11 febbraio 2010 ~ 9 Comments

La Mucca Viola nella Ristorazione: l’idea vincente

mucca viola

Ho finito proprio oggi il libro “La Mucca Violaâ€, considerato uno dei libri rivoluzione del Marketing moderno scritto da Seth Godin, un libro davvero carino e interessante che merita una lettura a tutti gli appassionati, ma dice cose davvero così sensazionali? Io non credo e pensando agli argomenti che possono essere applicati alla ristorazione credo che possa essere molto facile.Inanzitutto bisogna creare un locale con un ingrediente particolare(la così detta “Mucca Violaâ€), aprire una trattoria in centro o un agriturismo nel verde non basta più, bisogna creare un business di cui la gente parli. Per fare questo dobbiamo offrire qualche cosa di speciale, non serve inventare nulla di nuovo basta dargli una forte personalità perchè oramai ciò che era inventabile al 90% è stato invitato ma se noi lo prendiamo e lo specializziamo e lo vendiamo nel modo corretto avremmo di certo successo.

Non dobbiamo voler piacere a tutti, non serve e non porta risultati, è meglio trovare una nicchia e specializzarsi in quella, non abbiate paura di perdere clientela specializzandovi ne acquisirete altra e vi farete apprezzare, facendo parlare la gente di voi.

Non investite grosse somme di pubblicità in tutti i media,
il concetto di come l’abbiamo pensato nel ‘900 di produzione e pubblicità di massa non serve più, meglio piccole campagne pubblicitarie su pochi media (che vi hanno portato davvero), un classico esempio è quasi eliminare le Pagine Gialle, servizio costoso e quasi inutile al tempo di Internet.

Insomma il vostro locale deve offrire qualche cosa di completamente diverso da tutti gli altri, può essere anche solo un ottimo servizio o dei piatti solo biologici ma una strategia settoriale sulle nicchie sarà il futuro. Concentratevi sul vostro orticello e permettete alla gente di parlare di voi perchè avete qualche cosa di diverso, di originale. Vi sembrano idee innovative e rivoluzionarie o solo le solite idee ma ben definite? Voi vi siete specializzati o cercate di piacere a tutti?

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9 Responses to “La Mucca Viola nella Ristorazione: l’idea vincente”

  1. Alessandro Fanelli 12 febbraio 2010 at 13:20 Permalink

    sono completamente d’accordo…………..DISTINGUERSI PER NON ESTINGUERSI!!!!!!!!!

  2. Manuela 14 febbraio 2010 at 18:51 Permalink

    Salve a tutti!Sono laureanda in Scienze della Comunicazione e sto lavorando ad una tesi sulla ristorazione a Roma e l’applicazione del Marketing esperienziale.
    Non ho ancora letto la Mucca Viola ma sto legendo un pò di libri e articoli sull’ esperienziale.
    L’importante non è solo distinguersi ed offrire un servizio eccellente ma riuscire a far vivere una vera e propria esperienza culinaria che rimanga impressa nella mente del cliente; quindi offrire qualcosa che sia memorabile, unico e coinvolga tutti i sensi.
    Voi cosa ne pensate?
    Chi di voi possiede quueste caratteristiche?
    Accetto consigli e suggerimenti per poterne parlare nel mio lavoro.

  3. Davide Dattoli 14 febbraio 2010 at 19:47 Permalink

    Per differenziarci dobbiamo utilizzare uno dei tre ingredienti fondamentali (location, servizio o cucina) o tutti e tre. Ovviamente utilizzarli tutti e tre insieme è molto complicato ma è quello a cui proviamo.

    Colui al mondo che forse offriva di più come esperienza culinaria non ha avuto buoni risultati, come dimostra la notizia di oggi della completa chiusura del Bulli, dovuta a problemi finanziari.

    Infatti la ristorazione, per anni settore “facile” e con grandi prospettive economiche sta diventando sempre più difficile; oltre a costi sempre più alti e all’impossibilità di alzare i prezzi si aggiungono infinite norme asl, lavoratori, ecc ecc

    La ristorazione è ancora un settore fantastico ma dove è difficilissimo riuscire per le infinite limitazioni e la concorrezza agguerritissima, ma offire il top in ogni campo è l’obbiettivo di molti.

