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Come Ridurre i Consumi Energetici in Ristorante: Strategie e Buone Pratiche

Come Ridurre i Consumi Energetici in Ristorante: Strategie e Buone Pratiche

Ridurre i consumi energetici senza compromettere il lavoro quotidiano è una delle sfide più concrete per ristoranti, pizzerie, bar e locali. Dalla cucina alla refrigerazione, dalla climatizzazione all’illuminazione, esistono interventi e comportamenti che possono aiutare a utilizzare l’energia in modo più efficiente e a contenere i costi.

Ne parliamo con → Luca Cipriani, consulente energetico di Energon Trade Srl, per capire da dove partire e su quali aree intervenire.

Indice dei Contenuti

Intervista a Luca Cipriani

Luca Cipriani è consulente energetico con esperienza nella gestione di gruppi di acquisto luce e gas e nell’ottimizzazione delle forniture energetiche.

Si occupa di gestione dei contratti di fornitura, analisi di mercato, verifica della fatturazione energetica e risoluzione di controversie con i fornitori. Integra inoltre competenze di marketing operativo e comunicazione digitale per rendere il tema dell’energia più comprensibile e accessibile.

Energon Trade Srl è una ESCo certificata che affianca imprese e organizzazioni nei percorsi di transizione energetica e decarbonizzazione, attraverso interventi di efficienza energetica, diagnosi, monitoraggio dei consumi e soluzioni da fonti rinnovabili.

Sul fronte dell’energy procurement, l’azienda gestisce inoltre le trattative per l’approvvigionamento di luce e gas nel mercato libero.

Buone pratiche energetiche: dove iniziare

Oggi parliamo di un tema importante per ristoranti, pizzerie, bar e locali: l’energia. Abbiamo invitato Luca Cipriani di Energon Trade Srl per capire come utilizzare l’energia in modo più efficiente, senza compromettere la qualità del servizio. Ciao Luca, da dove cominciamo?

Ciao. Felice di essere vostro ospite… Partirei da un concetto semplice ma importante: l’energia è una delle voci di costo più rilevanti per un ristorante, insieme al personale e alle materie prime.

Con alcune buone pratiche, però, è possibile ridurre i consumi senza modificare il modo di lavorare.

Cosa significa esattamente “buone pratiche energetiche” in un ristorante e in quali principali aree lavorative poterle applicare?

Significa essere costantemente attenti all’energia: controllare i consumi, scegliere attrezzature efficienti, decidere quando utilizzarle e coinvolgere attivamente tutto il personale. In pratica, dobbiamo usare l’energia quando è necessaria, come è necessaria e nella quantità necessaria.

Possiamo individuare quattro macroaree di intervento: cucina e forni, refrigerazione e conservazione, temperatura e illuminazione della sala, strumenti di controllo.

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Cominciamo dall’area più calda: Cucina e Forni?

Qui la parola chiave è efficienza termica. Vogliamo che il calore prodotto arrivi al cibo e non alle pareti della cucina.

In un ristorante medio, i consumi legati a pentolame, forni, griglie e piani cottura possono incidere fino al 40–50% della bolletta.

Per esempio, sostituire forni vecchi con modelli a convezione consente di cuocere in modo più uniforme, riducendo i tempi e la temperatura. In alcuni casi si arriva a risparmiare il 20–30% dei consumi rispetto ai forni tradizionali.

Se si utilizzano fornelli a gas, è importante tarare correttamente i fuochi e non tenere mai la fiamma più grande del fondo della pentola. I piani a induzione sono più efficienti perché trasferiscono il calore direttamente alla pentola, riducendo la dispersione.

Un’altra pratica piuttosto diffusa, ma dispendiosa, è tenere i forni accesi tutto il giorno “per prudenza”. È preferibile programmarne l’accensione e lo spegnimento in base agli orari di utilizzo. Anche un semplice controllo delle porte e delle guarnizioni può contribuire a evitare dispersioni di calore.

