impatto delle nuove tecnologie: L’automazione e l’adozione di nuove tecnologie in alcuni ambiti del settore possono generare preoccupazioni riguardo alla sicurezza del lavoro a lungo termine.

Questioni di immagine e di percezione: Come prima spiegava Luca, programmi televisivi e media possono talvolta presentare una visione idealizzata o estremamente stressante del lavoro nel settore, influenzando negativamente la percezione degli aspiranti lavoratori riguardo alla realtà quotidiana di questi mestieri.

Per affrontare queste sfide e rendere il settore più attraente per lavoratori di tutte le età, è fondamentale implementare strategie per migliorare le condizioni di lavoro, offrire percorsi di carriera chiari e valorizzare il contributo di ciascun lavoratore al successo dell’ospitalità e della ristorazione.

Il mondo della ristorazione non è più un… Paese per “Giovani”? Quanto impatta sulla difficoltà di individuare e valorizzare talenti nella somministrazione la tendenza post-pandemica YOLO (You Only Live Once)?

LL: Perché non è un paese per giovani? La ristorazione è (anche) per giovani. Sono centinaia di migliaia di ristoratori che purtroppo non la rendono appetibile per i giovani. Il che è diverso.

I “giovani”, come ama definirli chi ha più di 40 anni, percependoli come una generazione lontana quasi aliena, ha semplicemente un’altra idea del lavoro. Un lavoro che si affianca alla vita, non che affoga la vita. Un lavoro che è fatto di compromessi, non in cui si è compromessi.

La ristorazione è (anche) per giovani e, di conseguenza, ha bisogno di adeguarsi a una cultura del lavoro giovane. Chi lo farà si adatterà ed emergerà, chi non lo farà a un certo punto chiuderà per difficoltà di trovare staff. Poche storie.

GM: La tendenza post-pandemica YOLO (You Only Live Once) riflette un cambiamento significativo nelle priorità e nelle aspirazioni lavorative, specialmente tra i giovani. Questa mentalità, che sottolinea l’importanza di vivere appieno il presente e di valorizzare esperienze di vita significative, ha un impatto notevole sul mondo della ristorazione, con implicazioni sia positive che negative.

Impatto sulla forza lavoro: La filosofia YOLO può rendere più difficile per il settore della ristorazione attrarre giovani talenti che cercano flessibilità, equilibrio tra vita professionale e personale, opportunità di lavoro che offrano più di una semplice retribuzione. Molti giovani, infatti, potrebbero preferire carriere che permettano di perseguire passioni personali, viaggiare o impegnarsi in lavori che sentono più in linea con i loro valori personali.

Valutazione delle opportunità di lavoro: Gli individui influenzati dalla mentalità YOLO potrebbero valutare le opportunità di lavoro basandosi non solo su salario e sicurezza del lavoro, ma anche sulla capacità di un impiego di arricchire la loro vita. Questo può comportare una minore attrattiva dei lavori nel settore della ristorazione che non offrono questa percezione di valore aggiunto alla vita personale.

Opportunità per il settore: La tendenza YOLO rappresenta anche un’opportunità per il settore della ristorazione di rinnovarsi e diventare più attraente per i giovani. Attraverso l’adozione di pratiche lavorative più flessibili, la promozione di percorsi di carriera creativi e stimolanti, l’enfasi su un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso dei valori individuali. Il settore può attrarre talenti in cerca di un lavoro che rispecchi la loro visione di vita.

Valorizzazione dei talenti: Per individuare e valorizzare i talenti nella ristorazione, è essenziale che i datori di lavoro riconoscano e rispondano ai cambiamenti nei desideri e nelle aspettative dei lavoratori. Offrire opportunità per lo sviluppo delle competenze, la creatività e l’imprenditorialità può contribuire a creare un ambiente lavorativo che risuoni con la mentalità YOLO.

In conclusione, sebbene questa tendenza possa presentare sfide nel settore della ristorazione, offre anche l’occasione per innovarlo e renderlo più attrattivo, in linea con le aspettative dei giovani lavoratori.

Adattarsi a queste nuove realtà può aiutare il mondo della ristorazione a rimanere un ambito vibrante e appagante per lavoratori di tutte le età.

Vediamo in pratica cosa si può fare. Partiamo con una provocazione e parliamo di settimana corta. In un mondo in cui le ore di lavoro sembrano non finire mai, come è possibile applicare nuovi modelli di gestione del personale?

LL: Potremmo parlarne per ore. Quello che consiglio a chiunque è prendere 3 ore della propria vita (anche in più intervalli) e leggersi le 50 pagine di questo manuale prodotto a dicembre 2023, per raccontare proprio come gestire uno staff con una riduzione della settimana lavorativa, senza dover compromettere gli orari e i giorni di apertura del proprio locale.

