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Quanto è FICO Eataly World: Disneyland della Biodiversità Alimentare

Quanto è FICO Eataly World: Disneyland della Biodiversità Alimentare

Molti si ergono a difensori della Cucina Italiana e del Made in Italy, criticandone le goffe – e spesso fraudolente – imitazioni straniere. Siamo, però, consapevoli che senza attenzione e salvaguardia della nostra biodiversità non potrebbe esistere nulla di tutto ciò?

La coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali, crea un equilibrio grazie ad armoniche relazioni. È la ricchezza della nostra tradizione alimentare ed enogastronomica… la nostra eredità. Come salvaguardarla ed esaltarla? Intervistiamo → Tiziana Primori, amministratore delegato di Eataly World.

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Esaltare la Biodiversità

Tiziana Primori è amministratore delegato di Eataly World, la società che sta realizzando e gestirà a Bologna il primo parco tematico dedicato all’eccellenza dell’agroalimentare italiano: FICO Fabbrica Italiana Contadina.

Vice presidente di Eataly dal 2013, società fondata da Oscar Farinetti, nel maggio 2015 è stata indicata come Women Ceo dell’anno, dalla giuria del Premio Internazionale Le Tecnovisionarie.

Dopo gli esordi professionali in un centro logistico della grande distribuzione cooperativa, si è occupata fino al ’90, di logistica e produzione in Iveco, per poi passare alla consulenza come AD di Smaer, società specializzata in innovazione organizzativa. Dal ’96 opera nella Coop, dove ha ricoperto diversi ruoli direttivi e cruciali per lo sviluppo del gruppo.

Tra le sue realizzazioni più innovative, nel 2008 ha dato vita all’Ambasciatori di Bologna: uno spazio che su tre piani ospita una grande libreria Coop, un bar, un ristorante e un’osteria di Eataly.

Ho seguito il Mercato di Mezzo di Bologna: l’ex mercato alimentare cittadino, in disuso da anni, trasformato in uno spazio dove acquistare, degustare e conoscere il meglio dell’agroalimentare del territorio. Esperienza preziosa anche per costruire il progetto FICO.

Tiziana Primori

Cos’è FICO Eataly World?

FICO Eataly World, il più grande parco agroalimentare del mondo a Bologna su 10 ettari, racchiuderà la meraviglia della biodiversità italiana, attraverso 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta + 8 ettari con:

  • 40 Fabbriche Contadine
  • 40 Ristoranti e affini
  • Botteghe e mercato
  • Aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi
  • 6 Aule didattiche, 6 grandi “giostre” educative, teatro e cinema
  • 1 Centro Congressi modulabile da 50 a 1000 persone
  • 1 Fondazione che unisce 3 Università

https://www.youtube.com/watch?v=mFZ7gLZdKUc

Intervista

Buongiorno e grazie per il suo tempo dedicato a questa chiacchierata. So che una sfida impossibile ma se dovesse riassumere il progetto FICO Eataly World in 3 sostantivi, quali userebbe?

Tiziana Primori: Grazie a voi per l’attenzione che date al nostro progetto.

Userei biodiversità, bellezza, territorio. Sono i tre elementi su cui si fonda Fabbrica Italiana Contadina, che vuole raccontare la straordinaria biodiversità agroalimentare, la bellezza, i territori e la cultura dell’Italia.

Come è approdata al progetto FICO e perché se ne è innamorata?

TP: Dopo una lunga esperienza in Coop, sentivo la necessità di dedicarmi a un progetto nuovo e questo è addirittura unico al mondo.

Me ne sono innamorata perché si tratta di una iniziativa che ha un grande valore, non solo per Bologna ma per il nostro Paese: la conoscenza e la valorizzazione nel mondo delle nostre filiere del cibo, dal campo fino alla forchetta.

Quando inaugurerà e che cosa si troverà dinnanzi il visitatore?

TP: Siamo al lavoro per aprire in autunno. L’ingresso a FICO sarà gratuito, con un percorso di diversi chilometri lungo una superficie di 100.000 mq, offrendo tante possibilità di divertimento educativo.

Si potranno visitare 2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2000 cultivar, cioè tipi di piante, per capire l’agricoltura italiana e le sue materie prime, e 40 fabbriche contadine per vedere la produzione di carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra e molti altri prodotti, capendo la trasformazione alimentare, che è una nostra tradizione unica.

FICO Eataly World - Ingresso Parco Tematico

Ingresso al Parco Tematico delle biodiversità e produzioni agroalimentare.

Si potranno assaggiare e degustare tutti i piatti della nostra cucina, dallo street food fino al ristorante stellato, grazie a una scelta di oltre 40 tra chioschi, trattorie, bar, ristoranti, caffetterie.

