21 settembre 2009 ~ 2 Comments

Ristoratori, perché non comunicate le vostre iniziative?

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Con Davide qualche tempo fa parlavamo delle difficoltà di Comunicazione e Marketing che si riscontrano nel settore della ristorazione ed ospitalità, ed eccomi qui a scrivere proprio di ciò, dato che le mie due anime professionali sono proprio queste: faccio il cuoco per una scuola di cucina per più della metà del mio tempo e mi occupo di Web Marketing per la parte restante.

Per le consulenze che diamo, per le giornate di cucina che facciamo a domicilio di altri o su commissione di aziende e privati, siamo sempre in giro ed ovviamente bar, ristoranti ed hotel sono praticamente la nostra seconda casa.

Continuamente veniamo a conoscenza di eventi organizzati dai locali che frequentiamo, ma diavolo, sempre troppo tardi e sempre perché capitiamo casualmente nel locale stesso. In sostanza, ristoranti, bar / pub e hotel, fatta la locandina e distribuita nel paese, pare abbiano fatto tutto ciò che si poteva in termini di Comunicazione e Promozione.

Peccato, perché invece ci vorrebbe molto poco per dare molta più visibilità ai propri eventi e serate, soprattutto online, spesso a costi scarsissimi (salvo il tempo impiegato, che comunque va tenuto da conto).

Qualcuno in paese, per esempio, si sta rendendo conto che per un ristorante ed un albergo essere su Facebook è interessante, sia in termini di diffusione del nome, sia per attirare persone quando si organizza qualcosa. Ho amici proprietari di pub che si ritrovano decine di prenotazioni ogni volta che organizzano serate di calcio al maxischermo, solo per averlo indicato su Facebook.

Ovvio, bisogna saperlo fare, ma non è poi difficilissimo. Avere un sito, per un bar, non è più fantascientifico come dieci anni fa. Si può avere a costi accettabili, occorre però l’impegno a tenerlo aggiornato. Una mezz’oretta al giorno, magari durante la pausa, può dare un contributo di rilievo.

Newsletter, blog, comunità, sito, Comunicati Stampa online, sono tutti modi per portare le persone che ci vivono attorno a conoscenza di ciò che facciamo. Che a noi piaccia o no, gli altri sono sempre più spesso sul Web ed anche se a noi può sembrare sciocco o inutile o difficile, non possiamo ignorare il fatto che sempre più persone non la pensi così.

Non voglio dire che le locandine non devono più essere fatte, ma non bastano più. Inoltre nel tempo impiegato per portare le locandine in dieci bar del paese vicino, si mettono molti più comunicati sul Web, che saranno letti da un numero di persone molto più alto, anche della stessa cittadina e del circondario in cui si vive. Non va dimenticato, infatti, che se anche in un bar entrano mille persone in un giorno, solo una minima parte guarda le locandine. Invece, molte di quelle persone passano ore sul Web.

Francesco de Francesco
Cuoco e docente
Scuola di cucina maisazi.com

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2 Responses to “Ristoratori, perché non comunicate le vostre iniziative?”

  1. dario 29 settembre 2009 at 17:45 Permalink

    Buongiorno Francesco, leggo volentieri di questo argomnto poichè di questo lavoro (il marketing nella ristorazione) ne ho fatto un lavoro; ho la fortuna come molti nel nostro settore di lavorare con passione. Vengo subito al dunque: è vero occorre abbandonare vecchi metodi a favore dei nuovi (con le dovute accortezze); oin realtà occorre prima cambiare la mentalità e capire che prendersi cura delle proprie vendite non riguarda più il menu ma gran parte degli sforzi vanno direzionati all’esterno. Lavarando per una catena di ristoranti in tutta Italia, ho potuto proprio constatare che il primo passaggio è la mentalità, dopodichè è corretto un approccio creativo o deterministico ma con una base metodologica. Nel nostro settore esiste il metodo LSM applicabile da chiunque e che insegno da anni; i risultati sono enormi e dipendono non dai budget ma dalla mera mentalità.
    Dario

  2. Beh, sì, la mentalità conta molto e di fatto spesso è proprio questo il problema. Non si tratta di soldi, ma di scarsa considerazione per la Comunicazione.
    Siamo convinti che basta saper fare, invece bisognerebbe anche saper dire :)


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