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Food e Cinema: Il Pranzo di Babette in Recensioni e Riflessioni

Recensioni: Il Pranzo di Babette tra Food e Cinema

Nella redazione di CnR, informare sul Food ha un approccio razionale e programmatico, ma abbiamo anche grande cura delle relazioni, ci affidiamo a emozioni e affinità come linee guida per i nostri racconti. Capita, soprattutto, quando si tratta di cinema e libri.

Inauguriamo, oggi, una serie di contenuti dedicati a Food e Cinema, Food e Letteratura e, perché no, Food e Arte. Lo facciamo iniziando con un film … e non è un caso.

A Pranzo con Babette tra Rigore e Convivialità

Non penso che nulla sia governato dalla casualità, sarebbe svilire accadimenti e soprattutto incontri, ma – senza aggrapparsi al destino – immagino che ogni nuova situazione sia un’opportunità (di crescita, di arricchimento, di apprendimento) sempre riflettendo i colori dei nostri valori. Così è nata una grande sintonia che ha trasformato un contatto in relazione.

Ho telefonato a Carlo Romito, Presidente Confederazione Solidus, lo scorso marzo per affrontare il tema dell’associazionismo e delle organizzazioni consortili nell’ambito della ristorazione. L’incontro è stato talmente piacevole che non solo il presidente mi ha offerto tutta la sua professionalità e attenzione nell’intervista a lui dedicata ma è iniziata una collaborazione di cui vi darò presto riscontro, con entusiasmanti novità in arrivo.

Discutendo su quali potessero essere risorse, materiali da suggerire a chef e ristoratori per il proprio aggiornamento e aiuto a crescere e a migliorare, siamo finiti in campi apparentemente distanti. Abbiamo iniziato col parlare di cinema, di letteratura, di arte.

Dovendo consigliare un film a un ristoratore, quale sceglieresti?
Carlo Romito, senza esitazione: Il Pranzo di Babette.

Dal gioco alla recensione, abbiamo deciso di raccontare ai nostri lettori, a 4 mani, i nostri pensieri.

Recensione di Carlo Romito

Babette, cuoca di classe al servizio dei nobili e fuggita dalla Francia in seguito ai giorni tumultuosi della Comune di Parigi, arriva in un villaggio norvegese di rigore protestante, quindi ricomincia da zero o meglio dal suo bagaglio culturale e professionale.

Che cosa mette in gioco Babette, rapportandosi con un nuovo contesto e con nuove relazioni (target)?

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Punti di Forza:

  • Esperta di accoglienza
  • Ottima scuola di cucina
  • Conoscenza della cucina di servizio nobiliare e tecniche di servizio
  • Controllo dei costi

Come struttura e mette in atto il suo progetto?

Strategie e Azioni:

  • Studio del cliente/utente, della sua condizione sociale, dell’età e del tipo di dieta
  • Cura del cliente/utente con il porta a porta, grazia nel servizio, cura del particolare
  • Distinzione fra stili di cucina ovvero sobria ma gustosa (minestre ai vecchi) e di stile accattivante e sontuosa negli eventi (in base al target)
  • Lotta allo spreco alimentare ovvero sfrutta tutto l’edibile (esempio: interiora delle quaglie)
  • Ricerca dei fornitori adeguati e di qualità (prodotti e vini francesi)
  • Si prefigge la piena soddisfazione del cliente/utente
  • Crea uno stile di comunicazione diretto e crescente, utilizza sapientemente l’alone di mistero
  • Raggiunge il successo attraverso il lavoro costante, la cura e l’amore per il proprio lavoro
  • Raggiunge un utile d’esercizio immenso ovvero la stima, il rispetto professionale e l’amore ricambiato di una intera comunità.

Utile chiave di lettura per uno chef e un ristoratore, non credete? Il film è bellissimo, ma leggete il racconto della Blixen!

Recensione di CnR

Ottima l’analisi in ottica strategico-operativa di Carlo. Da parte mia, cerco un’altra chiave di lettura: di Babette amo la potenza comunicativa, che si evidenzia nel cibo.

Babette spende tutta la sua vincita alla lotteria per creare un pranzo indimenticabile, riappropriandosi e riaffermando un’arte che aveva sempre avuto fra le mani, ma che i drammatici accadimenti politici parigini e le frugali abitudini delle sue datrici di lavoro non le consentivano di esprimere in tutta la propria potenza emozionale e sensuale.

