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Doggy Bag Rivoluzionaria: Lotta agli Sprechi Alimentari

Doggy Bag Rivoluzionaria: Lotta agli Sprechi Alimentari

Il tema degli sprechi alimentari è impellente, attuale e condiviso da molti ospiti e clienti dei nostri ristoranti, per interesse e passioni.

Una legge molto evoluta è stata approvata in Italia: la Legge n. 166/16. Cosa è stato fatto da allora? Nei ristoranti italiani trapela una maggiore coscienza degli operatori? Si è innestato l’insperato processo virtuoso?

Ne parliamo oggi con → Marco Lei, co-founder di reBOX.

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Disponibile online e in tutte le librerie, in formato eBook e Brossura. Approfondisci i temi che segui sul nostro blog con un’agile e concreta guida sull’evoluzione digitale del ristorante in Italia.

Ogni parte del sistema di comunicazione, promozione e vendita dell’offerta è raccontata con semplici how-to-do, conditi con buone pratiche, interviste agli specialisti, testimonianze di brand del food e dell’accoglienza ristorativa. Pratici spunti da applicare subito in cucina e in sala.

Un gran lavoro che il ristoratore deve fare su di sé riguarda la gestione della rabbia (generata dalla lettura di recensioni e commenti negativi), ma anche un’analisi della propria offerta, affinché si proponga un’esperienza piacevole al proprio ospite… Tenendo a bada il proprio ego. Questo il 1° passo per lavorare sulla propria Brand Reputation.

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Bio di Marco Lei

Marco Lei, per 15 anni si occupa dell’aspetto commerciale e della vendita oltre alla formazione e affiancamento di gruppi di agenti e commerciali. Ricopre questo ruolo anche in una multinazionale americana per la quale sviluppa da zero una nuova business unit.

Fonda reBOX, con Daniela Demasi e Paolo Caimi, divenendone amministratore unico.

Intervista

Da sempre sensibili ai temi dell’ambientalismo, animalismo e sostenibilità, anche per la rilevanza e l’impatto marketing sulla definizione e promozione dell’esperienza ristorativa, abbiamo trattato spesso sul nostro blog il tema della lotta agli sprechi alimentari.

Abbiamo analizzato i dati e cercato di sensibilizzare i ristoratori a investire sulla cosiddetta Doggy Bag, oggi ribattezzata Food Bag.

Siamo stati alla conferenza stampa del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino, di cui siamo partner. Vogliamo sottolineare una bellissima iniziativa dell’organizzazione dell’evento, che si svolge in città dal 20 al 22 febbraio 2020.

Con il contributo di reBOX ha progettato una bag, che verrà distribuita ai partecipanti durante i 3 giorni di convegni e speech, utile a recuperare gli avanzi dalle proprie porzioni, magari ritenute eccessive quando andiamo in ristorante.

Food Bag reBOX per il Festival del Giornalismo Alimentare 2020.

Buongiorno Marco e grazie per dedicarci il tuo tempo. Se dovessi raccontare, con una manciata di parole, cosa significa oggi essere una startup e quanto la creatività sia connessa con la definizione di un’offerta di servizi come quelli da voi prestati?

Marco Lei: Buongiorno a te Nicoletta, grazie per il tuo interesse verso il mio progetto e il nostro lavoro. Essere una startup oggi significa riuscire a entrare in un ecosistema che cerca di aiutare il più possibile le buone idee per farle diventare qualcosa di concreto e sostenibile.

Siamo ancora lontani dai livelli raggiunti dagli altri paesi e bisogna stare attenti alle speculazioni che questo ecosistema crea, cercando di capire realmente chi può aiutarci e come, senza disperdere troppo energie e risorse in cose e progetti poco utili. Per quanto riguarda la creatività è, ovviamente, indispensabile nel nostro caso. Ci scontriamo con un approccio culturale da modificare.

La creatività va impiegata, non solo sul prodotto, anche sul modo di concepire strategie e comunicazione.

Deve, però, poggiare su basi concrete e sostenibili per non dare il “giro” in poco tempo. È un equilibrio difficile da trovare e mantenere.

Rispetto alla legge approvata nel 2016 ci sono stati passi avanti nella lotta agli sprechi alimentari in Italia? La legge, a vostro avviso, favoriva e regolamentava gli sprechi al ristorante oppure era più focalizzata sulla lotta agli sprechi in altri punti della filiera?

ML: La Legge Gadda ha sicuramente dato una prima spinta importante alla lotta agli sprechi e i numeri lo confermano, ma va ad agire maggiormente sulle donazioni di cibo (aspetto di assoluta importanza), piuttosto che sul gesto personale, come può essere l’utilizzo della doggy bag.

Riteniamo che, per avere un cambiamento di cultura radicato e duraturo, stimolare un gesto semplice come chiedere al ristorante (in mensa o a una festa) di portare a casa il cibo non terminato, possa farci cambiare visione, trasformando l’avanzo in risorsa.

Qual è la vostra proposta con il progetto ReFOOD?

ML: reFOOD è la nostra doggy bag, nata all’interno del progetto reBOX, per rispondere alle esigenze degli italiani e superare imbarazzo e vergogna nel chiedere di portare a casa quanto non terminato.

È bella, comoda e pratica, ecologica e sostenibile, reFOOD è lo strumento adatto, non solo nei ristoranti, ma anche per feste, eventi e ovunque venga somministrato cibo che possa avanzare.

Che tipo di distribuzione avete attuato per promuovere con i ristoratori questa opportunità? Il valore della sostenibilità è così sentito dagli ospiti di hotel e ristoranti? Come valorizzare i ristoratori che utilizzano il vostro prodotto?