Si potrà fare un giro in giostra, grazie alle sei “giostre” educative multimediali dedicate al fuoco, alla terra, al mare, agli animali, al vino e al futuro. E poi, ci saranno tante occasioni per divertirsi e imparare, grazie a 30 eventi e 50 corsi al giorno tra aule, teatro, e spazi didattici. Per finire, si potranno realizzare in questo contesto i meeting più belli del mondo, in un centro congressi attrezzato modulabile da 50 a 1000 persone.

Disneyland delle Biodiversità: @EatalyWorld il +grande parco tematico alimentare al mondo. Condividi il Tweet

Tutto questo si potrà godere facendo il percorso a piedi o in bicicletta, libero o assistito da ambasciatori della biodiversità italiana. Inoltre, è anche un luogo della cultura e del nostro patrimonio immateriale, con la Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità.

Quale la mission del progetto e quali i partner coinvolti?

TP: Come dicevo, FICO vuole rappresentare la biodiversità del nostro agroalimentare in tutte le sue filiere, dal campo fino alla forchetta.

La sua mission è essere un’arca, o meglio un museo vivente del nostro cibo: cioè la struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare italiano, che unisce in un unico luogo coltivazione, produzione, ristorazione, commercializzazione, studio, ricerca, didattica e cultura.

Filiera alimentare @EatalyWorld: conoscere e salvaguardare il #MadeinItaly Condividi il Tweet

Un progetto nato per restituire al nostro Paese l’orgoglio, la conoscenza del proprio straordinario patrimonio agroalimentare – parte fondante della nostra identità – e far comprendere al mondo come nasce e cosa è il vero Made in Italy. Una sfida plurale e collettiva, che nasce da una collaborazione innovativa tra idee, risorse e protagonisti privati e pubblici, in nome della sostenibilità.

A Fico, trovano posto centinaia di aziende italiane di ogni dimensione, tutte accomunate dalla passione per l’eccellenza.

Sulla pagina web di FICO Eataly World notiamo 6 aree di coinvolgimento per l’utente: Coltivazioni e Allevamenti, Laboratori, Eventi, Didattica e Formazione, Ristorazione, Mercati e Botteghe. Ce le può rapidamente descrivere?

TP: Vogliamo far vivere ai visitatori una esperienza autentica: non una riproduzione fittizia dell’Italia a tavola, ma un luogo dove le persone possano capire e sperimentare dal vivo e di persona come nasce il nostro cibo, con una esperienza coinvolgente, vera, reale.

Chiaramente, è impossibile riprodurre per intero tutta la varietà del nostro Paese, dove ogni paese, quasi ogni famiglia ha i suoi ingredienti, le sue ricette, i suoi segreti. Si tratta di fornire un “assaggio” dell’Italia, che aiuti a capire, accenda la curiosità e la voglia di visitare di persona i territori da cui nasce il nostro cibo, che sono anche luoghi di grande bellezza.

Campi e stalle: con le coltivazioni e gli allevamenti dimostrativi, di animali e piante tipici delle nostre campagne – dalla mora romagnola alla chianina, o ancora il grano, i frutteti, i prodotti dell’orto.

40 Fabbriche contadine: per ciascuna filiera si può assistere alla realizzazione dei prodotti, molti degli ingredienti chiave della cucina italiana – dalla pasta all’olio, dalla mozzarella ai dolciumi, dalla farina ai vini.

Mercato, shop, ristorazione: infine si potrà assaggiare o acquistare.

Sarà possibile anche conoscere, vedere e capire tutti gli altri passaggi che hanno fatto della cucina italiana la più famosa, apprezzata e diffusa al mondo, con Corsi, Eventi e Appuntamenti che uniscono conoscenza, divertimento, scoperta.

Quali sono i vantaggi per il comparto e per il territorio che immaginate di creare e alimentare?

TP: Portare a sintesi la biodiversità dell’Italia e del suo cibo ha significato anche portare avanti un’impresa culturale e di costruzione di relazioni territoriali, in un Paese dove spesso l’orgoglio identitario ci porta a rinchiudersi nel proprio campanile. Tuttavia, proprio le differenze si sono rivelate la ricchezza più importante da cui partire questo progetto.

Territorio, cultura, eccellenza, bellezza sono gli aspetti chiave del nostro paese e di quello stile di vita italiano che rappresenta il valore più apprezzato e ambito dell’Italia nel mondo. In particolare, l’estero è uno dei mercati più importanti per la Fabbrica Italiana Contadina, che mira ad attrarre circa 6 milioni di visitatori a regime, di cui circa 2 milioni fuori dal nostro Paese, con ricadute evidenti sul territorio e l’Italia.