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GM: L’adozione della settimana lavorativa corta rappresenta una soluzione innovativa per affrontare la sfida delle lunghe ore di lavoro, particolarmente sentita nel settore della ristorazione e dell’ospitalità.

Questo modello offre diversi vantaggi, come il miglioramento del benessere dei dipendenti, l’aumento della produttività e l’attrattiva maggiore per talenti di qualità.

Ecco come applicare nuovi modelli di gestione del personale per implementare la settimana lavorativa corta:

Flessibilità: Innanzitutto, è cruciale adottare un approccio flessibile alla gestione del personale. Ciò include la possibilità di modulare gli orari di lavoro in base alle esigenze dell’attività e alle preferenze dei dipendenti, permettendo una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e personale.

Turni ottimizzati: Un’accurata pianificazione dei turni è fondamentale per massimizzare l’efficienza operativa. Utilizzando software avanzati per la gestione dei turni, è possibile assicurare la copertura necessaria durante le ore di punta, riducendo al minimo i tempi morti e garantendo che i dipendenti lavorino il numero ottimale di ore.

Produttività: Studi dimostrano che lavorare meno ore, ma con maggiore focus, può portare a un incremento della produttività. Incoraggiare pause regolari e garantire che i dipendenti siano liberi di godersi il loro tempo libero senza interruzioni lavorative, può contribuire a mantenere alto il livello di energie e motivazione.

Tecnologia e Automazione: L’impiego di tecnologie avanzate e soluzioni di automazione può ridurre il carico di lavoro manuale, permettendo ai dipendenti di concentrarsi su compiti più significativi e gratificanti. Questo non solo migliora l’efficienza ma anche la soddisfazione del personale.

Formazione e Sviluppo: Investire nella formazione e nello sviluppo professionale dei dipendenti consente di migliorare le loro competenze, rendendoli più efficienti e capaci di gestire una varietà di compiti in modo più autonomo e con minor supervisione.

Valutazione dell’impatto: È importante monitorare l’impatto della settimana lavorativa corta su vari aspetti dell’attività, inclusi la produttività, la soddisfazione dei clienti e il benessere dei dipendenti. Questo permette di apportare regolazioni al modello, in base ai risultati ottenuti.

Implementando questi approcci, le aziende del settore ristorazione possono sperimentare con la settimana lavorativa corta, trovando un equilibrio che soddisfi sia le esigenze dell’attività che quelle dei dipendenti. Può aiutare a contrastare la sensazione di un lavoro senza fine, ma anche a creare un ambiente lavorativo più sano e produttivo.

Gender Gap: le donne in cucina e in sala sono discriminate? Quale la situazione italiana?

La discriminazione di genere nel settore della ristorazione in Italia rappresenta ancora un’importante sfida. Sebbene l’Italia vantasse nel 2021 la percentuale maggiore di chef donne stellate a livello internazionale, con 38 chef donne su 191 a livello globale, persiste una netta disparità di genere nelle posizioni di comando all’interno delle cucine.

Questa situazione riflette un fenomeno più ampio di gender gap che affligge il mercato del lavoro italiano in generale. A livello nazionale, il tasso di occupazione femminile è significativamente inferiore a quello maschile, con solo il 51% delle donne occupate rispetto al 69% degli uomini, e un aumento delle donne inattive soprattutto a seguito della pandemia.

Il fenomeno della “she-cession” sottolinea come la recessione dovuta alla pandemia abbia colpito duramente settori a prevalenza femminile. Inoltre, il divario retributivo di genere (Gender Pay Gap) evidenzia una persistente disparità salariale, che in Italia si traduce in un divario complessivo dei salari tra uomini e donne del 44%, uno dei più alti in Europa.

Per ridurre queste disparità, è fondamentale adottare una buona politica di Employer Branding (valorizzazione identitaria del brand come luogo di lavoro ideale e produttivo, utile ad attrarre nuovi talenti, ndr) che includa misure specifiche per promuovere l’equità di genere, l’inclusione e il potenziamento delle competenze femminili, la parità di trattamento e opportunità all’interno dell’ambiente lavorativo.

Si potrebbe abbracciare la revisione dei processi di promozione, l’organizzazione di attività formative per sensibilizzare su pregiudizi e disparità di genere e l’introduzione di percorsi di carriera personalizzati che tengano conto delle esigenze delle lavoratrici.

Il settore della ristorazione, così come l’intero mercato del lavoro in Italia, ha dunque bisogno di impegnarsi attivamente nel promuovere una cultura “gender inclusive” e nel sostenere la leadership femminile, per contribuire a ridurre il gap e garantire pari opportunità di successo.