ML: Gli ospiti dei ristoranti sono sempre più sensibili ai temi di sostenibilità e spreco ma i ristoratori fanno ancora fatica a comprendere quanto la maggior parte dei loro clienti sarebbe felice di trovare un servizio di doggy bag all’interno del locale.

La risposta comune di molti esercenti è che i loro clienti non la chiedono. Abbiamo, dunque, deciso di non rivolgerci più direttamente ai ristoratori ma di lavorare sul livello culturale contro lo spreco.

Per fare questo abbiamo aperto vari canali. Le aziende, sempre più sensibili e desiderose di comunicare una forte attenzione a certi temi; le scuole, andando a presentare progetti con le doggy bag per le mense scolastiche; gli eventi sul territorio, tipo la Milano Food City, la Fiera del Tartufo di Alba, il Festival del Giornalismo Alimentare di Torino; le associazioni (Coldiretti, CNA, Borghi autentici d’Italia, ecc.)… matrimoni e feste.

Canali che utilizzano le nostre reFOOD personalizzate, permettendoci di arrivare ai ristoratori che provano il servizio gratuitamente. Per esempio: durante la Fiera del Tartufo di Alba gli sponsor hanno pagato la produzione delle reFOOD brandizzate, utilizzate sia durante la fiera che presso circa 100 ristoranti sul territorio.

Ogni giorno scopriamo quanto la nostra reFOOD sia un ottimo media di comunicazione.

Quanto conta l’accoglienza e la formazione del personale? Si può anche lavorare su altri passaggi produttivi: penso a una maggiore attenzione nel porzionamento e a un calcolo più attento di ingredienti/food cost?

ML: L’accoglienza e la formazione del personale sono fondamentali in ogni occasione. Come dicevo prima, il maggior scoglio è quello della “vergogna”.

Se nel locale questo gesto è ben accetto, anzi è promosso dal ristoratore (con segnaletica, doggy bag personalizzate o grazie al personale), il cliente è messo nelle condizioni di poter decidere di farlo, senza timori o imbarazzi.

Il porzionamento è un tema interessante. Purtroppo alcune tipologie di ristoranti fanno del piatto abbondante il loro marchio di fabbrica e questo rende complicato un cambio di direzione in tal senso. Ciò non toglie che un’attenzione maggiore alla quantità di cibo somministrato nel piatto possa contribuire a una diminuzione dello spreco.

Quanto siete Digitali e Sociali? Novità tecnologiche in arrivo sul vostro portale?

ML: In questo momento non siamo molto digitali né sociali. Il nostro è un prodotto fisico ma stiamo studiando una forma di gamification digitale che possa renderci più virali.

Abbiamo progettato un quiz sul cibo online, per i bambini delle scuole coinvolte nei nostri progetti, ottenendo un attestato di partecipazione con il loro nome.

Per quanto riguarda l’universo social, siamo un po’ carenti, ma presto avremo bisogno di campagne più attente e importanti.

La nuova generazione, ormai non più millennial ma Gen Z, nati dopo il 2020, come vede e affronta il rapporto tra cibo e sostenibilità ambientale? Come interpreta il vostro progetto?

ML: Le nuove generazioni sono più attente a tutti i temi di sostenibilità ambientale. Questo li porta a guardare con attenzione il nostro progetto, anzi lo danno quasi per scontato.

Abbiamo diverse richieste da parte di studenti per tirocini, inclusioni del progetto nelle loro tesi di laurea.

Ed ecco la domanda che facciamo a tutti i nostri intervistati: un consiglio librario e cinematografico per i nostri lettori?

ML: Novecento di A. Baricco: un libro, un monologo, una storia. La poesia di una vita che per essere meravigliosamente speciale aveva bisogno di avere dei confini.

Il film è Ogni maledetta domenica, forse un po’ banale ma… «ogni giorno si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da “uomini”».

Consigli agli albergatori, ristoratori e chef che ci stanno leggendo? Evento o appuntamenti da non perdere? Infine, un cenno al vostro reWINE?

ML: Il consiglio che posso dare è: prova a proporre questo servizio ai tuoi clienti in maniera strutturata, con un prodotto studiato appositamente, non solo con semplici vaschette in sacchetti improvvisati. I clienti apprezzeranno, anche quelli che non hanno avanzato, e il tuo Brand circolerà di mano in mano.

Saremo, per il 4° anno, alla Milano Food City e a Seeds&Chips dal 18 al 20 maggio. E, ovviamente, in questi giorni al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino per provare la nostra vaschetta e food bag.

reWINE è il secondo prodotto del progetto reBOX ed è il contenitore per portare a casa la bottiglia di vino aperta ma non terminata.

Bere consapevolmente è un altro tema che ci sta particolarmente a cuore. Bevi il giusto e porta a casa il resto.

Tenetevi aggiornati e continuate a leggere e frequentare il blog, ricco sempre di spunti nuovi e attuali.

Conclusione

La lotta agli sprechi alimentari è un tema sensibile per valorizzare la vostra filosofia e coinvolgere i vostri ospiti. Crea spunto di branding, di relazione ed è un’ottima leva marketing, grazie alla food bag personalizzata? Ci hai già pensato e l’hai realizzata anche tu? Scopri di più, commenta o fai una domanda a Marco Lei.

Scrivi le tue opinioni, le domande e le curiosità da condividere con il nostro ospite nei commenti al post. Porta la tua esperienza, offriti volontario per raccontare la tua storia, suggerire nuove interviste o recensioni.

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a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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