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Vino Dealcolato: Nuova Opportunità Zero Alcol per il Mondo dei Ristoranti?

Vino Dealcolato: Nuova Opportunità Zero Alcol per il Mondo dei Ristoranti?

In Italia è una Bevanda ottenuta dalla dealcolazione totale del vino, in altri paesi semplicemente vino analcolico. A scanso di preconcetti, questo prodotto può rivelarsi una grande opportunità per soddisfare molti target di clientela trascurati in ristorante.

Scopriamone caratteristiche e potenzialità con → Luca Sonn, titolare di Myalcolzero.

Bio di Luca Sonn

Il mio nome è Luca Sonn, ho 32 anni e vivo in provincia di Trento.

Ho creato Myalcolzero nel 2019 per vendere e promuovere prodotti alcol-free italiani con l’intento di  offrire un punto di riferimento per chiunque desideri avvicinarsi e conoscere questo settore.

Intervista

Myalcolzero offre un servizio di vendita diretta online di vino dealcolato, per mercati esteri, consulenza e sviluppo prodotti su misura e personalizzati in toto, per chiunque voglia approcciarsi con competenza a questo nuovo mercato.

Buongiorno Luca. iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di questa bevanda alternativa dealcolata. Quale lo stato dell’arte della ristorazione italiana in questo periodo post-pandemico, con un autunno alle porte denso di insidie economiche e geopolitiche?

Dal mio punto di vista, le previsioni in merito non sono delle migliori.

Credo, però, che il mondo della ristorazione debba adeguarsi alle nuove esigenze dei clienti, sempre più consapevoli delle proprie scelte.

Di sicuro l’alcol-free può posizionarsi come un’offerta vantaggiosa per il ristoratore, dato l’aumento delle nuove tendenze orientate alla salute e al benessere del consumatore.

Parliamo della vostra proposta Myalcolzero: è corretto denominarlo Vino Analcolico (come nel caso della birra) oppure è opportuno individuare un’altra definizione per il vostro prodotto? Come viene accolta la vostra proposta sul mercato italiano? Quali quelli più fiorenti?

Per normativa, in Italia non si può parlare di vino analcolico ma di bevanda ottenuta dalla dealcolazione totale del vino. In altri paesi europei, la definizione Alcol-free Wine è già in uso, oltre all’indicazione del vigneto in etichetta.

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Personalmente ritengo che trovare un altro nome al prodotto non avrebbe molto senso, anche perché si rischierebbe di giungere a un discorso paradossale, ad esempio: La pasta senza glutine è ancora pasta?… Il latte senza lattosio è ancora latte?

La definizione alcol-free wine è un’automatica semplificazione per il consumatore e di conseguenza non vedo perché non poterla utilizzare. In Italia, però, c’è ancora un po’ di scetticismo e scarsa conoscenza del prodotto, nonostante la richiesta sia in aumento.

I mercati più fiorenti sono Stati Uniti, Nord Europa, Australia e i paesi arabi (per evidenti motivazioni socio-culturali e religiose, ndr).

A suo avviso, per quali clienti/ospiti può essere adatto il vino dealcolato? Può risultare interessante e fruttuoso proporlo alla somministrazione e nel mondo della ristorazione? Quali accorgimenti nella narrazione di questa bevanda?

La proposta di questa bevanda può trovare un riscontro positivo in diverse tipologie di consumatori: persone che non possono assumere alcol per motivi di salute, astemie, sportive, in regime di dieta ipocalorica e, ancora, per motivi religiosi o donne in stato di gravidanza.  

Può sicuramente essere fruttuoso proporlo a determinati clienti, a patto che si dedichi uno sforzo maggiore nella presentazione e spiegazione del prodotto, che per le sue peculiarità è diverso dal vino tradizionale.

È evidente che il vino presenti delle caratteristiche non replicabili per la presenza di alcol che conferisce una certa densità, struttura, aromi, odori… Per cui è importante che il consumatore sia consapevole che tali aspetti non sono riscontrabili in una bevanda alcol-free.

Aspetti organolettici della degustazione e consumo del vostro prodotto. Durante il nostro test abbiamo riscontrato un sapore morbido e gradevole, con evidenti differenze rispetto al tradizionale. Come descriverebbe la sua line-up alla prova di assaggio? Quali consigli per rendere l’esperienza più avvolgente e appassionata?

Per rendere memorabile l’esperienza di assaggio del cliente noi consigliamo un approccio neutro e senza termini di paragone… È importante focalizzarsi su di un assaggio neutro.

Sicuramente la bollicina mitiga meglio l’assenza di alcol, tuttavia ci si può abituare a un prodotto alcol-free abbastanza velocemente, tenendo ben presente che non tutti apprezzano il sapore del vino tradizionale e di conseguenza la nostra bevanda, forte di un gusto più “amabile”, può riscontrare un apprezzamento particolare. 

Altra cosa che consigliamo è di servire anche i rossi fermi non a temperatura ambiente ma più freschi, in modo da donare un po’ più di densità e mitigare meglio l’assenza di alcol.

Può fornirci 3 buoni motivi per mettere nella Carta dei Vini i vostri prodotti?

Li riassumerei brevemente così: Novità, Prodotto di Tendenza, Alternativa Analcolica.

Ricordiamoci che questo prodotto nasce, innanzitutto, per offrire un’alternativa a chi solitamente non beve alcol, proponendo una soluzione per i pasti che sia più apprezzabile rispetto alle tradizionali bevande analcoliche (cola, aranciata,…)

Dove possiamo incontrarvi o seguirvi?

Potete trovarci sul nostro sito web, con molte news incluse nel nostro blog, e sui principali social come Facebook e Instagram.

Ecco a voi uno spazio in cui salutare i nostri lettori, elargendo buoni consigli…

Cercate di avere un approccio più flessibile nell’accettare le novità che il mercato propone e richiede, adattandosi a una clientela le cui esigenze cambiano nel tempo.

Queste sono sempre più orientate alla tutela della salute, senza però voler rinunciare al piacere del mangiare fuori casa e di vivere così un’esperienza completa, che includa anche la possibilità di bere in compagnia.

Grazie dell’ospitalità. Buon lavoro agli operatori e operatrici italiani, buona scoperta di sapori innovativi e nuove esperienze a tutti i loro ospiti.

Conclusione

Ringraziamo Luca Sonn per averci dedicato il suo tempo e la sua attenzione, su un tema così intrigante e inclusivo come una bevanda derivata dal vino e analcolica. Parla direttamente con l’esperto e segnalaci temi che gradiresti affrontare e approfondire.

Abbiamo iniziato un autunno complesso, con panorami socio-politici nazionali e internazionali ricchi di tensioni e problematiche. Alle emergenze climatiche e sanitarie non affatto superate, si aggiungono incalzanti difficoltà economiche.

Riprendiamo gli appuntamenti editoriali e gli approfondimenti dal mondo del food e dell’accoglienza ristorativa. La nostra è e continuerà a essere un’attività senza soste per garantirti un approfondimento settimanale, un report o un’intervista, al fine di accompagnarti in quella che si preannuncia la rinascita, se pur lenta, della ristorazione italiana.

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a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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