La piccola comunità nella quale lavora teme l’elemento rivoluzionario presente nei suoi piatti. Accetta di partecipare al banchetto a patto di non parlare mai del cibo in Menù. L’emozione, però, travalica le parole, l’affabulare dell’intelletto e dirompe in un crescendo di delicata poesia, con il potere dei piccoli gesti.

La rivoluzione del cibo di Babette, come dicevo, va oltre le parole, perché fatto di dettagli e di cura. Piatti, tazzine, bicchieri in cui vengono serviti brodo di tartaruga, blinis, quaglie, insalata, formaggi, la savarin, la frutta, i tartufi, le friandises, il caffè, i vini, lo champagne tornano letteralmente ripuliti e alla fine i commensali ridono, parlano, si tengono per mano e ballano.

Allora, che senso ha parlare di cibo? La stessa Babette è di poche parole, si concentra sui fatti. Il delicato ma potente film – diretto da Gabriel Axel nell’1987 – ci fa riflettere sull’importanza del servizio, dei dettagli, ma anche della qualità, della ricerca della materia prima.

Ritorno alla Realtà

In Italia abbiamo un patrimonio agro-alimentare invidiabile, struttura portante della nostra dieta mediterranea, sconosciuto ai più (es. l’olio EVO), copiato e taroccato da molti. Abbiamo chef, ristoratori, viticoltori, produttori di formaggi, panificatori, agricoltori che ogni giorno si svegliano con l’obiettivo di creare qualità e in queste mie pagine li voglio accogliere tutti.

Siamo nel XXI secolo, in una nuova era digitale, nella quale la comunicazione è divenuta fondamentale e il food ne è principe indiscusso. Allora l’emozione della ristorazione la dobbiamo anche raccontare, non siamo in uno sperduto villaggio nordico di fine ’800. Oggi occorre una strategia, una pianificazione, un progetto. La comunicazione del e nel cibo deve essere immersiva, evocativa; non abbiamo più 12 invitati ma una audience ampia e senza confini spazio-temporali.

Babette muove queste sensazioni: è un film in costume, sul costume, su una piccola comunità. Oggi tutto è diverso, anche nella velocità di eventi e cambiamenti. Ciononostante, ogni volta che mi guardo intorno ho la sensazione di essere come lei, su uno scoglio ventoso, con la sottana lunga e pesante che mi fa arrancare con fatica, con persone intorno che mi guardano come se fossi appena atterrata da Marte e mi chiedono cosa sia un … savarin.

In realtà, mi domandano cosa sia un progetto di comunicazione integrata, un sito web in Responsive Web Design o un piano editoriale per il social media marketing. Babette era avvantaggiata, disponendo di pentole e utensili per creare emozioni da gustare. Allora, faccio come lei e mi rimbocco le maniche nella mia cucina digitale, dove siete tutti invitati, perché chi crede nel proprio lavoro è un po’ come una novella Babette!

Conclusioni

Mentre scrivo il post dedicato alla nostra recensione cinematografica, scopro che il 1° luglio all’Expo 2015 Lella Costa ha realizzato una performance con lettura del libro “Il pranzo di Babette della Blixen”, per sottolineare l’importanza dei talenti femminili, soprattutto quando si tratta di felicità e benessere come esperienza collettiva: vivere quindi un pasto.

Ci racconta Lella Costa:

“Babette è grata per essere stata accolta. Non vuole insegnare a vivere, vuole solo ringraziare. O meglio vuole essere al servizio degli altri come scelta consapevole”.

In anni in cui il cibo è diventato un’ossessione, le parole preziose di Karen Blixen ci riportano, all’interno di una dimensione teatrale, a un’idea di ecologia dei beni comuni. Per dire che concetti come il tempo, la quotidianità e la festa sono da salvaguardare. E da riscoprire, lontano dal clamore.

Vuoi continuare questo gioco con noi, perché ne hai intuito profondità e rilievo? O perché lo trovi divertente? Perché non fai come Carlo Romito e mi segnali un libro o un film che ami, così lo leggiamo, visioniamo e commentiamo insieme?

Ti aspettiamo nella nostra cucina digitale, turtle-soup free. Spero che il tono lieve del nostro post risulti stuzzicante e faccia scattare la molla del contatto.

a cura di

Nicoletta Polliotto

Chef di Cucina per Muse Comunicazione®, Web Media Agency specializzata in analisi, pianificazione e realizzazione di progetti di promozione on-line per il Food&Wine, il Turismo e le PMI.

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