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Food Porn tra Storia ed Evoluzione Semantica

Storia ed Evoluzione del Food Porn

Se ne parla ormai da anni: con il diffondersi di dispositivi mobile sempre più “smart” e performanti siamo divenuti tutti un po’ fotografi, grazie anche all’indice di gradimento, per engagement e condivisione, degli scatti food. Novelli critici eno-gastronomici, quando scriviamo una review su TripAdvisor, Yelp o 2Spaghi.

I blog dedicati al cibo si moltiplicano con ritmo esponenziale. Sui nostri nuovi tic prevale un aspetto dalle dimensioni devastanti: non assaggiamo piatto prima di averlo fotografato … qui nasce il Food Porn.

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Usa la Passione per la Food Photography

Non appena vede arrivare il suo piatto, il cliente mette mano allo smartphone, come un cowboy in un classico duello Western. Il piatto è appoggiato a tavola e il dispositivo è sfoderato in una raffica di scatti compulsivi.

Foodtography: Fotografare il Cibo

Foodtography: irrefrenabile desiderio di fotografare e condividere il cibo.

Quali le leve emozionali e psicologiche del Food Porn?

Amiamo evocare e anticipare le sensazioni che vivremo e anche un po’ torturarci in attesa di scatenare la sensualità del mangiare–gustare–assaggiare–provare. È molto gratificante, inoltre, condividere le emozioni e le esperienze enogastronomiche soprattutto in vacanza, riuscendo a farlo meglio e con maggiore rapidità attraverso un’immagine.

Questo che cosa c’entra con il tuo ristorante?

L’imprenditore della Ristorazione deve, necessariamente, comprenderne i meccanismi e capire come piegare al proprio volere mode e tendenze sia attraverso gli UGC (User Generated Content, prodotti da ospiti e lettori) sia con il Content Marketing, realizzando contenuti funzionali alle sue strategie di marketing e vendita.

Riporto una bella frase di Darlene Rondeau, di Leonardo.com, che definisce il content marketing, con semplicità e in modo pratico:

È una tecnica di marketing (preferiamo un insieme di tecniche, strategie e strumenti, ndr) per ideare, creare e distribuire contenuti di valore, rilevanti e coerenti, per attrarre e acquisire una definita Audience, con l’obiettivo di guidarla verso un nuovo ruolo di cliente.

Darlene Randeau

Occorre quindi che il ristoratore progetti con molta cura la creazione e la diffusione dei contenuti: non basta una foto di un piatto buttato qua e là tra le piattaforme sociali senza un “piano di battaglia”. Il primo passo è individuare e sfruttare le tendenze ma anche le abitudini di ricerca e di prenotazione dei lettori che si informano sul web.

Vi riassumiamo la Top5 dei contenuti più gettonati in un ristorante:

  • Menù
  • Ricette
  • Piatti
  • Vita in Cucina
  • Interior Design

Se questi 5 argomenti li raccontiamo (anche) attraverso la fotografia cosa succede? Sicuramente stai progettando, sia sul website sia sui social media del ristorante, un’esperienza dell’utente più immersiva, attraente e virale.

#FoodPorn: Storia ed Evoluzione

La “rivoluzione” del Food Porn affonda le sue radici nel neuromarketing ma anche, come accennato, nell’immediatezza del racconto.

Che cosa significa Food Porn e perché l’utilizzo dell’aggettivo “pornografico” che evoca un approccio lussurioso e anche un po’ indecente?

Solo una breve digressione sul termine ora tanto in voga che negli anni ha profondamente modificato il suo significato.

Fu usato per la prima volta da un’autrice femminista, Rosalin Coward, in un suo libro dove sosteneva che cucinare e presentare un piatto rifinito e ben allestito (anche raffigurarlo in un’immagine fotografica quindi ben illuminato e impiattato) rappresentasse un dono, un gesto di servizio, di offerta, spesso però esasperandone le caratteristiche sino a rasentare non il gesto d’amore ma la pornografia.