Per questo oltre cento imprenditori di tutta Italia hanno deciso di essere a FICO con le loro fabbriche, ristoranti, mercati, spazi dedicati ai servizi, alla divulgazione e alla didattica. Persone e imprese animate da amore per il proprio mestiere, entusiasmo e da una forte condivisione dei valori fondanti di Eataly World.

Possiamo essere un Louvre del cibo italiano, perché il turismo internazionale faccia dell’Italia la sua destinazione, venendo a scoprire tutta la ricchezza della nostra tavola, dei suoi paesaggi, dei suoi prodotti, dei suoi produttori, la cultura e la storia che li attraversano. Una vetrina del cibo italiano per il mondo.

Ottimo progetto in relazione all’aumento imponente del turismo eno-gastronomico. Che cosa si deve aspettare un visitatore entrando nel parco tematico dedicato alla terra e al cibo più grande del mondo?

TP: Sicuramente di entrare in un mondo pieno di esperienze, sapori e profumi. Di poter scegliere liberamente come godere il suo tempo: ognuno potrà vivere il Parco come desidera.

Con una degustazione o un corso, una passeggiata o una cena gourmet, sperimentando la spremitura dell’uva e la caccia al tartufo, vedere una mostra o assistere a uno spettacolo. Un’esperienza coinvolgente per i sensi e anche per la mente, per capire e sperimentare perché il cibo italiano è davvero unico al mondo.

Il ristoratore o lo chef insomma il titolare dell’impresa di ristorazione come può trarre giovamento in termini di crescita o di ispirazione dal vostro progetto?

TP: Possiamo essere una grande vetrina e una fonte di ispirazione per chi si occupa di ristorazione a livello professionale: per realizzare tutte le aree del ristoro si sono messi in gioco alcuni dei migliori chef, ristoratori e imprenditori del nostro Paese, sia negli allestimenti che nei menù. Per rappresentare l’eccezionale biodiversità gastronomica italiana, avremo: ristoranti e bistrot, chioschi e trattorie, bar e locali “stellati” di alta cucina.

Il Ristoro utilizzerà gli ingredienti in vendita nel Mercato e realizzati dalle 40 Fabbriche di produzione all’interno del Parco, in un “circuito” che vuol limitare gli sprechi e realizzare un modello di produzione e consumo che promuova la dieta mediterranea, la salute, il rispetto dell’ambiente, la valorizzazione della cultura del cibo italiano.

Avremo 16 i ristoranti: Le Soste dello chef stellato Enrico Bartolini, che ospiterà a rotazione cuochi e ristoranti dell’omonima associazione, quelli della carne, della pasta, dell’orto, del pesce, dell’ulivo, la pizzeria, l’Osteria del Culatello e quella dei Borghi più belli d’Italia, il Bistrot della Patata, il Bell’Italia, l’Osteria del Fritto, la Birreria, l’Acetaia, la Vineria, il Rristorante dei Tartufi.

Nei chioschi si potranno assaggiare: porchetta, arrosticini, piadina, borlenghi, polenta, friselle, baccalà, frutta, pollo del Campese, prosciutto San Daniele, specialità al barbeque, delle Marche e della Sardegna. Nelle Fabbriche ci saranno anche spazi di degustazione dei prodotti appena fatti.

Per finire: una caffetteria centrale, una zona con specialità siciliane dolci e salate, la gelateria, la cioccolateria e la biscotteria, e le aree del buon bere. Compreso un cocktail bar con ingredienti solo italiani.

Spezziamo la complessità/serietà del tema con un inserto più ludico: ci consigliate un paio di libri utili per le calde serate estive?

TP: L’ultimo libro di Oscar Farinetti che narra alcuni dei temi al centro delle giostre multimediali di FICO: Ricordiamoci il futuro.

Parte dal rapporto dell’uomo con gli elementi naturali base dello sviluppo agroalimentare: 7 storie e una morale!

Nel nostro libro Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione – con nuova ristampa rinnovata e aggiornata – la formazione è un elemento centrale. Quanto per voi contano informazione, formazione, aggiornamento? La vostra area didattica sarà dedicata solo ai visitatori per riavvicinarli alla terra e al mondo della produzione agro-alimentare oppure anche agli operatori?

TP: Questo è un versante per il quale stiamo lavorando intensamente, con un catalogo di corsi che si rivolge a grandi e piccoli, anche in chiave professionale.

La Fondazione FICO, nostra anima scientifica e divulgativa, opera su tre aree:

  • formazione e didattica per la scuola
  • ricerca scientifica
  • promozione

Progetta, organizza e promuove programmi di cultura della sostenibilità economica, sociale, ambientale ed alimentare, compresi master, corsi di alta formazione, summer e winter school, summer e winter camp e corsi di aggiornamento professionale.