    Per esempio, i miei locali sono aiutati da location fantastiche vera esperienza fin dal cancello e dopo anni di piccoli problemi culinari abbiamo cambiato linea e deciso di puntare anche su una cucina davvero innovativa con una nuova linea.

    Un libro che ti posso consigliare è “Nella mente di Steve Jobs” che parlando di un altro settore mi ha dato moltissimi spunti! Oggi io pretendo e studio ogni singolo dettaglio che il cliente vede e prova durante il pasto presso di noi. Dal materiale del tovagliolo alla posizione della lampada che illumina il tavolo viene studiato affiche venga offerta la massima “esperienza utente”, ogni piatto viene provato in varie versioni e studiato nei minimi dettagli!

    Spero di esserti stata d’aiuto!
    Davide

  4. Manuela 15 febbraio 2010 at 11:28 Permalink

    Ciao,
    grazie dell’aiuto, appena possibile darò un’occhiata la libro di Steve Jobs.
    Ma secondo te, oltre all’esperienza culinaria, cosa vuol dire offrire un’ esperienza nel tuo ristorante?

  5. Davide Dattoli 15 febbraio 2010 at 19:47 Permalink

    Offrire un esperienza significa non semplicemente servire un buon piatto, servito bene; significa far si di creare un emozione, qualche cosa che il cliente ricorderà, offrire qualche cosa di unico, offrire una mucca viola.

    Può essere qualsiasi cosa, in uno dei miei ristoranti applico il fatto della magia, l’offrire un luogo incredibile dove poter festeggiare i giorni da ricordare per sempre (cena di anniversario, matrimonio,ecc). Ogni dettaglio è curato, le luci sono studiate, il cameriere è selezionato… tutto deve essere come in un film, magico!

    Altrettanto nell’altro c’è la cucina, il luogo è carino e il servizio è buono ma ogni piatto è una ricerca, una emozione di vista o di immagine…

    Ognuno ha la sua mucca viola…proporre il solito ristorante non serve più!

    Davide

  6. Manuela 18 febbraio 2010 at 14:54 Permalink

    ciao Davide,
    mi hai chiarito le idee riguardo alcuni argomenti ma volevo chiederti solo un’altra cosa:
    dovessi fare un’intervista alle persone che vanno a mangiare nei ristoranti che ho selezionato in una certa zona,
    quali solo gli indicatori che devo analizzare per poi indagare qual’è la loro customer satisfaction?
    Oltre l’erredo, le luci, la cortesia del personale, la cucina
    cos’altro devo indagare?
    grazie mille
    Manuela

  7. Davide Dattoli 18 febbraio 2010 at 16:49 Permalink

    Io chiederei anche se era quello che si aspettavano e cercavano e domande più specifiche. Se erano comodi gli strumenti usati(piatti,bicchieri,ecc) se i tempi erano giusti e tutti piccoli particolari che ti fanno capire se davvero sono rimasti contenti, a domande troppo generiche avrei paura di risposte standard….Poi dipende dalla tipologia di locali in cui è fatta: lusso, modaioli, trattorie,ecc

    Se ti va potresti portare la tua ricerca anche qui scrivendo un piccolo articolo che la racconta… credo possa essere utile per tutti! ;)

  8. Manuela 19 febbraio 2010 at 15:24 Permalink

    Grazie ancora dell’aiuto Davive,
    non appena avrò steso un questionario completo e la mia ricerca sarà a buon punto la condividerò sicuramente.

    ciao a tutti

  9. Enrico 25 agosto 2010 at 12:03 Permalink

    Anche io sono rimasto molto colpito dai libri di Godin, sono una vera rivalzione.
    Per chi vuole incontrare altri entusiasti della Mucca Viola, ho fondato un gruppo su Facebook.
    Vi aspetto (MUCCA VIOLA SU FACEBOOK)


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