Ovviamente l’autrice – e non è la sola – parte da una connessione tra cibo e sesso, ma questo non è l’oggetto della nostra discussione.

Negli USA sul finire degli anni ’80 l’etichetta #FoodPorn venne poi usata in contrapposizione ai cibi leggeri e sani, quasi sinonimo di Junk Food (cibo spazzatura)Applicando questo concetto alla fotografia ci si riferisce a immagini sgraziate, esagerate: piatti da fast food, ricchi di creme, salse, abbondanti nelle dosi e iper-generosi negli ingredienti poco sani.

In UK per contro il concetto è stato subito associato alla giocosità e al piacere, assegnandogli un’accezione attraente e appetitosa.

Ti Conquisto con il #FoodPorn

Oggi il termine e la pratica di scattare foto al cibo hanno universalmente conquistato il grande pubblico e assunto un’aura modaiola ma divertita. Parecchio utilizzata dal marketing, anche il ristoratore dovrebbe imparare a sfruttarne le potenzialità: giocando con i gusti e i bisogni della sua Audience.

Fai una prova, vai su Instagram e digita l’hashtag #FoodPorn: il risultato, a oggi, è di ben 87.311.721 immagini postate e così etichettate. Numeri impressionati.

Per valutare il fenomeno con un occhio più tecnico, ho chiesto aiuto alla food photographer Alessandra Tinozzi che mi ha rilanciato l’argomento affrontato in una sua recente intervista su Il Giornale di Cibo.

Ne riportiamo uno stralcio, nel passaggio attinente all’argomento odierno.

L’imperversare di foto di food sui social è un fenomeno misterioso del quale non mi do ragione, sicuramente non lo definirei una forma di arte, quanto piuttosto una forma compulsiva di condivisione del proprio quotidiano.

In rari casi si trovano belle immagini, con una certa grazia iconografica, ma nella maggior parte dei casi le foto sono davvero bruttine e non riportano l’appetibilità del piatto mangiato, né l’emozione dell’esperienza culinaria. In quei casi io mi chiedo, perché?

Alessandra Tinozzi, photographer

Nonostante quindi la dubbia qualità sotto il profilo estetico e quello della composizione fotografica, le immagini realizzate dagli ospiti e immediatamente condivise sui social media (ormai anche diffuse con strumenti di instant messaging come WhatsApp e Telegram) possono rivelarsi estremamente utili per le tue strategie marketing: stimolarne distribuzione e diffusione favorisce il passaparola.

Con altrettanta determinazione, però, consigliamo – nel caso di contenuto visivo ufficiale prodotto dal tuo locale – solo fotografie e video di qualità professionale, perché il racconto per immagini deve evocare emozioni, stimolare la curiosità, far scattare sottili meccanismi di immedesimazione e condivisione, invitare all’engagement.

Un servizio fotografico di buon livello sa come rendere unica la tua offerta tra le molteplici della concorrenza, come esaltare la tua identità e le tue peculiarità. In una parola può aiutare ad attirare nuovi clienti alla porta del tuo ristorante. Non farli aspettare.

Conclusioni

Prima di realizzare un qualsiasi contenuto, soprattutto fotografico, pensa con molta attenzione al perché e al target. Chiediti: quale obiettivo voglio raggiungere? Chi sono gli utenti cui propongo le mie immagini e perché ne saranno attratti?

Come prepari le foto per i tuoi Social Media? In che modo utilizzi le immagini prodotte dai tuoi ospiti durante la loro Meal Experience? Ci piacerebbe conoscere la tua esperienza: lascia un commento o condividi un tuo dubbio.

Raggiungici domani e approfondisci questi argomenti al Palacongressi di Rimini, per il BeWizard!

© cover image digital processing: “BBQ Pin-up Girl” by Gil Elvgren

a cura di

Per la rubrica Ricetta del Successo

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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