A questi si aggiungono stage formativi per giovani che vogliono imparare un mestiere e adulti che vogliono specializzarsi e  oltre mille corsi divulgativi ogni anno per bambini, ragazzi e adulti tra laboratori e degustazioni. Alle attività della Fondazione collaborano le Università di Bologna, quella di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, promossa da Slow Food, e la Suor Orsola Benincasa di Napoli.

L’Italia possiede un enorme giacimento di saperi che rappresentano il grande valore di FICO e del nostro agroalimentare. Si tratta di un patrimonio che dobbiamo saper preservare e tramandare: il nostro paese può fare scuola e guidare, in questo, il mondo.

Prossimi appuntamenti a cui non mancare: Inaugurazione? Presentazioni? Seminari? Eventi?

TP: L’inaugurazione, sicuramente, e poi uno dei tanti appuntamenti nei quali stiamo presentando FICO in tutta Italia, anche questa estate.

Sulla nostra pagina Facebook teniamo continuamente aggiornati – sugli sviluppi del progetto e sugli eventi che lo riguardano – i tanti amici che ci seguono e possono anche iscriversi sul sito alla nostra newsletter.

Ho visto che avete creato due hashtag per l’evento inaugurativo #eatalyworld  #wait4FICO. Possiamo tenerci in contatto con voi attraverso Facebook, Twitter, Instagram, G+. Altri modi per essere aggiornati delle vostre novità?

TP: Attraverso tutti i canali che abbiamo citato: vi aspettiamo. Vi ricordo anche i nuovi hashtag: #iocisaro e #doyoufeelfico, relativi a una campagna sui social media: “Vuoi essere FICO?”.

Con questo invito, con un pizzico di ironia, puntiamo a cogliere la curiosità e l’attesa del pubblico per questo progetto unico al mondo, ma anche coinvolgere le persone, renderle protagoniste.

Vogliamo invitare a FICO tutti coloro che amano il nostro Paese e desiderano condividere il suo modo di essere, rappresentare in prima persona il piacere e l’orgoglio per tutto ciò che l’Italia ha da offrire al mondo. Perché è fico tutto ciò che ci rende felici, ci emoziona, ci identifica: la cultura, le tradizioni del territorio, le nostre eccellenze.

Non possiamo che concordare e darci appuntamento all’inaugurazione. Ci lasciamo con qualche consiglio finale per i nostri lettori, ristoratori e chef?

TP: Volentieri. Venite a trovarci e non perdeteci di vista, vogliamo anche un pubblico attento e competente, per migliorare e per incontrare professionisti di alto livello. Perché FICO vuol essere un punto di riferimento e di incontro per tutto il mondo del cibo italiano, che è la vera ricchezza del nostro Paese, dal punto di vista economico, turistico, culturale.

È essenziale saper affinare, trasformare, modificare e raccontare al meglio quello che facciamo. Anche per questo, Eataly World sta cambiando e cambierà: è vivo, cresce, si trasforma  per rappresentare ogni giorno qualcosa che non è statico ma, come una tavola imbandita, si arricchisce e muta con nuove portate, nuove emozioni e nuovi sapori.

Conclusione

Grazie Tiziana, che con garbo, competenza e passione continua a sorprenderci ogni volta che parliamo del progetto FICO Eataly World. Condividiamo valori e visioni per salvaguardare il Made in Italy partendo dalla sua varietà e ricchezza. Sposiamo l’approccio ludico ma anche formativo che connota il progetto.

Nota Bene: da poco è stata rilasciata la data dell’inaugurazione. FICO inaugura il 15 novembre 2017. Ci vediamo li’?

Approfitta della presenza della nostra ospite per evadere curiosità e approfondimenti sul nuovo progetto bolognese. Vuoi contribuire al nostro dialogo con i tuoi commenti? Con questa intervista appassionante invitiamo alla riflessione e al confronto; CnR – Comunicazione nella Ristorazione si concede poche settimane di vacanza per elaborare un… ritorno a scuola più frizzante che mai.

Buona estate e arrivederci alle prossime sorprese: la prima ti verrà sfornata il 7 settembre.

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Leggi altri articoli:

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Back-To-School con lo Staff di CnR – Settembre 2017:

Area Didattica SoGeGross [TripAdvisor, Facebook e Social Media: come Gestirli?]
Genova, Punto vendita Sogegross 25 Settembre 2017, h.15:00–17:00

PalaCongressi Rimini [Hospitality Day]
Rimini, 11 Ottobre 2017, h.10:00–18:00

TTG Next [Food Tourism: Nuove Frontiere]
Rimini, Fiera Rimini 12 Ottobre 2017, h.17:00

SIA Guest [Colazioni e Visual Marketing]
Rimini, Fiera Rimini 13 Ottobre 2017, h.11:00

a cura di

Per la rubrica Ricetta del Successo

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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