Consiglio la lettura di questo studio interessante sulla disparità retributiva e non solo, nel mondo del lavoro.

Come funziona la vostra piattaforma e come potete aiutare lavoratori e aziende. Si può parlare di una logica win-win?

LL: La piattaforma rappresenta un collegamento diretto tra il settore della ristorazione (Ho.Re.Ca.) e i professionisti che cercano opportunità di lavoro all’interno di questo ambito. Essa offre una serie di strumenti e servizi progettati per ottimizzare il processo di ricerca e selezione del personale, basandosi su algoritmi avanzati, per garantire un match efficace tra le esigenze delle aziende e le competenze dei lavoratori.

Con il supporto dei manager di Restworld, le aziende possono pubblicare annunci di lavoro, gestire le candidature ricevute e accedere a un database di profili professionali pre-valutati, facilitando così la scoperta di talenti qualificati e la copertura rapida delle posizioni vacanti.

D’altra parte, i lavoratori hanno la possibilità di creare un profilo dettagliato, evidenziare le proprie competenze, le esperienze e candidarsi facilmente alle offerte di lavoro che meglio corrispondono alle loro aspettative e obiettivi professionali.

GM: La logica win-win si realizza grazie ai benefici reciproci offerti agli attori coinvolti:

Per le aziende: La nostra proposta riduce i tempi e i costi associati al processo di recruiting, fornendo accesso a un pool di candidati qualificati e facilitando la selezione dei migliori talenti. Questo permette di migliorare la qualità del servizio offerto ai propri clienti, incrementando la soddisfazione e la fedeltà.

Per i lavoratori: La piattaforma offre visibilità e accessibilità a una vasta gamma di opportunità di lavoro, aumentando le probabilità di trovare una posizione che corrisponda veramente alle proprie aspirazioni. Inoltre, i servizi di supporto e formazione contribuiscono allo sviluppo professionale e alla crescita della carriera.

Segnalo alcune delle nostre innovative funzionalità:

  • Mappa interattiva – facilita la scoperta di lavori nella zona desiderata
  • Filtri Avanzati – ricerche personalizzate su base settoriale e oraria
  • Salva la Ricerca – invia notifiche per nuove opportunità
  • Modifica il Profilo – migliora la presentazione delle proprie competenze

Restworld prevede di crescere negli anni puntando su diversi pilastri strategici che rispondono sia alle esigenze del mercato che alle tendenze emergenti nel settore della ristorazione e dell’ospitalità. Alcuni dei principali vettori di crescita:

Espansione geografica: Ampliare la propria presenza sia a livello nazionale che internazionale, per raggiungere un pubblico più ampio di aziende e lavoratori nel settore Ho.Re.Ca.

Digitalizzazione e innovazione tecnologica: Continuare a investire in tecnologie avanzate per ottimizzare i processi di matching tra offerta e domanda di lavoro, migliorare l’esperienza utente sulla piattaforma e introdurre nuove funzionalità che rispondano alle esigenze emergenti di lavoratori e datori di lavoro.

Sostenibilità e responsabilità sociale: Posizionarsi come leader nel promuovere pratiche sostenibili e responsabili nel settore Ho.Re.Ca., supportando aziende e lavoratori nell’adozione di comportamenti eco-compatibili e nella valorizzazione del patrimonio culinario locale.

Formazione e sviluppo delle competenze: Espandere l’offerta formativa con corsi specializzati, workshop e webinar per aiutare i lavoratori a sviluppare nuove competenze e rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del settore, incrementando così la loro “employability”.

Partnership strategiche: Stabilire collaborazioni con enti del settore, associazioni professionali, istituti di formazione e altre piattaforme tecnologiche per arricchire l’offerta di servizi e creare un ecosistema di valore attorno a Restworld.

Personalizzazione e AI: Implementare algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning per personalizzare l’esperienza sulla piattaforma in base alle preferenze e al comportamento degli utenti, migliorando così l’efficacia del matching tra domanda e offerta di lavoro.

Feedback e miglioramento continuo: Mantenere un dialogo costante con la propria community di utenti per raccogliere feedback e suggerimenti, permettendo così di adeguare costantemente l’offerta alle esigenze del mercato.

Grazie per averci ospitato ancora una volta su Comunicazione nella Ristorazione, sperando di aver offerto spunti e stimoli interessanti per i suoi lettori.

Conclusione

Grazie a Luca e Gianmarco per averci offerto un quadro della situazione e delle opportunità nell’ambito del recruiting e della crescita professionale per la ristorazione italiana. Parla direttamente con gli specialisti per ulteriori approfondimenti, segnala temi che gradiresti affrontare e approfondire oppure raccontaci la tua esperienza. Hai problemi di personale ed elevati turn-over? Quali pensi ne siano le cause?

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a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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