Refrigerazione, climatizzazione e illuminazione

Passiamo ora alla refrigerazione: frigoriferi, celle frigorifere, banconi frigo. È un’area trascurata?

È probabile che sia la parte più “silenziosa”, ma anche una delle più costose. In molti locali, la refrigerazione può assorbire anche il 30% dei consumi elettrici. Il problema è che, una volta che frigoriferi e celle sono accesi, si tende a dimenticarsene.

Alcune misure sono semplici ma efficaci:

Ridurre le aperture delle porte → aprire e chiudere continuamente frigoriferi e celle può essere dispendioso. Insegnare al personale a organizzare meglio gli spazi, mantenere un inventario degli ingredienti e chiudere correttamente le porte aiuta a ridurre gli sprechi.

Curare manutenzione e pulizia → condensatori sporchi, pareti incrostate o ghiacciate e guarnizioni usurate fanno lavorare maggiormente i motori e aumentano i consumi. Una pulizia periodica può migliorare l’efficienza.

Impostare correttamente le temperature → tenere celle e frigoriferi a temperature eccessivamente basse aumenta i consumi senza necessariamente offrire vantaggi. Le impostazioni devono essere coerenti con le esigenze di conservazione degli alimenti e con le procedure HACCP adottate dal locale.

Valutare le nuove tecnologie → esistono frigoriferi e celle dotati di sensori per la porta aperta e sistemi di gestione automatica delle temperature. Non è necessario sostituire sempre le apparecchiature con modelli di ultima generazione, ma è utile valutare quelle più vecchie e energivore.

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La parte abitativa, cioè sala, ingresso, cucina e corridoi, spesso non è concepita come parte dell’impianto produttivo. Ma è una voce importante dal punto di vista energetico?

Assolutamente sì. Il condizionamento in estate, il riscaldamento in inverno e l’illuminazione possono rappresentare anche il 20–30% del totale dei consumi. E spesso gli sprechi sono legati a comportamenti quotidiani facilmente correggibili.

Ad esempio, tenere porte e finestre aperte o impostare temperature troppo alte o troppo basse è poco razionale. Al contrario, l’ottimizzazione delle temperature, insieme a una buona manutenzione dei filtri dei condizionatori, può contribuire a ridurre i consumi.

Anche la scelta dell’impianto di climatizzazione più adatto alle dimensioni del locale può fare la differenza. Un uso attento di tende, schermature e vetrate può inoltre ridurre il surriscaldamento estivo e migliorare il comfort in inverno, alleggerendo il carico sugli impianti.

Per quanto riguarda l’illuminazione, sostituire lampadine alogene o fluorescenti con LED è uno degli interventi più semplici per ridurre i consumi. Un’illuminazione ben progettata, con luci ambientali, di lavoro e d’atmosfera separate, permette di lavorare bene e creare l’atmosfera desiderata senza sprecare energia.

Timer e sensori possono infine aiutare a spegnere automaticamente le apparecchiature dopo l’orario di chiusura.

Monitorare i consumi: trasformare l’efficienza in risparmio

È diffusa l’idea che l’efficientamento sia sempre costoso e complesso. In realtà, esistono oggi strumenti semplici per tenere sotto controllo i consumi del proprio locale?

Certamente. Tra gli strumenti più utili possiamo citare:

  • Contatori intelligenti e sub-contatori: permettono di misurare i consumi per area – cucina, sala, illuminazione, refrigerazione – e capire dove e quando si utilizza più energia.
  • Monitoraggio: molte soluzioni registrano i dati, consultabili tramite app o browser, per seguire l’andamento dei consumi anche in tempo reale.
  • Analisi storica: confrontare i consumi mese dopo mese o stagione dopo stagione permette di individuare anomalie e capire dove intervenire.

