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Ristoranti in Crisi? Affini fa Tris da Green Pea a Torino

Ristoranti in Crisi? Affini fa Tris da Green Pea a Torino

In periodo di crisi della ristorazione, forzato dall’emergenza Covid-19 e dalle necessarie disposizioni per il contenimento della pandemia, c’è chi ha scelto comunque di investire.

Racconteremo alcune di queste storie, come testimonianza di resistenza, fiducia, crescita e innovazione. Un bentornato al nostro ospite → Davide Pinto, co-owner del Gruppo Affini di Torino.

Apre Green Pea e Affini si Lancia nella Corsa

Abbiamo già raccontato la storia di Davide Pinto, dagli studi di antropologia alla somministrazione e al Food & Beverage, imprenditore pieno di inventiva e intraprendenza.

Per i curiosi, riproponiamo la precedente intervista.

Intervista

Il 2020, l’annus horribilis della ristorazione italiana, si è chiuso nel peggiore dei modi: 37,7 miliardi di euro di perdite, circa il 40% dell’intero fatturato annuo del settore andato in fumo.

Siamo in attesa della reportistica completa, con gli altri dati da parte di FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), in arrivo in questi giorni.

Nonostante la dura crisi sanitaria, economica e sociale, ci sono aziende che investono e decidono di puntare sull’innovazione.

È il caso di Davide Pinto e Michele Marzella, proprietari del Gruppo Affini di Torino, che hanno aperto il loro terzo locale – 100 Vini e Affini – all’interno di Green Pea: nuovissimo e originale Green Park Retail della famiglia Farinetti, inaugurato a dicembre 2020 nel capoluogo piemontese. Luogo dove tutto parla di sostenibilità: dall’arredamento all’editoria, dall’abbigliamento fino, naturalmente, alla ristorazione.

Come mai Pinto e Marzella hanno deciso di aprire ora una nuova insegna? Cosa significa entrare a far parte di un progetto così affascinante come Green Pea?

Buongiorno e ben tornato Davide. Puoi raccontarci in breve in cosa consiste è il progetto Green Pea?

Davide Pinto: Buongiorno a te e ai vostri lettori, grazie per questa opportunità.

Green Pea, Pisello Verde in italiano, è la nuova invenzione della famiglia Farinetti: il primo “Green Retail Park” al mondo. Si tratta di una sfida ambiziosa, di un progetto molto articolato previsto per lo scorso agosto e che, causa Covid-19, è stato rimandato di qualche mese.

Con il claim “From duty to beauty”, Green Pea vuole essere è un vero e proprio polo dello shopping ecosostenibile. Tutto quello che c’è al suo interno parla assolutamente green. Si sviluppa su 5 piani suddivisi in Life, Home, Fashion, Beauty e Otium Pea Club, per complessivi 15.000 m².

L’obiettivo è quello di cambiare il rapporto dei consumatori con l’ambiente. Sensibilizzare verso un vivere e consumare realmente sostenibile: dal telefonino ai vestiti, dal cocktail agli oggetti di arredamento.

Al suo interno ci sono 66 negozi, un museo, tre luoghi di ristorazione, tra cui 100 Vini e Affini, una piscina, una spa e un club dedicato all’Ozio Creativo.

Perché avete deciso di partecipare a questo progetto dando vita alla terza insegna del Gruppo Affini? Cosa vuol dire per voi farne parte?

Quando Oscar Farinetti ci ha illustrato l’idea e ci ha chiesto se volevamo farne parte non abbiamo avuto la minima esitazione.

Innanzitutto è stato per noi un grande onore essere coinvolti, perché certifica una volta di più che il lavoro intrapreso in questi anni è stato più che positivo e la nostra idea di offrire un servizio “Pop Sorprendente” si è rivelata vincente.

E poi devo ammettere che il Progetto “Green Pea” ci è piaciuto tantissimo, perché rispecchia in pieno la nostra filosofia. Affini, infatti, è stato uno dei primi locali in Italia a impegnarsi a diventare plastic-free, in una tensione positiva e costruttiva verso l’eliminazione delle plastiche.

L’attenzione che, da sempre, poniamo nei confronti dell’ambiente si riflette nel concept di Green Pea e trova idealmente casa tra le sue mura.

Viviamo uno dei periodi più critici della nostra storia. Un periodo in cui è più facile tirare i remi in barca e attendere tempi migliori piuttosto che rischiare con nuovi investimenti.

Siete andati contro corrente! Perché avete deciso di aprire ora?
È vero, stiamo vivendo un momento storico unico nel suo genere, estremamente duro per tutti, a partire dal settore ristorativo. È inutile nasconderlo, anche noi abbiamo sofferto e stiamo soffrendo… Ci troviamo ad affrontare una situazione del tutto nuova che ci penalizza.

Tuttavia, io sono uno che alla lunga non riesce a stare fermo. Ho sempre bisogno di nuove sfide da affrontare e di nuovi progetti in cui credere. L’occasione “Green Pea” quindi è arrivata, paradossalmente, nel momento giusto perché mi ha spronato a continuare, a costruire, a non arrendermi.

Green Pea è stato il classico treno da prendere al volo, senza pensarci su troppo. Sono sicuro sia stata la scelta giusta e se è vero che adesso dobbiamo stringere i denti e resistere, sono altrettanto sicuro che presto questa scelta sarà ben ripagata.