L’efficientamento permette inoltre di contenere i costi fissi, ammortizzare più rapidamente gli investimenti in nuove tecnologie — forni, impianti, frigoriferi, illuminazione — e aumentare la marginalità da destinare a miglioramenti del servizio, formazione del personale o marketing.

C’è poi un ritorno meno immediato, ma importante per il business: la sostenibilità. Un ristorante che utilizza l’energia in modo efficiente e presta attenzione ai consumi può comunicare maggiore attenzione all’ambiente e contribuire a rafforzare la propria reputazione.

Mettiamo che un ristoratore, un pizzaiolo o un barista, dopo aver letto questo articolo, decida di fare qualcosa. Da dove può iniziare?

Possiamo sintetizzare alcune semplici azioni di partenza:

Fare un’analisi dei consumi → recuperare le ultime bollette di luce e gas e identificare le fasce orarie e le aree in cui si consuma di più: cucina, sala, refrigerazione e così via.

Mappare le apparecchiature principali → elencare forni, frigoriferi, celle, impianti di climatizzazione e illuminazione, annotando anno di installazione e principali specifiche tecniche. Questo permette anche di individuare le apparecchiature che potrebbero richiedere una sostituzione.

Valutare le prime azioni da intraprendere → manutenzione, programmazione delle accensioni e degli spegnimenti, sostituzione delle lampadine con LED, corretta chiusura delle porte dei frigoriferi e del locale.

Individuare gli interventi futuri → sostituzione degli impianti più vecchi, installazione di regolatori automatici ed eventuali interventi sull’isolamento termico.

Coinvolgere il personale → spiegare a tutti l’importanza di chiudere le porte, spegnere le luci e non tenere i forni accesi inutilmente.

Valutare un supporto professionale → un energy manager può effettuare un sopralluogo, analizzare i dati raccolti e proporre un piano personalizzato, con tempi e costi chiari.

Gruppo di Acquisto Energon Trade

Veniamo ora a un’opportunità concreta: il Gruppo di Acquisto di Energon Trade. Come si collega a quanto stiamo dicendo?

Il Gruppo di Acquisto nasce con l’obiettivo di tutelare i piccoli consumatori, dalle famiglie alle PMI, all’interno del mercato energetico. Una gestione professionale dei costi di fornitura può infatti incidere sul risparmio complessivo.

Attraverso il GDA, gli aderenti possono beneficiare di un’ottimizzazione delle tariffe luce e gas e di un servizio di consulenza. Offriamo inoltre supporto nella gestione delle pratiche operative, nella verifica della fatturazione in caso di anomalie e nella risoluzione di eventuali controversie con i fornitori.

Codice Convenzione ET050C — riservato ai lettori del blog CnR, grazie al quale è possibile:

  • azzerare la quota di adesione di 50 euro
  • accedere gratuitamente ai servizi del Gruppo di Acquisto

Segui il link alla richiesta di adesione, seleziona persona fisica o azienda e inserisci i tuoi dati insieme al codice convenzione.

In alternativa, è possibile inviare le bollette a adesione@energontrade.it per richiedere un’analisi preliminare dei costi energetici e una stima del risparmio annuo ottenibile aderendo al Gruppo di Acquisto.

Grazie a CnR per avermi ospitato. Invito tutti i lettori a informarsi sempre e a cogliere le opportunità disponibili per gestire al meglio i propri costi energetici.

Conclusione

Grazie a Luca Cipriani, che ci ha mostrato come ridurre i consumi energetici in un ristorante non richieda necessariamente grandi investimenti immediati. Dall’analisi delle bollette alla manutenzione delle attrezzature, dalla corretta gestione di forni e frigoriferi al coinvolgimento del personale, molte azioni possono partire dalla gestione quotidiana.

Se questo contenuto ti è stato utile, continua a seguire CnR – Comunicazione nella Ristorazione: lo spazio in cui strategia, operatività e visione si incontrano per leggere e anticipare i cambiamenti del settore.

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