Raccontaci un po’ di 100 Vini e Affini. Ripercorre lo stesso mood degli altri due locali o si differenzia? Cosa proponete al suo interno?

100 Vini e Affini nasce in collaborazione con Fontanafredda e si trova al terzo piano di Green Pea. Si sviluppa su 500 m² suddivisi tra un’ampia area interna, circondata dalla più grande libreria italiana dedicata all’ecosostenibilità, e in due aree esterne (una serra e una terrazza), a cui si aggiunge un’area fumatori, per un totale di oltre 150 posti a sedere.

Se da un lato riprende l’offerta pop degli altri nostri due locali (Affini San Salvario Riv.1 e Affini Porta Palazzo Riv.2), dall’altro si differenzia perché lo consideriamo come un bistrot di nuova concezione, aperto dalla colazione fino al dopo cena.

Sarà un laboratorio della sperimentazione e dell’innovazione. Nasceranno entusiasmanti sinergie e proveremo a creare nuove frontiere nel campo del vino, della birra, del caffè e della liquoristica, grazie alla maestria e alla creatività del nostro Bar Manager Michele Marzella e del suo staff.

Per quanto riguarda la liquoristica, abbiamo rilanciato lo storico marchio “Distillerie Subalpine” e creato una nuova linea di liquori e distillati d’ispirazione home made: il Fernet, il Nuvolari, L’Ascari, il Green Bea e L’elixir Le Masche, quest’ultimo in collaborazione con il ristorante stellato Casa Vicina che si trova di fianco a noi a Green Pea.

Per quanto riguarda la birra, ci avvaliamo della collaborazione del birrificio artigianale Baladin. La loro Nazionale 4.8 alla spina sarà oggetto di un affascinante esperimento. Sarà twistata in un modo assolutamente innovativo attraverso gli hopper spray. Da questa lavorazione nascono 6 distillati monovarietali di luppolo, unici nel loro genere e creati ad hoc per 100 Vini e Affini.

Anche il caffè, in collaborazione con Vergnano, e il vino, insieme a Fontanafredda, saranno oggetto di sperimentazioni, per continuare a sorprendere i nostri clienti e amici.

Per quanto riguarda la parte gastronomica, sarà affidata come sempre allo chef Niccolò Tealdi e alla sua brigata. Si esalta in una proposta di “aperitivi all’italiana” con un tocco di stile ed eccentricità. Dalle specialità cotte e servite direttamente in burnia, come il coniglio alla ligure e l’insalata di polpo speziata, a una serie di tapas reinterpretate, fino a una ricca selezione di salumi e formaggi italiani di certificata qualità.

Non mancheranno anche qui intriganti collaborazioni con i nostri “vicini” del ristorante Casa Vicina. Con loro abbiamo studiato un menù food pairing tutto da gustare.

In quali aspetti e tematiche “100 Vini e Affini” sposa la filosofia sostenibile di Green Pea?

Come detto, il nostro DNA è green da sempre. Con 100 Vini e Affini vogliamo alzare ulteriormente l’asticella.

La proposta enogastronomica punterà fortemente sulla sostenibilità, attraverso materie prime naturali e biologiche, il riutilizzo degli scarti e la collaborazione con partner attenti all’ambiente.

Per esempio, il latte per la caffetteria e la carne per la gastronomia sono fornite dall’azienda La Granda di Cuneo, il cui fondatore Sergio Capaldo è uno dei promotori dell’agricoltura simbiotica in Italia, oltre che Presidente del Consorzio Eco-Simbiotico.

Per chi non lo sapesse, l’agricoltura simbiotica è un nuovo metodo di coltivazione e allevamento che si fonda sulla valorizzazione della simbiosi tra gli attori della catena alimentare e cioè la terra, gli animali e l’uomo, partendo dal fondamentale rispetto della microbiologia del terreno e delle piante e, di conseguenza, degli animali, che si cibano in modo più naturale, e dell’uomo, grazie alla realizzazione di prodotti più sani e gustosi.

Anche le proposte del beverage si allineano al concetto di sostenibilità: dai vini alle birre, fino ai liquori delle Distillerie Subalpine, composti da materie prime green come i coloranti al 100% naturali o la cera d’api.

Il concetto di riutilizzo, poi, sarà portato all’ennesima potenza, adattando alla ristorazione l’idea dello #UseTheExisting che la famiglia Zegna ha introdotto con successo nel mondo della moda. Dai fondi di caffè per la creazione di nuovi sciroppi agli avanzi dei vini per l’ideazione di nuovi vini ippocratici, tutto da 100 Vini e Affini avrà una seconda vita e una nuova opportunità di regalare sapore.

Grazie per attenzione e disponibilità… Buona ripresa a tutti!

Conclusione

Ringraziamo Davide Pinto e Michele Marzella per aver condiviso progetti e sogni. Ringraziamo Stefano Bosco, responsabile della loro comunicazione, per l’aiuto e il sostegno.

Davide e Michele sono a tua disposizione per domande e consigli. Scrivi le tue opinioni sulle potenzialità dell’evoluzione dell’offerta ristorativa. Ragioniamo insieme sul futuro della ristorazione italiana.

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